Charles Ray. Four patterns

Sculture in vetroresina dipinta di bianco che richiamano i concetti di statua e di statuaria di fronte alle avanguardie dell’arte concettuale contemporanee

 

Charles Ray e Four patterns

MADRID – Museo Reina Sofia
Calle Santa Isabel, 52 – 28012 Madrid

Fino al 8 settembre 2019

 

 

Charles Ray e Four Patterns a Madrid
View of the exhibition Charles Ray. Four Patterns

 

Il Museo Centro de Arte Reina Sofia, Istituzione dipendente dal Ministero della Cultura spagnolo, con sede nell’antico l’ospedale San Carlos a Madrid, ha iniziato l’attività nel 1990 con l’obiettivo di essere il moderno museo spagnolo rivolto all’arte contemporanea su scala internazionale.

All’inizio teneva solo mostre temporanee.

Dal 1992 si è arricchito anche di una collezione permanente, che ha creato maggiore attrazione, pur continuando la politica delle esposizioni temporanee.

E infatti il Museo ospita, fino all’8 settembre 2019, una interessante mostra dell’artista americano Charles Ray (nato a Chicago nel 1953).

Ray è noto soprattutto per le sue sculture enigmatiche, attraverso le quali mette in discussione i giudizi percettivi degli spettatori in modo sconvolgente e inaspettato.

Analogamente accade nella pittura.

Ne è esempio significativo Family Romance (1993) ove dipinge una famiglia normale (madre, padre e loro due figli, un maschio e una femmina) ma li dipinge tutti nudi e con i bambini che hanno la stessa altezza dei loro genitori, a sottolineare una percezione alterata della normalità.

Charles Ray e Four patterns al Reina Sofia, in cui vengono presentate sculture in vetroresina dipinta di bianco come fossero di marmo (delle stesse opere, tutte figure più grandi del normale, esistono altrettante versioni in acciaio inossidabile, adatte ai grandi spazi esterni).

Si tratta di “sculture antiche” che indicano un approccio alla scultura di figura, richiamando i concetti di statua e di statuaria di fronte alle avanguardie dell’arte concettuale contemporanee.

Ray è professore emerito all’Università della California a Los Angeles, dove attualmente vive e lavora.

 

Orari:

Lunedì e da mercoledì a sabato 10.00 – 21.00
Domenica 10.00 – 19.00
Martedì chiuso

Informazioni:

Tel: (+34) 91 774 1000
Sito web: https://www.museoreinasofia.es/en/exhibitions/charles-ray

Campo Aperto: Luciano Caruso. Firenze, Museo del Novecento

Al Museo del Novecento di Firenze, una mostra dedicata a Caruso e al ruolo assunto dalla scrittura in tutte le sue opere d’arte

 

Luciano Caruso con Campo Aperto

FIRENZE – Museo del Novecento
Piazza Santa Maria Novella, 10 – 50123 – Firenze, Italia

Fino al 12 settembre 2019

 

 

Luciano Caruso con Campo Aperto a Firenze
Luciano Caruso, Senza Titolo, 1999

 

Inaugurato il 24 giugno 2014, il Museo Novecento a Firenze è dedicato all’arte del XX secolo e propone una selezione di opere delle collezioni civiche, che illustrano con ampio respiro l’arte italiana della prima metà del Novecento.

Oltre alla collezione permanente, il Museo propone importanti mostre temporanee, organizzate per cicli.

Tra queste, in evidenza, c’è Campo Aperto, che fino a settembre 2019 propone una mostra personale dell’artista Luciano Caruso (Foglianise, 1944 – Firenze, 2002).

Filosofo di formazione, l’artista rivolge la propria ricerca verso un nuovo valore visivo della dimensione, altrimenti solo verbale e letteraria, della poesia.

Nel suo lavoro assume un ruolo di primo piano la scrittura, della quale accentua gli elementi visuali e materici che possono farla sembrare in alcuni casi, una scrittura asemica.

Caruso pubblica una vasta serie di opere strettamente connesse con la sua produzione di poesie visuali, libri-opera e libri-oggetto.

“Caruso si inserisce infatti nel solco della sperimentazione neoavanguardista di ’libri illeggibili’ ove la pagina non impone al lettore contenuti predefiniti, comportamenti, aspirazioni, ma, per la sua caratteristica asemica, rimane aperta alla creatività del fruitore.

Negli ultimi due decenni di attività, interrottasi prematuramente nel 2002, Caruso prosegue un’originale rielaborazione di temi, tecniche e linguaggi sperimentati negli anni giovanili.

Questo viaggio circolare alla ricerca di un segno originario s’intensifica, negli ultimi anni di vita, attraverso la creazione di poesie visuali, libri-opera e libri-oggetto nei quali l’artista materializza richiami più o meno cifrati ad antiche scritture (Kumana I, 1996) e iscrizioni incompiute (Epigrafe monca, 2002).

 

 

Orari:

Lunedì – Martedì – Mercoledì – Sabato – Domenica: 11.00 – 20.00
Giovedì 11.00 – 14.00
Venerdì 11.00 – 23.00

 

Informazioni:

Tel: +39 055 286132
E-mail: info@muse.comune.fi.it

Sito web: http://www.museonovecento.it

Francesco Morosini: ultimo eroe della Serenissima tra storia e mito

Al Museo Correr di Venezia, fino al 6 gennaio 2020, una mostra dedicata a Francesco Morosini, il “Capitano da mar” della Serenissima Repubblica di Venezia

 

Francesco Morosini il Peloponnesiaco

VENEZIA – MUSEO CORRER
Piazza San Marco 52 – 30124 – Venezia

Fino al 6 gennaio 2020

 

 

Francesco Morosini il Peloponnesiaco in mostra al Museo Correr

Giovanni Carboncino, Ritratto equestre del Doge Francesco Morosini, 1690 circa, Olio su tela, Venezia, Museo Correr, Cl. I n. 1388 | Courtesy of Museo Correr

 

Il Museo Correr ha origine dal lascito del nobile Veneziano Teodoro Correr nel 1830.

Da allora le sue collezioni si sono quindi progressivamente arricchite fino a farne il più importante e rappresentativo museo della città di Venezia.

Ha sede in Piazza San Marco e illustra, nelle varie sezioni e nelle variegate e ricche raccolte, l’arte, la civiltà e la storia di Venezia.

Nel 2019 ricorre il 400° anniversario della nascita di Francesco Morosini detto il “Peloponnesiaco” per le sue imprese in Grecia.

Fu il 108° doge di Venezia e quattro volte “Capitano da mar” della Serenissima.

Morosini fu inoltre l’artefice dell’ultima avventura militare espansionistica di Venezia nella guerra di Morea e ricordato dunque per le sue vittorie contro i Turchi.

Era anche un personaggio egocentrico e vanitoso, tanto che non c’è nella Storia di Venezia chi possa vantare un numero di ritratti così ampio.

La mostra che il Museo Correr dedica per le celebrazioni dei 400 anni della sua nascita, evidenzia così l’eredità morale di Francesco Morosini.

Una caratteristica che ha saputo poi portare nella sua azione, di guerra e di governo, la forza derivante dall’orgoglio di appartenere alla Serenissima.

Poter contare su una società politicamente ed economicamente solida, su una cultura di governo rigorosa ed efficace, unire il senso del dominio con una organizzazione militare e amministrativa capace di garantire ai territori dello Stato da mar e agli alleati forme di autonomia e prosperità, facevano sentire tutti parte integrante della Serenissima.

La mostra espone dunque ritratti, cimeli, documenti, oggetti personali, libri, portolani, globi, reperti d’arte classica greca che mostrano così aspetti peculiari della persona e della dimensione storica di Morosini.

 

 

Orari:

Dal 1 novembre al 31 marzo 10.30 – 17.00

Dal 1 aprile al 31 ottobre 10.00 – 19.00

 

Informazioni:

Tel: +39 041 2405211

E-mail: promozione@fmcvenezia.it

Sito web: https://www.visitmuve.it/

FILI D’ ORO E DIPINTI DI SETA. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento

Preziosi manufatti tessili eseguiti tra la seconda metà del XV secolo e primi decenni del XVI secolo in Italia e nell’Europa del Nord, in mostra a Trento dal 13 luglio al 3 novembre

 

Fili d’oro e dipinti di seta

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 – 38122 Trento TN

13 luglio – 3 novembre 2019

 

Fili d’ oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento a Trento
Dalmatica, fine XV sec – inizio XVI sec., velluto, ricami con filati di seta e oro filato, manifattura delle Fiandre, Trento, Castello del Buonconsiglio

 

Sede dei principi vescovi fin dal 1255, il Castello del Buonconsiglio di Trento è il più importante monumento storico-artistico della regione.

All’antica fortezza medievale, Castelvecchio, ingentilita da una raffinata loggia, si aggiunse poi nel Cinquecento il Magno Palazzo, una delle più sontuose residenze rinascimentali d’Italia.

Oggi è il centro culturale più importante dell’intera provincia con grandi eventi espositivi e il coordinamento delle attività dei castelli pubblici della regione (Thun, Caldes, Stenico, Beseno).

Dal 13 luglio e fino al 3 novembre 2019 ospita quindi la mostra Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento.

Una esposizione che racconta la storia dei tessuti sacri attraverso quadri e preziosi velluti e ricami tra Quattro e Cinquecento.

Si potranno ammirare così paramenti sacri, oltre a una selezione di dipinti su tavola che ne illustrano funzioni e fogge, in parte presenti nelle collezioni del museo e in parte ottenute in prestito da prestigiose Istituzioni.

Paramenti in raffinato velluto o scintillanti di oro e d’ argento, damaschi con ricami in fili di seta variopinta, preziose stoffe fiorentine e veneziane si confronteranno perciò con dipinti sacri.

Realizzazioni di Altobello Melone, Michele Giambono, Francesco Torbido, Rocco Marconi, Maestro di Hoogstraeten.

Fili d’oro e dipinti di seta. Velluti e ricami tra Gotico e Rinascimento. Una mostra che racconta dunque l’affascinante storia dei preziosi manufatti tessili eseguiti tra la seconda metà del XV secolo e primi decenni del XVI secolo in Italia e nell’Europa del Nord.

Tra questi vi è il preziosissimo parato di papa Niccolò V del Museo del Bargello di Firenze, commissionato nel 1450 dalla città di Siena e donato in seguito al pontefice in occasione della canonizzazione di San Bernardino.

 

Inaugurazione venerdì 12 luglio ore 18.00

 

Orari:

Da martedì a domenica 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:

Tel: +39 0461 233770
E-mail: info@buonconsiglio.it
Sito web: https://www.buonconsiglio.it/

À LA MODE FRANÇAISE. Stile, modelli e modiste per le contesse Thun

Riviste di moda illustrate del XIX secolo. Pagine di grande formato ricche di immagini, modelli per abiti, accessori e ricami e le istruzioni per riprodurli

 

La moda francese in mostra

Vigo di Ton (Trento) – Castel Thun
Via Castel Thun, 1 – 38010 Vigo di Ton – Valle di Non -TN

Fino al 27 ottobre 2019

 

La moda francese in mostra a Trento
À LA MODE FRANÇAISE
Stile, modelli e modiste per le contesse Thun

 

Castel Thun è un monumentale fabbricato civile-militare fra i più ben conservati dei Trentino.

Il palazzo baronale, slanciato in verticale, con tre torrette a cuspide gotica, si eleva al centro dei sistema fortificato che, verso l’attuale ingresso, la Porta spagnola, è composto da ben cinque torri, dal ponte levatoio e da un profondo fossato.

Attualmente il Castello è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento ed è inserito nella programmazione culturale del Museo di Castello del Buonconsiglio.

La moda francese (À LA MODE FRANÇAISE. Stile, modelli e modiste per le contesse Thun), raccontata in una mostra aperta fino al 27 ottobre, che si concentra dunque su quel particolare settore della biblioteca Thun dedicato alle riviste di moda illustrate del XIX secolo.

Con le loro pagine di grande formato, ricche di immagini, La mode illustrée, La mode française e La Novità offrivano alle lettrici modelli per abiti, accessori e ricami, con le istruzioni per riprodurli.

Ma c’erano anche rubriche di economia domestica e di mondanità, che anticipano formule poi riprese dalle riviste femminili del Novecento.

Le edizioni più lussuose prevedevano inoltre in allegato tavole a colori, con ideazioni di modiste parigine, che solo le nobili Carolina Arsio Thun e le sue figlie potevano permettersi e che sono conservate in una bella raccolta, rimasta fino ad ora celata.

Si tratta di acqueforti, xilografie e litografie acquerellate che, dal 1857 al 1900, ripercorrono l’evolvere dello stile.

Indiscussi strumenti di grande successo per la diffusione e la divulgazione del gusto, che offrivano quindi un dettagliato e articolato panorama dell’eleganza femminile, che guardava a Parigi come centro dell’haute couture.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 0461 492803
E-mail: info@buonconsiglio.it
Sito web: https://www.buonconsiglio.it/

RUBENS: Hercules y Deyanira. Obras maestras de las colecciones italianas

Ercole nel giardino delle Hesperides e Deyanira tentata dalla Furia. Le due tele di Rubens in mostra a Siviglia, Palazzo di Lebrija

 

Rubens a Siviglia

Palacio de Lebrija
Calle Cuna 8 Siviglia

Fino al 22 settembre 2019

 

Rubens a Siviglia
Rubens, Ercole nel giardino delle Esperidi – dipinto a olio su tela (1683) – particolare

 

Due dei più importanti capolavori di Peter Paul Rubens, indiscusso capofila del Seicento fiammingo, arrivano quindi dall’Italia in Spagna.

Due grandi tele: Ercole nel giardino delle Hesperides e Deyanira tentata dalla Furia.

Le tele conservate presso i Musei Reali di Torino – Galleria Sabauda sono infatti esposte nel Palazzo di Lebrija di Siviglia fino al 22 settembre in una mostra intitolata Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane.

Palazzo della Contessa di Lebrija, sede del museo, è una casa risalente al XV secolo e ricostruita nel XVI e acquistata dalla Contessa di Lebrija Regla Majón alla fine del 1800.

La struttura del palazzo rispetta così lo stile sivigliano con un patio principale dove poi, tutto intorno, sorge la casa.

Al centro di questo cortile fa bella mostra un mosaico romano con medaglioni stelle, fiori e vari motivi mitologici raffiguranti Leda e il Cigno, Europa, Ganimeda che abbevera l’aquila.

Il Palacio è ricco stili architettonici risalenti quindi a varie epoche e ben 580 metri quadrati di mosaico romano.

Con questa mostra il Museo Palacio de Lebrija sviluppa dunque un progetto pluriennale di collaborazione con istituzioni museali o collezioni italiane.

Il programma che prevede infatti l’organizzazione di altre mostre con capolavori provenienti da musei italiani messi in “dialogo” con le collezioni del Museo.

Nel caso specifico di questa mostra, i due capolavori di Rubens in mostra interagiscono così con le figure mitologiche che popolano le decorazioni musive, con gli arabeschi del patio e le sculture classiche conservate al Museo sivigliano.

 

 

Orari:

Luglio – Agosto
Da lunedì a venerdì 09.00 -15.00
Sabato 10.00 – 14.00
Domenica chiuso

Settembre – Giugno

Da lunedì a venerdì 10.30 – 19.30
Sabato e domenica chiuso

 

Informazioni:

Tel: +34.954 22 78 02
Sito web: https://www.palaciodelebrija.com

HELIDON XHIXHA. Lugano: Riflessi di luce

Lugano, con le 19 sculture in acciaio di Helhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg Xhixha dislocate nella città, si trasforma in una mostra a cielo aperto

 

Helhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg Xhixha a Lugano

LUGANO – Parco Ciani e centro storico
Indirizzi vari (vedi sito)

Fino al 22 settembre 2019

 

Helhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg Xhixha a Lugano
Xelhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg Xhixha. Lugano: Riflessi di luce

 

Con la mostra Lugano: “Riflessi di luce” dedicata a Helhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg, la città diventa così un museo a cielo aperto dove l’arte dialoga con lo spazio urbano e la natura.

Le sue sculture monumentali si elevano in diversi punti di Lugano, in una mostra che è al contempo un’installazione diffusa, da scoprire passeggiando per luoghi da vedere con occhi diversi.

Sono 19 le sculture disseminate per la Città, dalla punta della Foce a Paradiso, passando poi per il Parco Ciani e le piazze del centro.

La visione e la tecnica innovativa dell’artista albanese (1970), che attualmente vive tra Milano e Dubai, si traducono in un’arte pubblica monumentale che ridefinisce il rapporto tra la scultura in acciaio inossidabile ondulato e specchiante e l’ambiente circostante che diventa ambiente vibrante, aperto e dinamico per la vita e il lavoro delle persone.

Xhixha è dunque uno degli scultori più interessanti sulla scena contemporanea.

 

Orari:

sempre disponibili passeggiando per la città

 

Informazioni:

Tel: +41 (0) 91 985 21 21
Sito web: https://www.luganoregion.com/it/cosa-fare/festivals-ed-eventi/agenda-eventi/detail/id/59163/helhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpg-xhixha-lugano-riflessi-di-luce

Nanni Balestrini. VogliAMO tutto

Vogliamo Tutto: sintesi delle illusioni umane e dell’incontrastato potere della rappresentazione mediatica

 

Nanni Balestrini in mostra a Ravenna

Biblioteca Classense Sala del Mosaico
Via Alfredo Baccarini, 3 – 48121 Ravenna (RA)

Fino al 3 settembre 2019

 

Nanni Balestrini in mostra a Ravenna con VogliAMO tutto
Nanni Balestrini, Anni ’70, Anni ’80, tela emulsionata, cm. 700×500

 

La Sala del Mosaico della Biblioteca Classense è l’ultima acquisizione tra gli spazi classensi, dopo i lavori di restauro che hanno interessato i locali un tempo occupati dal Liceo Artistico, e prima ancora, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

Oggi lo spazio è usato per esposizioni temporanee e fino al 3 settembre ospita la prima mostra postuma di Nanni Balestrini (Milano1935 – Roma 2019) recentemente scomparso.

Nanni Balestrini, nato a Milano nel 1935, scrittore, poeta, artista visivo, fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali.

Tra gli animatori della stagione della neoavanguardia, ha fatto parte infatti dei poeti “Novissimi” e del “Gruppo 63” con Umberto Eco, Renato Barilli, Alberto Arbasino, Furio Colombo, Edoardo Sanguineti ed altri ancora.

E’ seguita poi l’esperienza di “Alfabeta”, giornale che ha animato insieme a Umberto Eco, Gillo Dorfles, Edoardo Sanguineti, Gino Di Maggio e Achille Bonito Oliva.

Contemporaneamente intensa era anche la sua attività nel campo delle arti visive.

Molte sono state le occasioni espositive che l’hanno visto presente.

Dalla Biennale di Venezia nel 1993, al Louvre a Parigi nel 2009, al Macro di Roma nel 2016, a DOCUMENTA 13 a Kassel nel 2012.

Nanni Balestrini a Ravenna con una mostra che riprende dunque la visione di Vogliamo Tutto (titolo del libro cult di Nanni Balestrini del 1971) ovvero la sintesi delle illusioni umane e dell’incontrastato potere della rappresentazione mediatica.

In mostra infatti c’è anche la famosa tela Potere Operaio del 1972 uno dei lavori più significativi della ricerca poetica di Balestrini sulle condizioni espressive del linguaggio e dei contesti sociali e politici.

 

 

Orari:
Luglio: 10.00 – 18.00 (giorni feriali) / 14.00 – 18.00 (domenica e lunedì)
Da 1 a 14 agosto: 9.00 – 14.00 (chiuso domenica) / dal 15 al 31: 14.00 – 18.00
Settembre: 14.00 – 18.00

 

Informazioni:
Tel: +39 0544 482116
Sito web: http://www.classense.ra.it/balestrini/

Jesper Just: Servitudes – Circuits (Interpassivities)

Un percorso in cui il visitatore si trova di fronte a condizioni impreviste, stimolato ad affrontare i temi dell’autocoscienza e dei confini fisici

 

Jesper Just a Lisbona

MAAT Museo di Arte, Architettura e Tecnologia
Av. Brasília, 1300-598 Lisboa, Portogallo

Fino al 2 settembre 2019

 

Jesper Just a Lisbona MAAT
Jesper Just, Circuits (Interpassivities) (2018). Courtesy of the artist, Galerie Perrotin and Galleri Nicolai Wallner

 

Jesper Just è un artista danese (Copenaghen 1974), che vive e lavora a New York.

Nella mostra al MAAT di Lisbona, l’artista modifica la fisicità e la percezione degli spazi espositivi, ostacolando il normale flusso dei visitatori attraverso un approccio performativo con strutture sonore, costruite e immagini in movimento decostruite.

Jesper Just a Lisbona con una esposizion che mette assieme due diverse esperienze.

Si hanno così “Servitudes”, una istallazione video a otto canali presentata per la prima volta a Tokio nel 2015 e “Circuist (interpassivities)”, un brano multimediale nuovo per uno spazio museale.

Il risultato è un percorso che consente al visitatore di trovarsi di fronte a condizioni impreviste, stimolato ad affrontare i temi dell’autocoscienza e dei confini fisici.

Come ha dichiarato l’artista è importante che le rappresentazioni coinvolgono non solo il corpo femminile, ma ancor più le relazioni intersessuali e i corpi transgender, spesso riflessi nella città e nel paesaggio.

 

Orari:

Lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì – sabato – domenica dalle 11.00 alle 19.00
Martedì chiuso

 

Informazioni:

Tel: +351 210 028 130 / 02
E-mail: maat@edp.pt
Sito web: https://www.maat.pt/en

Martino Zanetti: Midsummer night colours

Martino Zanetti e Il Colore: materia solida, estremamente vitale che, come un’onda hertziana, percorre elettricamente tutta la sua opera

 

Martino Zanetti a Verona

Palazzo della Gran Guardia
Piazza Bra

Fino a 1 settembre 2019

 

Martino Zanetti a Verona con "Midsummer night colours"
Martino Zanetti, Octopus, 2016, cm. 200X150, tecnica mista su tela di sacco di juta montata su legno

 

Martino Zanetti, titolare di caffè Hausbrandt e del marchio antico di birra Theresianer, è considerato uno degli imprenditori italiani di maggior successo.

Pochi però lo conoscono come artista, che può vantare antiche amicizie a Burano con Bruno Saetti e Virgilio Guidi e lo scultore Carmelo Conte.

Martino Zanetti classe 1944, mentre seguiva con rigore e attenzione i conti delle aziende, ha sempre mantenuta viva la passione per la pittura, stimolato da una vecchia zia pittrice espressionista che nel suo studio gli raccontava di artisti e di tecniche.

Poi non è mancato il genius Loci: dalla casa nelle colline trevigiane egli vede quello che vedevano Cima da Conegliano e Giorgione; i colori e le luci sono quelli che potevano colpire l’occhio di Veronese o Tiziano.

Il risultato è una ricerca continua coltivata dagli anni Sessanta che ha prodotto grandi teleri dal forte impatto emotivo che reinterpretano, senza imitarli, i vasti repertori del linguaggio della pittura e dell’astrattismo contemporaneo.

Il suo lavoro si svolge sotto la vasta ala protettrice della pittura veneta, terra nella quale è nato e dalla quale ha ricavato tutti gli stilemi del suo linguaggio.

Martino Zanetti a Verona con una cinquantina di opere esposte alla Gran Guardia.

Il titolo della mostra è un omaggio alla Verona shakesperiana: “Colori di una notte di mezza estate” che ricorda uno dei capolavori shakesperiani, Midsummer night’s dream.

Filo conduttore dell’opera di Zanetti è il Colore: nel suo lavoro iniziato negli anni Settanta, il linguaggio espressivo fondato sulla ricerca cromatica diventa un vero e proprio tema assiale, che si traduce in materia solida, estremamente vitale che, come un’onda hertziana, percorre elettricamente tutta la sua opera.

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.30 alle 19.30
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: http://www.midsummernightcolours.com/