MARIO SIRONI. Il volto austero della pittura

Circa 60 opere in mostra che evidenziano le due principali aree d’attività di Sironi, quella pubblica e quella privata

 

Mario Sironi a Verona

VERONA – Palazzo Scarpa
Piazza Nogara, 2 – sede del Banco BPM – Verona

Fino al 12 settembre 2019

 

Mario Sironi a Verona
Mario Sironi, “Composizione con cavallo”

 

Mario Sironi (Sassari 1885 – Milano 1961) è stato interprete dei principali movimenti artistici italiani della prima metà del 900.

Tuttavia l’adesione al Fascismo, che negli anni Trenta esprimerà anche in grandi opere di contenuto ideologico ma non propagandistico, ha condizionato il giudizio sulla pittura di Sironi, molto più di quanto non sia accaduto ad altri artisti.

Dopo la caduta del Fascismo, Sironi fu completamente dimenticato dalla critica messo all’indice fino agli anni Sessanta.

La prima grande mostra a lui dedicata è stata quella di Palazzo Reale a Milano nel 1985, ma il vero riconoscimento del valore di Sironi artista del ‘900 fu la grande retrospettiva, con oltre 400 opere, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma del 1993/1994.

Palazzo Scarpa ospita ora la mostra “Il volto austero della pittura”, un’esposizione sugli sviluppi della carriera di Sironi.

Dal Divisionismo al Futurismo, dalla metafisica al realismo magico in seno al gruppo “Novecento”, dall’arcaismo e dal primitivismo all’arte informale di cui, in Italia, fu precursore.

Mario Sironi a Verona in mostra con circa 60 opere in mostra evidenziano le due principali aree d’attività di Sironi.

Quella pubblica, con carte preparatorie e bozzetti di opere commissionate nel periodo fascista.

Sono alcune testimonianze del lavoro che lo ha visto impegnato con crescente intensità a progetti di riorganizzazione e di allestimento delle più significative manifestazione culturali e artistiche del regime.

Si possono citare infatti: il Triennale milanese e la Quadriennale romana.

Nel 1933 ha pubblicato quindi, insieme con Campigli, Carrà e Funi, il “Manifesto della pittura murale”.

Quella privata che raccoglie opere da cavalletto, disegni, schizzi, tavole per illustrazioni.

Non fu infatti secondaria per Sironi l’attività di illustratore per copertine di riviste.

 

 

Orari:
La mostra è visitabile negli orari di ordinaria apertura della sede bancaria

 

Informazioni:
Sito web: http://www.mariosironi.org/
http://borgotrentoverona.org/i-tormenti-di-sironi-una-nuova-scoperta/

FORTUNATO DEPERO. Dal sogno futurista al segno pubblicitario

In mostra capolavori del periodo più strettamente futurista, opere pubblicitarie e collaborazioni nel campo dell’editoria

 

Fortunato Depero a Lucca

Lu.C.C.A.
Lucca Center of Contemporary Art – Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca

Fino al 25 agosto 2019

 

Fortunato Depero a Lucca fino al 25 agosto
Fortunato Depero. Dal sogno futurista al segno pubblicitario

 

Il Museo di Arte Contemporanea Lu.C.C.A. è allestito all’interno di Palazzo Boccella, un antico edificio nel centro storico di Lucca.

Accanto alla collezione permanente il centro propone inoltre esposizioni temporanee di grande qualità.

Fino al 25 agosto è ospitata dunque la mostra di Fortunato Depero “Dal sogno futurista al segno pubblicitario”.

Fortunato Depero (1892 – 1960) è stato uno dei protagonisti del Futurismo.

Nel 1915 firma con Giacomo Balla il Manifesto Ricostruzione futurista dell’Universo, nel quale si esprime la volontà di ricostruire l’universo “rallegrandolo”.

A questo si ispira quindi la poetica artistica di Depero, gioiosa, allegra e ricca di colori vivaci.

Il percorso espositivo a Lucca presenta così capolavori provenienti da importanti collezioni italiane del periodo più strettamente futurista, dal 1914 fino alla prima metà degli anni Venti.

Depero fu però anche uno straordinario creatore di immagini pubblicitarie la cui testimonianza è presente infatti in disegni, collage e grafiche per note aziende e prodotti famosi.

Si possono perciò citare il liquore Strega, il mandorlato Vido, il cioccolato Unica, ma soprattutto per l’azienda Campari a cui è dedicata un’intera sala, per citarne solo alcune.

Depero rivoluzionò i criteri del manifesto pubblicitario innovando così il linguaggio dell’arte e della pubblicità.

Non a caso nel suo Manifesto sull’Arte Pubblicitaria Futurista propugna che “l’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria”.

Questo rapporto con il commercio è sempre presente in un artista che non si è confrontato solo con la pittura.

Già nel 1919, a Rovereto, sua città natale, fondava la Casa d’arte futurista Depero.

Un laboratorio dove ha prodotto arazzi, scialli, mobili, soprammobili e oggetti di ogni genere, compresi scenografie e costumi teatrali.

Fortunato Depero a Lucca con una mostra che ha inoltre una veste che si potrebbe definire “didattica” in quanto accosta le opere pubblicitarie con i disegni esecutivi finali, o di progetto.

Viene così svelato il procedimento della nascita dei suoi prodotti artistici, ovvero dall’ideazione all’esecuzione finale.

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 011 197 063 71
E-mail: info@luccamuseum.com

Sito web: http://www.luccamuseum.com/it

Sean Scully. Eleuthera. Mostra a Vienna fino al 8 settembre

Una esposizione con 23 dipinti ad olio di grande formato che mostrano il figlio che suona sulla spiaggia di Eleuthera alle Bahamas

 

Sean Scully e Eleuthera

VIENNA – Albertina
Albertinaplatz,1 Vienna

Fino all’8 settembre 2019

 

Sean Scully e Eleuthera in mostra a Vienna
Sean Scully | Eleuthera, 2017 | © Sean Scully, 2019

 

Il Museo Albertina situato nel cuore storico di Vienna, unisce fascino imperiale e straordinari capolavori artistici.

L’edificio, che fu il più grande palazzo residenziale degli Asburgo, è stato la residenza degli arciduchi e delle arciduchesse asburgiche per circa 100 anni.

Testimonianze di questo periodo sono le 20 camere sontuosamente decorate e accuratamente restaurate che trascinano i visitatori nel magnifico mondo del classicismo.

Preziosi rivestimenti murali, lampadari, caminetti e stufe, intarsi caratteristici e mobili raffinati, che ne raccontano l’importanza e la ricchezza.

Ma l’Albertina è anche sede di un prestigioso museo che vanta una delle maggiori collezioni di stampe e disegni del Mondo e ospita esposizioni temporanee di artisti anche contemporanei di rilevanza internazionale.

Sean Scully (Dublino 1945), cresciuta e formatasi a Londra si trasferisce trentenne a New York dove vive e lavora con frequenti soggiorni in Baviera.

Il numero di mostre personali in ogni parte del mondo (prima artista occidentale a vantare una retrospettiva nelle principali città della Cina nel 2014) sono così segno tangibile della sua fama.

L’artista è nota però principalmente per i suoi dipinti astratti di grandi dimensioni, composti da bande verticali e orizzontali, blocchi tassellanti e forme geometriche composte da colori sfumati e graduali.

Ma lavora anche in una varietà di media diversi, tra cui incisioni, sculture, acquerelli e pastello mantenendo in tutto il suo lavoro un’innegabile delicatezza e sincerità di emozioni.

Dal 7 giugno 2019 l’Albertina ospita la mostra dell’artista irlandese. Sean Scully e Eleuthera.

Un lato completamente nuovo in cui Scully viene così alla luce nei lavori presentati per la prima volta dal Museo Albertina.

Sean Scully e Eleuthera, un progetto che ruota dunque intorno a un tema molto privato: 23 dipinti ad olio di grande formato mostrano il figlio di Scully che suona sulla spiaggia nell’isola di Eleuthera, alle Bahamas.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.00 – 18.00
Mercoledì e venerdì 10.00 – 21.00

 

Informazioni:

E-mail: info@albertina.at
Sito web: https://www.albertina.at

Barry X Ball. Medardo Rosso Project

Dieci opere realizzate a partire dagli originali dello scultore italiano Medardo Rosso.  Opere “reinventate, quasi rivissute” con materiali diversi

 

Barry X Ball e Medardo Rosso

VENEZIA – Cà Pesaro
Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce, 2076 – 30135 Venezia VE

Fino al 22 settembre 2019

 

Barry X Ball e Medardo Rosso a Cà Pesaro
Madame X
2013 – 2019                                                         sculpture: translucent “wounded” Mexican onyx
pedestal: white Vietnamese marble, chrome-plated steel and aluminum, stainless steel
sculpture: 7.4 x 8.9 x 11.5 inches (18.8 x 22.8 x 29.2 centimeters)
pedestal assembly: 33.1 x 33.1 x 52.4 inches (84 x 84 x 133 centimeters)
after Medardo Rosso (1858 – 1928)
Madame X, 1896
Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia

 

Nella sala Dom Perignon di Cà Pesaro, fino al 22 settembre è aperta la mostra di Barry X Ball scultore americano nato nel 1955 a Pasadena, in California.

L’artista si trasferisce presto a New York ove vive e lavora usando avanzate tecnologie informatiche per realizzare ritratti e dal 2008 anche opere ispirate a capolavori antichi, che chiama Masterpieces – tra i quali Pietà (2011-2018).

Uno scultore già affermato a livello internazionale che ha realizzato infatti numerose mostre in importanti gallerie nel mondo fin dal 1988.

Nel 2004 ha anche tenuto una mostra personale al MoMA PS1 di NY, e nel 2011 è stato poi presente alla Biennale di Venezia con una serie di sculture in marmo raffiguranti il Conte Giuseppe Panza di Biumo.

 

Barry X Ball e Medardo Rosso. Il progetto

Dal 2012 l’artista americano porta così avanti un progetto sulle opere di Medardo Rosso custodite in collezioni pubbliche italiane e tra queste Ca’ Pesaro.

La Galleria conserva infatti uno dei nuclei più ampi tra cui La portinaia (1883), Bambino alle cucine economiche (1893) e Madame X (1896).

Questa ricerca di Barry X Ball sulla produzione di Rosso ha come risultato quindi la creazione di dieci opere realizzate partendo quindi dagli originali dello scultore italiano con l’ausilio della tecnologia CNC (computer a controllo numerico).

Barry X Ball rende così nel minimo dettaglio le complesse forme di Rosso, “reinventate, quasi rivissute” con materiali diversi.

Tra questi si possono trovare la calcite dorata, l’onice iraniano rosa e bianco, fino a materiali molto trasparenti, come l’onice bianco messicano.

Sono opere nelle quali l’atmosfera e l’energia delle creazioni di Medardo Rosso permangono.

Si assiste così ad un dialogo immaginario tra gli originali dello scultore italiano a Cà Pesaro e le reinterpretazioni di Barry x Ball.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.30 – 18.00
Chiuso lunedì

 

Informazioni:
Tel: +39 041 721127
E-mail: capesaro@fmcvenezia.it
Sito web: https://capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/

Louise Bourgeois e Pablo Picasso: Anatomies of Desire

Le differenze e le affinità nel linguaggio formale, tematico e iconografico degli artisti e l’abbinamento intenzionale delle opere

 

Louise Bourgeois e Pablo Picasso

ZURIGO – Hauser & Wirth
Limmatstrasse, 270 – Zurigo, Svizzera

Fino al 14 settembre 2019

 

Louise Bourgeois e Pablo Picasso a Zurigo
Le Baiser – Pablo Picasso (1969) Oil in canvas 97 x 130 cm / 38 1/4 x 511/8 in © Succession Picasso / 2019, ProLitteris, Zurich – Private Collection Photo: Alex Delfanne

 

Hauser & Wirth è una galleria che rappresenta oltre 50 artisti contemporanei affermati o emergenti.

La galleria è stata fondata nel 1992 e nel 1996 ha aperto poi la sua prima sede permanente nell’ex birrificio Löwenbräu di Zurigo.

Louise Bourgeois (25 dicembre 1911 – 31 maggio 2010) è un’artista di origine francese che, dal 1938, ha vissuto e lavorato a New York.

La sua famiglia possedeva una piccola azienda di restauro di arazzi nei pressi di Parigi, e la giovane Louise passava così il suo tempo circondata da trame, tessuti e disegni.

In questo ambiente ha compiuto perciò i suoi primi passi, dando una mano nel realizzare bozzetti e schizzi e sviluppando quindi una dimestichezza nel maneggiare i materiali che sarebbero riemersi anche negli anni.

Ora la galleria Hauser & Wirth di Zurigo propone oltre 90 opere tra dipinti, sculture e opere su carta provenienti da importanti istituzioni pubbliche e collezioni private come la Fondation Beyeler (Riehen / Basel), il Nasher Sculpture Center (Dallas), il Kunstmuseum Den Haag (L’Aia) e il Museu Picasso (Barcelona).

La mostra Anatomies of Desire presenta Bourgeois assieme a Picasso in dialogo tra loro.

Curata dalla rinomata specialista Marie-Laure Bernadac, ex curatrice al Louvre, al Museo Picasso e al Centre Pompidou, la mostra è organizzata quindi in stretta collaborazione con lo Studio Louise Bourgeois.

Mirando a promuovere un discorso sull’opera di Louise Bourgeois e Pablo Picasso, la mostra esplora così le differenze e le affinità nel linguaggio formale, tematico e iconografico degli artisti e mostra perciò l’abbinamento intenzionale delle opere.

 

Orari:
Da lunedì a venerdì 11.00 – 18.00
Sabato 11.00 – 17.00
Domenica chiuso

 

Informazioni:
Tel: +41 44 446 8050
E-mail: zurich@hauserwirth.com

Sito web: https://www.hauserwirth.com/

Flavio Favelli. Il bello inverso. Fino al 15 settembre

Quindici opere inedite e site specific, pensate a Venezia per Venezia

 

Flavio Favelli “Il bello inverso”

VENEZIA – Ca’ Rezzonico (Museo del 700 veneziano)
Dorsoduro, 3136 – 30123 Venezia

Fino al 15 settembre 2019

 

Flavio Favelli e "Il bello inverso"
Flavio Favelli Venezia (Foto Luca Zuccala ArtsLife)

 

Cà Rezzonico, palazzo che oggi ospita il Museo del Settecento Veneziano viene costruito alla metà del Seicento ad opera dell’architetto più celebre del periodo: Baldassarre Longhena.

Artista al quale si deve anche la realizzazione di Ca’ Pesaro e della Basilica della Salute.

Ca’ Rezzonico partecipa così al progetto MUVE Contemporaneo.

Un progetto quindi di valorizzazione dell’arte contemporanea in dialogo con la storia promossa nelle sue sedi dalla Fondazione dei Musei Civici Veneziani.

Lungo il percorso delle sue grandi sale monumentali Flavio Favelli e “Il bello inverso”, presenta nello specifico quindici opere inedite site specific, pensate a Venezia per Venezia.

Flavio Favelli e “Il bello inverso”: la mostra

A rovescio col pensiero a immagini di Venezia riflesse sull’acqua.

Ma anche all’opposto perché la mostra racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia” per usare le parole dell’artista.

Il visitatore tra i segni del 700 troverà così le pedane di legno calpestato che hanno rivestito il ponte dell’Accademia durante un lungo restauro, con i segni dell’usura da calpestio e delle vernici del lavoro.

Una stella rossa di pubblicitaria memoria, i lightbox con loghi e nomi (Generali, Lacoste, Coca-Cola formata dai piccioni nella piazza), marchi cancellati dalla pittura e altri segni della vita di Venezia scomparsi.

Quei segni rivivono a Cà Rezzonico, riproposti così sotto forma di assemblaggio, di combinazione di forme e oggetti e significati, in nuove composizioni, collage o pittura.

Il tema centrale è quindi quello del segno-scritta-logo alterato e sofisticato per un’immagine differente che sposta e adultera il senso originale e porta a una nuova complessità formale e di concetto.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.30 – 18.00
Martedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 041 2410100
E-mail: carezzonico@fmcvenezia.it
Sito web: https://carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/flavio-favelli

Emilio Isgrò. Per la Battaglia di Anghiari di Leonardo Da Vinci

Il tema della Battaglia di Anghiari, interpretando lo stato d’animo di da Vinci, entrando nel profondo della vicenda umana, storica e artistica

 

Emilio Isgrò e Leonardo

ANGHIARI – Museo della battaglia e di Anghiari
Piazza Mameli, 1-2 – 52031 – Anghiari (Arezzo) Toscana

Fino al 4 agosto 2019

 

Emilio Isgrò e Leonardo da Vinci
Emilio Isgrò e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci

 

L’antico castrum di Anghiari è un borgo fortificato che domina l’intera Valtiberina. Ad Anghiari, il 29 giugno dell’anno 1440, fu combattuta la battaglia fra Fiorentini e Milanesi.

La vittoria dei fiorentini fu fondamentale per la storia di Toscana, perché permise così di continuare una forte egemonia nei territori che furono alla base della nascita dello stato.

Tale fu l’importanza della battaglia che fu chiesto infatti a Leonardo da Vinci di rappresentarla.

Purtroppo il capolavoro leonardesco non è sopravissuto. Pur tuttavia, ne rimangono i disegni preparatori che lo stesso Leonardo aveva realizzato per il cartone del dipinto.

In questi due disegni preparatori, conservati oggi a Budapest, traspare così la consapevolezza dell’universalità di certi istinti primordiali: il volto dell’uomo, devastato dalla ferocia esprime l’essenza della guerra, definita dallo stesso Leonardo “pazzia bestialissima”.

Nel 2019, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo il Comune di Anghiari ha chiesto una testimonianza a Emilio Isgrò, uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale nel campo della poesia visiva e dell’arte concettuale.

Artista – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – dal 1964 realizza opere di “cancellatura” su enciclopedie, libri, cartografie e addirittura su pellicole cinematografiche.

Emilio Isgrò si confronta quindi con la Battaglia di Anghiari e affronta il tema interpretando lo stato d’animo del genio di da Vinci, entrando nel profondo della vicenda umana, oltre che storica e artistica, utilizzando una chiave di lettura universale ma dalle molteplici interpretazioni contemporanee.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 13.00 / dalle ore 14.30 – 18.30

 

Informazioni:
Tel: +39 0575 787023
E-mail: battaglia@anghiari.it

Sito web: https://www.battaglia.anghiari.it/

Gertsch – Gauguin – Munch. Cut in Wood. MASI di Lugano

La xilografia di Gertsch e le incisioni di Gauguin e Munch, a confronto

 

Gertsch Gauguin e Munch a confronto

LUGANO – MASI Museo d’Arte della Svizzera Italiana
Piazza Bernardino Luini, 6 GH – 6901 Lugano

Fino al 22 settembre 2019

 

Gertsch Gauguin e Munch al Masi di Lugano
Edvard Munch – Due persone sole (1899)

 

Franz Gertsch (Mörigen, 1930) è considerato tra i più significativi artisti contemporanei della Svizzera.

Dopo la sua partecipazione a Documenta V di Kassel nel 1972, egli avvia quindi un nuovo approccio all’arte attraverso una vasta gamma di dipinti e opere grafiche nelle quali, sebbene utilizzi fotografie o proiezioni di diapositive come punti di partenza, le sue opere seguono una logica propria, volta all’esattezza di ogni elemento.

La xilografia assume poi un ruolo preponderante nel lavoro di Franz Gertsch.

Con una precisione di esecuzione finora sconosciuta e utilizzando formati monumentali, al limite della possibilità di produzione di singoli fogli di carta, Gertsch ha aperto così nuove dimensioni di questa tradizionale tecnica d’incisione a rilievo su legni duri.

In occasione dell’imminente compleanno di Franz Gertsch, i novant’anni che raggiungerà nel 2020, il MASI ha invitato l’artista a concepire una mostra dedicata alla sua stessa opera.

L’esposizione presenta alcune sue xilografie poste in relazione con una selezione di incisioni di Paul Gauguin (1848-1903) e Edvard Munch (1863-1944).

Nonostante la distanza storica e le differenze stilistiche, i tre artisti rivelano invece profonde e inaspettate affinità, che oltrepassano la sola condivisione della tecnica.

La coesistenza di malinconia ed eros, una concezione mistica del paesaggio, la generale sensazione di solitudine ed estraneità dell’artista verso la società e la natura sono perciò i tre motivi principali che accomunano la loro opera.

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Chiuso il lunedì

 

Informazioni:
Tel: +41 (0)58 866 4240
E-mail: info@masilugano.ch
Sito web: http://events.masilugano.ch/gertsch-gauguin-munch/

Leiko Ikemura: Toward New Seas. In mostra a Basilea fino al 1 settembre

La prima retrospettiva dedicata all’artista giapponese al Kunstmuseum Basel

 

Leiko Ikemura “Toward New Seas”

BASILEA – Kunstmuseum Basel
St. Alban-Graben 16 – Basel, CH-4051 – Svizzera

Fino al 1 settembre 2019

 

Leiko Ikemura "Toward New Seas"
Leiko Ikemura – Foto: Julian Salinas

 

Il Kunstmuseum Basel possiede la più grande collezione al mondo di opere della famiglia Holbein e può vantare inoltre una delle principali collezioni di dipinti e disegni di artisti attivi nella regione dell’Alto Reno tra il 1400 e il 1600 e del XIX e XXI secolo.

Nel campo dell’arte del XX secolo, l’accento è sul Cubismo (Picasso, Braque, Léger), Espressionismo tedesco, Espressionismo astratto e arte americana dal 1950.

Originariamente era concepito per la presentazione delle collezioni del museo, dalla primavera del 2016 il Museo si è ampliato con una terza sede dedicata a presentare grandi mostre speciali.

Nella programmazione di questi eventi speciali rientra la retrospettiva dedicata all’artista giapponese. Leiko Ikemura “Toward New Seas” è una mostra allestita con la presenza dell’artista e in collaborazione con il National Art Center di Tokyo.

Leiko Ikemura (TSU Giappone 1951) ha studiato letteratura a Osaka prima di passare alla pittura e iscriversi alla Escuela Superior de Bellas Artes di Siviglia nel 1973.

Negli anni ’80, dopo alcuni anni a Zurigo, si è trasferita in Germania, dove risiede ancora.

In questo primo periodo della sua opera, si concentra sul disegno, alle prese con la sfida di concepire un autentico idioma creativo.

Meglio conosciuta per le sue vistose raffigurazioni di paesaggi onirici e volti disintegrati, la sua arte è spinta in parte da una ricerca della sua stessa femminilità e del diritto delle donne di valere per se stesse.

 

Orari:
Martedì, Giovedì, Sabato e Domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Lunedì chiuso

Informazioni:
Tel: +41 61 206 62 62
E-mail: pressoffice@kunstmuseumbasel.ch

Sito web: https://kunstmuseumbasel.ch

Sarah Lucas: Au Naturel – Hammer Museum di Los Angeles

Fino all’1 settembre, all’Hammer Museum di Los Angeles, 130 opere in mostra: fotografie, collage, le prime sculture degli anni ’90 e installazioni

 

Sarah Lucas “Au Naturel”

LOS ANGELES – Museo degli Hammer
10899 Wilshire Blvd. – Los Angeles, 90024 – Stati Uniti

Fino a 1 settembre 2019

 

Sarah Lucas "Au Naturel"
Installation view, Hammer Museum, Los Angeles, June 9-September 1, 2019. Photo: Jeff McLane

 

Sarah Lucas a Londra nel 1962, dove vive e lavora.

Il suo percorso artistico comincia presto: aveva appena terminati gli studi quando partecipò alla mostra-evento Freeze organizzata da Damien Hirst, la quale segnerà la nascita del movimento della Young British Art, di cui la Lucas è uno dei massimi esponenti.

Nonostante le premesse è però una dei pochi artisti del movimento a non essere notata dal magnate pubblicitario Saatchi.

Il successo arriverà grazie alla personale Penis Nailed to a Board (1992) e in particolare a seguito della mostra Sensation: British Artist from the Saatchi Collection (1997) che segnerà il suo definitivo ingresso all’interno del mondo dell’arte contemporanea.

Svestita dal moralismo del nostro tempo e spoglia di ogni ipocrisia, la sua arte è simbolo del suo continuo lavoro e delle contraddizioni che si nascondono dietro le convenzioni contemporanee.

Il suo estremismo nel raffigurare determinati parti del corpo, spesso al limite del decente, non è un artificio artistico ma un confronto con quelle che sono le paure e le congetture che l’indole umana si trova ad affrontare.

Un riconoscimento ufficiale dal suo Paese arriva nel 2015 quando è chiamata a rappresentare l’Inghilterra alla 56^ Biennale di Venezia.

Ora 130 opere sono in mostra all’Hammer Museum di Los Angeles, tra queste le prime sculture degli anni ’90, per la prima volta negli Stati Uniti, che sostituivano l’arredamento domestico con parti del corpo umano e gli spread allargati dai giornali scandalistici dello stesso periodo che riflettono rappresentazioni oggettificate del corpo femminile, oltre agli autoritratti fotografici che Lucas ha prodotto durante la sua carriera.

 

Orari:
Da martedì a venerdì 11.00 – 20.00
Sabato e Domenica 11.00 – 17.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: (310) 443-7000
E-mail: info@hammer.ucla.edu

Sito web: https://hammer.ucla.edu/exhibitions/2019/sarah-lucas-au-naturel/