Stephen Willats: Languages ​​of Dissent

Lo studio della cibernetica e l’interesse dell’artista nei confronti di manifestazioni di anticonformismo e di autodeterminazione

 

Stephen Willats a Zurigo

Museo Migros für Gegenwartskunst
Limmatstrasse 270 – Zurigo, CH-8005 – Svizzera

Fino al 18 agosto 2019

 

 

Stephen Willats a Zurigo
Stephen Willats, A Difficult Boy in a Concrete Block,1983, Sammlung Migros Museum für Gegenwartskunst

 

Il Museo Migros di arte contemporanea rompe consapevolmente con ciò che è noto.

Sul Löwenbräu-Areal di Zurigo, ha dato vita ad uno spazio aperto dedicato all’arte.

Fin dalla sua fondazione nel 1996, Migros è stato infatti un sito di riflessione e stimolazione, che ha concentrato l’attenzione in particolare sulle produzioni in stretta collaborazione con gli artisti.

Il Museo ospita o organizza inoltre importanti mostre d’arte contemporanea che presentano un processo in continuo movimento, aperto a investigazioni, correzioni e variazioni.

Stephen Willats (1943) è un artista britannico che vive e lavora a Londra.

Considerato un pioniere dell’arte concettuale, dagli inizi degli anni ’60 ha creato lavori finalizzati ad ampliare il raggio di azione in cui opera l’arte.

Il suo lavoro ha coinvolto processi, linguaggi e teorie interdisciplinari da sociologia, analisi dei sistemi, cibernetica, semiotica e filosofia.

Fino al 18 agosto il Museo Migros ospita quindi la più grande mostra personale dedicata da una istituzione svizzera all’artista inglese.

Stephen Willats a Zurigo, in una mostra che accompagna i visitatori su due dei temi centrali della sua ricerca dagli anni Sessanta.

Da una parte lo studio della cibernetica che lo guida nell’inquadrare le strutture di comunicazione e relazioni della società e, al tempo stesso, gli permette così di influenzare il tessuto sociale reale servendosi della ricerca sia come metodo che come modello formale, vocabolario estetico.

L’altro tema della ricerca che la mostra vuole evidenziare è poi il suo interesse specifico nei confronti di manifestazioni di anticonformismo e di autodeterminazione.

 

 

Orari:

Martedì, Mercoledì, Venerdì dalle 11.00 alle 18.00
Giovedì dalle 11.00 alle 20.00
Sabato, Domenica dalle 10.00 alle 17.00

 

Informazioni:

Tel: +41 44 277 20 50
E-mail: info@migrosmuseum.ch

Sito web: https://migrosmuseum.ch/

Athena Papadopoulos: Holy Toledo, Takotsubo!

Holy Toledo, Takotsubo!. Il dolore catartico indotto dalla paura che condizioni emozionali particolari possono scatenare

 

Athena Papadopoulos a Lisbona

Kunsthalle Lissabon
R. José Sobral Cid 9E Lisbona, Portogallo

Fino al 16 agosto 2019

 

Athena Papadopoulos a Lisbona
Athena Papadopoulos, Holy Toledo, Takotsubo!, 2019, Exhibition view with Do Do DoDo Big Bird (2018) and Sitting Do Do Duck (2018) Photo: Bruno Lopes

 

Kunsthalle Lissabon (KL), è una istituzione indipendente nella scena artistica contemporanea di Lisbona.

Ha avviato la propria attività nel 2009 realizzando oltre quaranta mostre in un clima di stagnazione culturale, presentando il suo programma a un ritmo costante per 10 anni.

Nel 2019 KL ha deciso quindi di mettere a disposizione la sede espositiva a quattro partner internazionali ai quali vengono affidati non solo lo spazio ma anche l’infrastruttura di produzione e comunicazione, le risorse e persino la presenza online di KL.

Fino al 16 agosto lo spazio è affidato infatti a CURA, rivista e piattaforma internazionale di discussione e indagine sulla produzione artistica internazionale contemporanea.

CURA organizza “Holy Toledo, Takotsubo!”, la prima mostra personale istituzionale in Portogallo dell’artista canadese Athena Papadopoulos.

Il titolo è un gioco di parole che si riferisce cioè al dolore catartico indotto dalla paura che condizioni emozionali particolari possono scatenare.

Il titolo riecheggia così l’idea di “amare qualcosa fino alla morte”: essere così attaccati a qualcuno o qualcosa al punto di essere fisicamente frantumati.

Athena Papadopoulos a Lisbona, con una mostra che si concentra perciò sui processi di formazione della soggettività e crea immagini allegoriche in una serie di costumi-sculture.

Le figure fantasma ricevono quindi il visitatore in un ambiente spettrale; uno spazio scenografico in cui le opere diventano, loro stesse, spettri di una drammaturgia che imita dinamiche relazionali, psicologiche e sociali.

Papadopoulos realizza sculture e composizioni a colori misti, immagini e opere su tela.

Utilizza tecniche come il collage, il disegno e il cucito; come colori usa materiali come senape, lucido da scarpe, in combinazione con fotografie, ritagli di riviste, i propri disegni.

 

Orari:

Giovedì – venerdì – sabato 15.00 – 18.00
Da domenica a mercoledì chiuso

 

Informazioni:

Tel: +351 912045650
E-mail: nfo@kunsthalle-lissabon.org
Sito web: http://www.kunsthalle-lissabon.org/en/

Per Barclay: Oil Rooms

Le angosce e le inquietudini dei nostri tempi rappresentate da Barclay

 

Per Barclay a Lisbona

Carpintarias de São Lázaro
R. de São Lázaro 72, 1150-199 Lisboa, Portogallo

Fino al 28 luglio 2019

 

 

Per Barclay a Lisbona
Chapelle Saint Radegonde, Chinon – 2006

 

La vecchia falegnameria di San Lázaro a Lisbona è rinata come luogo di produzione artistica e ospita fino al 28 luglio la mostra dell’artista norvegese Per Barclay (Oslo 1955).

Viene presentata quindi la serie Oil rooms che è una parte centrale dell’opera di Per Barclay dalla fine degli anni ’80 ad oggi.

I lavori hanno preso forma principalmente come fotografie di grande formato di diversi interni, dove il pavimento è coperto di olio, in seguito anche in altri fluidi come vino, acqua, sangue e latte.

L’effetto principale sono perciò le riflessioni inquietanti – belle, ma brutali.

Le stanze che cerca per queste opere spaziano in particolare da palazzi e chiese a mattatoi e rimesse per imbarcazioni della Norvegia del Nord; la Carpintarias de São Lázaro è uno spazio che ben si adatta a valorizzare le istallazioni di Barclay.

Una mostra dal profondo carattere nordico, sulle inquietudini e le angosce dei nostri tempi, che stimola quindi una riflessione artistica intellettualmente raffinata.

 

Orari:

Da giovedì a lunedì 14.00 – 18.00
Martedì e mercoledì chiuso

 

Informazioni:

Tel: 213815891
E-mail: carpintarias@csl-lisboa.pt
Sito web: https://carpintariasdesaolazaro.org/

Le modele noir. De Géricault à Matisse

Il processo di integrazione sociale e politica dei neri in relazione alla loro rappresentazione nella pittura in Francia

 

I modelli neri in mostra a Parigi

PARIGI – Musèe d’Orsay
1 Rue la légion d’Honneur 75007 Paris

Fino al 21 luglio 2019

 

 

I modelli neri a Parigi
Édouard Manet, Olympia, 1863 – Parigi, Musée d’Orsay – photo Musée d’Orsay, Dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt

 

Il Museo d’Orsay propone fino al 21 luglio una mostra che ha come tema il processo di integrazione sociale e politica dei neri in relazione alla loro rappresentazione nella pittura in Francia.

La presenza di modéle noir (termine che indica sia modelle e che modelli neri) nella pittura francese a partire dai primi anni dell’Ottocento non è trascurabile anche avendo presente che in Francia la schiavitù era stata abolita nel 1794 e la politica coloniale francese manteneva i legami con popolazioni di colore.

Sebbene sia presentata una prospettiva d’insieme, la mostra si sofferma in particolare su tre periodi cruciali.

Sono rappresentati l’era dell’abolizione (1794-1848), il periodo della Nuova pittura fino alla scoperta, da parte di Matisse, del Rinascimento di Harlem.

Si arriva quindi alle origine delle avanguardie novecentesche e alle successive generazioni di artisti post-bellici e contemporanei.

Da Ritratto di una donna nera di Marie-Guillemine Benoist, del 1800, allo Studio di un modello di Géricault del 1818, all’Olympia di Manet del 1863 (tema ripreso anche da Cézanne nel 1873 e reinterpretato da Mpane nel 2013) alla Signora dal vestito bianco di Matisse del 1946 molti autori francesi hanno rappresentato figure di colore nelle loro opere.

 

Orari:

Lunedì – domenica 09.30 – 18.00

 

Informazioni:

Tel: +330140494814
Sito web: https://m.musee-orsay.fr/fr/evenements.html

Arte del Realismo magico a Weimar, Germania 1919-1933

L’arte tedesca tra le due guerre, spiegata con opere provenienti dalle collezioni The George Economou Collection

 

Il Realismo magico in mostra a Londra

LONDRA – Tate Modern
Bankside London SE1 9TG

Fino al 14 luglio 2019

 

Il Realismo magico alla Tate Modern di Londra
Il mendicante di Prachatice – Conrad Felixmüller
Pittura, 1924, 50×64.5 cm

 

La mostra presenta uno spaccato dell’arte tedesca tra le due guerre attingendo dunque alle ricche collezioni di The George Economou Collection che permette di ammirare una serie di opere difficilmente esposte al pubblico.

Opere realizzate da artisti diversi tra cui Otto Dix, George Grosz, Albert Birkle e Janne Mammen.

Il Realismo magico è infatti un termine riferito a questi artisti, che vuol perciò indicare il passaggio di una tradizione artistica tedesca dall’Espressionismo ad un Verismo denso di veridicità e inquietudine.

Sebbene il termine “Realismo Magico” sia più comunemente usato per riferirsi alla letteratura latino-americana, in realtà è di invenzione dall’artista e critico tedesco Franz Roh.

Questa espressione fu utilizzata per la prima volta nel 1925, per descrivere il cambiamento che Roh avvertì nell’arte, mentre si allontanava dall’era espressionista verso la verità aspra e inquietante del Nuovo Realismo.

Immagini forti, condizionate anche dal crescente estremismo politico, che gli artisti in mostra svilupparono nel primo dopoguerra e che esprimevano mondi interiori di emozione e di magia.

La Tate Modern deve il proprio ringraziamento alla Huo Family Foundation (UK) Limited per aver dato questa opportunità espositiva.

 

 

Orari:

Domenica a giovedì 10.00 – 18.00
Venerdì a Sabato 10.00 – 22.00

 

Informazioni:

Tel: +44 (0) 20 7887 8888
E-mail: information@tate.org.uk
Sito web: https://www.tate.org.uk/whats-on

MAURIZIO CATTELAN. America

Alla Blenheim Art Foundation, la prima retrospettiva in Inghilterra dell’artista italiano

 

Maurizio Cattelan e America

Woodstock (Oxfordshire) – Blenheim Art Foundation
Woodstock OX20 1PP, Regno Unito

12 settembre – 27 ottobre 2019

 

Maurizio Cattelan e America
Maurizio Cattelan, AMERICA, 2016. Photo courtesy Jacopo Zotti

 

Maurizio Cattelan (nato a Padova nel 1960) è uno dei più importanti artisti italiani in attività.

Le sue opere destano così scalpore e (a volte) indignazione per il loro carattere dissacrante e provocatorio.

Vive tra Milano e New York ed è, ad oggi, l’artista italiano più quotato sul mercato.

Maurizio Cattelan trasforma infatti l’ironia e la provocazione in opere d’arte che restano impresse nello spettatore, come nel caso della sua opera più famosa, La nona ora (1999), che mostra Papa Giovanni Paolo II colpito (e affondato) da un meteorite.

Blenheim Art Foundation, fondata nel 2014, cerca di mostrare gli artisti più rilevanti per il nostro tempo e guarda a quelli che mettono in discussione il pensiero convenzionale nell’arte contemporanea.

L’ambizione fondamentale della Blenheim Art Foundation è di sfidare, coinvolgere ed entusiasmare i visitatori di Blenheim Palace, una monumentale residenza di campagna inglese situata a Woodstock nell’Oxfordshire, in Inghilterra.

La fondazione inglese Blenheim Art dedica una grande retrospettiva all’artista italiano, la prima in Inghilterra negli ultimi vent’anni.

Maurizio Cattelan e America, il famoso water d’oro, in mostra con nuovi lavori e opere storiche.

Si tratta della celeberrima opera nota come il “water” o il “cesso” d’oro che Cattelan ha realizzato nel 2016 e che in precedenza è stato esposto e funzionante al Guggenheim Museum di New York.

 

 

Orari:

Lunedì – domenica 09.00 – 18.00

 

Informazioni:

Tel: +44 1993 810530
Sito web: www.blenheimartfoundation.org.uk

Alessandro Giannì – L’apocalisse dell’ora

Fino al 19 luglio 2019, una mostra personale con una serie inedita di lavori di pittura e di scultura

 

L’apocalisse dell’ora di Alessandro Giannì

ROMA – ALBUMARTE
Via Flaminia, 122 – Roma

Fino al 19 luglio 2019

 

L'apocalisse dell'ora di Alessandro Giannì
Alessandro Giannì – L’apocalisse dell’ora (2014) – cm 200×300 olio su tela

 

AlbumArte è uno spazio indipendente e no profit con sede a Roma, che si caratterizza proprio per le sue collaborazioni internazionali e i suoi cicli di approfondimento sui vari linguaggi del contemporaneo.

Sono presentati lavori come videoarte, pittura, fotografia, scultura, istallazioni, performance, sound art, concerti e residenze, privilegiando nella ricerca i percorsi degli artisti e dei curatori più giovani.

Alessandro Giannì, nato a Roma nel 1989, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il giovane artista dal 2013 ha esposto in varie istituzioni in Italia e all’estero.

Si possono citare quindi: il Museo MAXXI, Museo MACRO, la Casa delle Armi e l’Istituto Svizzero a Roma; l’Istituto Svizzero di Milano; la Biennale del Cinema di Venezia, il Kühlhaus Berlin; l’American University Katzen Arts Center di Washington.

Egli raccoglie dal web e dai social network diversi frammenti estetici con l’intento di dare loro nuova vita.

All’interno della sua ricerca è sempre presente una rigorosa “economia dell’immagine” dove la pratica analogica del dipingere si fonde così con l’uso dei nuovi media, di internet e più in generale della cultura digitale.

Giannì, per le sue creazioni, investiga infatti le connessioni tra questo universo digitale, altri possibili mondi paralleli e la dimensione onirico-introspettiva dell’essere umano.

Nella sua pratica artistica, Giannì cerca quindi di innescare cortocircuiti utilizzando i simboli della storia dell’arte per creare paesaggi altri, nuovi immaginari non riconducibili a un’epoca definita.

AlbumArte ospita L’apocalisse dell’ora, la personale di Alessandro Giannì che, fino al 19 luglio 2019, presenta al pubblico una serie inedita di lavori di pittura e di scultura.

E’ un’occasione quindi per conoscere gli esiti della ricerca artistica di un giovane impegnato nel confrontare continuamente una formazione artistica classica con le stimolazioni non solo formali ma anche sociali e politiche del tempo presente.

 

 

Orari:
Dal lunedì al venerdì 15.00 – 19.00
Sabato e domenica chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 063243882
E-mail: info@albumarte.org
Sito web: http://www.albumarte.org

In My Dream I Was in Kuwait

Pittura, fotografia, disegno e tessitura parlano di: ingiustizie sociali e politiche, identità culturale, condizioni di salute

 

Artisti del Kuwait a Venezia

VENEZIA – Scoletta dell’arte dei Tiraoro e Battioro
Salizada San Stae, 1980, 30135 Venezia VE

Fino al 28 novembre 2019

 

 

Artisti del Kuwait a Venezia
In my dream I was in Kuwait

 

La Scoletta dell’arte dei Tiraoro e Battioro, è sorta il 2 gennaio 1420 come sede della Corporazione degli artigiani specializzati nella fabbricazione dei fili d’oro (Tiraoro).

Creazioni indispensabili per la produzione di tessuti di lusso, broccati e damaschi, che avevano caratterizzato ed anche arricchito l’industria tessile veneziana per secoli.

Gli artigiani veneziani furono inoltre anche indispensabili nella produzione delle foglie d’oro (Battioro) usate nei mobili e nelle decorazioni di lusso laiche e religiose.

Dai primi anni del Settecento la corporazione ha sede nell’attuale sede in campo San Stae a fianco della Chiesa omonima.

Da alcuni anni la sede è il luogo espositivo in posizione di grande visibilità dal Canal Grande.

Dal 14 giugno, sulla base di un accordo di collaborazione con il Centro Culturale Sheikh Abdullah Al Salem, maggiore polo culturale pubblico del Kuwait, la Scoletta ospita, per tutto il periodo della Biennale arte 2019, giovani artisti del Kuwait.

Artisti del Kuwait a Venezia per conoscere colleghi e artigiani veneziani in uno scambio di conoscenze ed esperienze.

Le opere in mostra trattano temi quali le ingiustizie sociali e politiche, l’identità culturale dell’individuo e del proprio Paese, le condizioni di salute in particolare quella mentale, mediante le tecniche più varie che vanno dalla pittura alla fotografia, al disegno, alla tessitura.

Il progetto prevede occasioni di confronto, incontro e laboratorio operativo degli artisti ospiti della Scoletta con artigiani e artisti veneziani.

Lo scambio di conoscenze riguarda il settore tessile (Tessitura Bevilacqua), quello del vetro (maestro vetraio Leonardo Cimolin e vetreria Simone Cenedese) e quello dell’incisione (incisioni Doppio Fondo).

Non mancano poi gli incontri con altri artisti come l’artista concettuale Silvano Rubino e la pittrice Veronica Green.

Nel 2020 poi ci sarà lo scambio con artisti veneziani che saranno invitati a tenere i loro workshop in Kuwait.

 

Orari:

Tutti i giorni 10.00 – 19.00

 

Informazioni:

Tel: +39 041 275 0606
Sito web: www.scolettabattioro.it

La fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci

Al Museo Nazionale di Parma, la Scapigliata di Leonardo in mostra fino al 12 agosto

 

La Scapiliata a Parma

PARMA – Complesso Monumentale della Pilotta – Museo Nazionale
Piazza della Pilotta, 3 – Parma

Fino al 12 agosto 2019

 

 

La Scapiliata a Parma
Leonardo da Vinci, La Scapigliata

 

L’acqua ha da sempre affascinato gli artisti; materia sfuggente, liquido carico di rimandi simbolici, forza da dominare e da sfruttare, ma anche soggetto e costante fonte d’ispirazione, ma la sua rappresentazione ha sempre costituito un problema.

Anche Leonardo da Vinci sentì forte l’attrazione tanto da rendere l’acqua oggetto di studi sistematici e da raffigurarla in oltre la metà dei suoi dipinti.

In un disegno conservato nelle collezioni dei reali d’Inghilterra, Leonardo aveva paragonato il moto dell’acqua a quello dei capelli: “nota il moto del vello dell’acqua, il quale fa a uso de’ capelli, ..”

Vortici, correnti, gorghi, increspature e onde non appaiono, nell’opera di Leonardo, soltanto nei dipinti o nei disegni che raffigurano l’acqua.

Spesso assumono la forma delle chiome fluenti dei suoi personaggi: un caso particolarmente emblematico è quello della Scapigliata o Scapiliata, la celebre opera oggi alla Galleria Nazionale di Parma.

In questa tavoletta abbozzata con biacca e pigmenti di ferro e cinabro, i capelli della protagonista assumono le sembianze di piccole cascatelle che cadono leggermente mosse dal vento, di rivoli che s’agitano in ogni direzione, di onde che s’arricciano e s’attorcigliano.

I nuovi studî sulla Scapiliata contribuiscono a fare di questa mostra uno degli appuntamenti leonardiani più interessanti dell’anno.

 

Orari:
Da martedì a sabato 8.30 – 19.00
Domenica e festivi 13.00- 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: 0521 233718
E-mail: cm-pil@beniculturali.it
Sito web: http://pilotta.beniculturali.it

Effetto Araki – Mostra fotografica a Siena fino al 30 settembre

Una selezione di 2.200 opere che ripercorre la lunga carriera dell’artista, con molte serie presentate per la prima volta in Italia

 

Nobuyoshi Araki a Siena

Complesso Museale Santa Maria della Scala
Piazza Duomo, 1 – Siena

21 giugno – 30 settembre 2019

 

Nobuyoshi Araki al Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena
Print from Tombeau Tokyo, 2016. Gelatin silver print. (© the artist/courtesy of Taka Ishii Gallery)

 

Araki (Tokyo 1940) è un fotografo noto per la sua produzione fotografica di genere erotico.

La macchina fotografica è infatti per lui un’estensione del corpo.

È un organo vitale attraverso il quale egli entra in contatto con il mondo e stabilisce relazioni con le persone, attraverso cui sente ed esprime emozioni, vive i momenti di gioia e metabolizza i dolori della vita.

Tokyo e le sue notti a luci rosse, gli incontri con amici, colleghi, musicisti, registi, i viaggi per il mondo e sempre, immancabilmente, le donne, l’eros, l’amore.

Tutto questo vive così nelle immagini di Araki in modo tanto intenso e diretto da cancellare ogni sospetto di ipocrisia o di sensazionalismo.

Oggi, Nobuyoshi Araki vanta dunque più di 400 libri pubblicati.

Molte sono le collaborazioni con note riviste del calibro di Vogue, Dazed, The New York Times Magazine, Playboy, e una fama che lo precede in tutto il mondo.

Nobuyoshi Araki a Siena, città che rende omaggio a questo particolare maestro della fotografia con una grande mostra che raccoglie opere appartenenti a oltre venti serie prodotte dal fotografo giapponese dai primi anni Sessanta ad oggi.

Una selezione di 2.200 opere che ripercorre così la sua lunga carriera artistica offrendo un panorama pressoché completo sulla sua sterminata produzione, assai complessa e articolata.

Molte serie sono invece presentate per la prima volta in Italia, alcune per di più inedite in Europa e la raccolta Araki’s Paradise è stata appositamente realizzata per Siena.

Con le composizioni floreali, a celebrare la bellezza e la caducità della vita, viene presentata così anche la serie Balcony of Love, fotografie organizzate sulla terrazza di casa.

Scatti animati dalla presenza del gatto Ciro, insostituibile compagno di vita del fotografo giapponese.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Giovedì dalle 10.00 alle 22.00

 

Informazioni:
Tel: +39 0577 286300
E-mail: infoscala@comune.siena.itsienasms@operalaboratori.com

Sito web: https://www.santamariadellascala.com/it/mostre/effetto-araki/