Maria Lai. Tenendo per mano il sole

L’interesse per la poesia, il linguaggio e la parola; la cosmogonia delle sue geografie evocata dal sole; la vocazione pedagogica del “tenere per mano”

 

Maria Lai al MAXXI

ROMA – MAXXI Museo delle Arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4° – Roma

Fino al 12 gennaio 2020

 

Maria Lai al MAXXI
Tenendo per mano il sole, 1984-2004 | filo, stoffa, velluto, cm 33 x 63 | Collezione privata | Photo credit Francesco Casu | Courtesy Archivio Maria Lai © Archivio Maria Lai by SIAE 2019

 

Il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è la prima istituzione nazionale dedicata alla creatività contemporanea.

La sua sede è una grande opera architettonica, dalle forme innovative e spettacolari, progettata dall’architetta di origine irachena Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma.

La programmazione delle attività – mostre, workshop, convegni, laboratori, spettacoli, proiezioni, progetti formativi – rispecchia la vocazione del MAXXI ad essere non solo luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio ma anche, e soprattutto, un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale, di studio, ricerca e produzione di contenuti estetici del nostro tempo.

il MAXXI, per il centenario della nascita, dedica una grande mostra a Maria Lai (1919-2013), tra le voci più singolari dell’arte italiana contemporanea, i cui lavori sono stati recentemente esposti a Documenta 14 e alla Biennale di Venezia 2017.

Tenendo per mano il sole è il titolo della mostra e della prima Fiaba cucita realizzata.

Sia nel titolo che nell’opera sono presenti molti degli elementi tipici della ricerca di Lai: il suo interesse per la poesia, il linguaggio e la parola; la cosmogonia delle sue geografie evocata dal sole; la vocazione pedagogica del “tenere per mano”.

Non una classica retrospettiva, ma piuttosto un racconto che non si attiene a vincoli puramente cronologici e asseconda un percorso biografico e artistico peculiare, caratterizzato da discorsi e intuizioni apparentemente lasciati in sospeso per poi essere ripresi molti anni più tardi.

 

Orari:
Da Martedì a Domenica 11.00 – 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 06 3201954
E-mail: infopoint@fondazionemaxxi.it
Sito web: https://www.maxxi.art

Mimmo Paladino. La regola di Piero

La mostra vuole essere un omaggio a Piero della Francesca e alla sua profonda ricerca sulla centralità umana

 

Mimmo Paladino – La regola di Piero

AREZZO – sedi Espositive varie
Fortezza Medicea
Galleria comunale d’arte Contemporanea
Ex – Chiesa di Sant’Ignazio
Basilica di San Francesco
Chiesa di San Domenico
Porta Stufi

Fino al 31 gennaio 2020

 

Mimmo Paladino - La regola di Piero
Mimmo Paladino, Suonno (D’apres Piero Della Francesca), 1983, olio su tela, 205×220 cm

 

Domenico (Mimmo) Paladino, (Paduli Benevento 1948) è senza dubbio uno dei più importanti interpreti dell’arte contemporanea italiana.

Assieme a Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e altri fu infatti uno dei maggiori esponenti della corrente denominata Transavanguardia.

Ora, ad Arezzo, Mimmo Paladino ha voluto rendere omaggio a Piero della Francesca e alla sua profonda ricerca sulla centralità umana per l’affinità che sente verso il grande maestro di Sansepolcro.

Questo lo ha portanto quindi a dire “Piero della Francesca per me è una fonte inesauribile di scoperte. La sua capacità di creare forme dalla luce, spazio dalla matematica, colore dal grigio sono un costante punto di riferimento, quasi una regola, per questo ho deciso di raccontarlo ad Arezzo”.

 

Quello di Paladino ad Arezzo è tuttavia un omaggio garbato, distribuito su sei sedi espositive in tutta la città.

Due sono però i nuclei centrali della mostra, nella Fortezza Medicea, con tre opere monumentali e nella Galleria comunale d’Arte Contemporanea, con una selezione di trentaquattro dipinti.

Altre opere anche famose come Elmo, ammirato nei principali musei del Mondo, a Porta Stufi, o Dormiente realizzata nel 1999 con Brian Eno, nell’ex chiesa di Sant’Ignazio, per citarne alcune.

Paladino tuttavia non chiama mai direttamente in causa il Maestro a livello formale, ma si manifesta invece nella condivisione di alcuni valori, quali l’incontro tra tradizione e modernità, tra razionalità ed emozione, tra luce, forma e colore, tra idealizzazione, astrazione, simbolo e realtà.

Mimmo Paladino – La regola di Piero, una mostra così ricca e articolata sottolinea il legame indissolubile che esiste tra contemporaneità e la grande eredità culturale e artistica del nostro Paese.

 

Orari:
Per gli spazi espositivi chiusi, tutti i giorni 10.00 – 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 0575 356203
Sito web: www.fondazioneguidodarezzo.com
Sito web: www.laregoladipiero.wordpress.com

Emilio Isgrò a Venezia con una grande antologica

Una ricca esposizione che propone il suo percorso creativo ed estetico dagli anni Sessanta a oggi

 

Emilio Isgrò a Venezia

VENEZIA – Fondazione Giorgio Cini
Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia

14 settembre – 24 novembre 2019

 

Emilio Isgrò a Venezia Fondazione Giorgio Cini
Codice ottomano della solitudine, Emilio Isgrò, 2010, acrilico su libro in box di legno e plexiglass, cm 57,5 x 82,5 x13

 

Emilio Isgrò è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale nel campo della poesia visiva e dell’arte concettuale.

Artista – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – dal 1964 realizza opere di “cancellatura” su enciclopedie, libri, cartografie e addirittura su pellicole cinematografiche.

Dal 14 settembre 2019 la Fondazione Cini dedica a Isgrò un’antologica in collaborazione con l’artista e l’Archivio Emilio Isgrò, che si propone quindi come un attraversamento e un’ampia ricognizione nel suo percorso creativo ed estetico dagli anni Sessanta a oggi.

 

Emilio Isgrò a Venezia nelle sale dell’Ala Napoleonica della Fondazione

Le sale ospitano dunque la nuova operazione di cancellatura, condotta ancora una volta su materiale letterario, così da far entrare il pubblico in un grande libro, modificato visualmente dall’artista.

L’opera letteraria su cui scorrerà l’azione di Isgrò è il romanzo Moby Dick di Herman Melville, a voler idealmente rappresentare il ventre della balena come luogo d’incontro del linguaggio delle sue cancellature.

La mostra infatti potrà contare su alcuni lavori provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.

Tra queste Il Cristo cancellatore, installazione composta di 38 volumi cancellati, dal Centre Pompidou di Parigi; Carta geografica, 1970, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Storico, libro cancellato del 1972, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; la monumentale carta geografica del Centro Pecci di Prato.

Quattro preziose opere dalla Collezione Gallerie d’Italia e il Corpus Iustinianeum, cancellato in sei volumi, del 2018.

Emilio Isgrò a Venezia con una ricca esposizione che parte infatti dalle prime cancellature di libri, datate 1964, e continua con le poesie visuali su tele emulsionate e le Storie rosse.

Si arriva così poi agli imponenti e articolati testi cancellati nei volumi storici de L’Enciclopedia Treccani, 1970, fino a quelli etnici dei Codici ottomani, 2010.

 

Orari:
Apertura tutti i giorni 11.00 – 19.00
Martedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 041 2710280
E-mail: stampa@cini.it
Sito web: https://www.cini.it/eventi/emilio-isgro

 

Collaborazione Ufficio stampa ESSECI di Sergio Campagnolo
E-mail: gestione1@studioesseci.net

Engramma – San Giorgio. Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach

Due monumenti realizzati da Goldbach e da Franzella, che interpretano i ruderi di memoria collettiva e il vuoto lasciato dalla storia che l’area archeologica ha incorporato

 

Engramma – San Giorgio

PALERMO – Area Archeologica piazza XIII Vittime
Piazza XIII Vittime – Palermo

Fino al 3 novembre 2019

 

Engramma - San Giorgio
Engramma – San Giorgio. Mostra a Palermo fino al 3 novembre

 

Site specific è il termine inglese universalmente utilizzato per indicare opere d’arte realizzate espressamente per il luogo in cui verranno esposte.

E’ evidente quindi lo stretto legame tra l’azione artistica e la stimolazione degli ambienti che ispirano l’artista stesso.

L’area archeologica di Piazza XIII Vittime contiene testimonianze particolari della storia di Palermo.

Inizialmente necropoli bizantina poi islamica, in età normanna occupata dalle mura di cinta e dalle fortificazioni del Castello a Mare, uno dei baluardi cittadini.

Alla fine dell’Ottocento fu eretto l’obelisco dedicato alle “XIII Vittime” della rivolta della Gancia, spostato pochi anni fa a ridosso dell’area per far posto all’installazione del “Monumento ai Caduti nella Lotta contro La Mafia” al centro della piazza.

Piazza XIII Vittime percorre quindi gran parte della storia della città e racconta delle genti che l’hanno abitata, di chi l’ha governata e di come nel corso del tempo sia cambiata.

Su questa piazza si è sviluppato il progetto ENGRAMMA – SAN GIORGIO che ha portato all’istallazione fino al 3 novembre di due monumenti realizzati da Daniele Franzella (Palermo 1978) e Clemens Botho Goldbach (Cologne 1979).

Franzella, con l’opera Latente monumento in resina, fibra di vetro e catrame, collocata in direzione della chiesa di San Giorgio, riflette sui monumenti commemorativi, la figura rappresentata non è se non la sua madreforma, cioè lo stampo cavo usato per la fonderia.

Goldbach realizza la porta stampata sulle banconote da 100 euro.

L’immagine, opera dell’artista austriaco Robert Kalina, è fittizia, summa di elementi barocchi tratti da diversi monumenti.

Le opere interpretano i ruderi di memoria collettiva e il vuoto lasciato dalla storia che l’area archeologica ha incorporato.

 

 

Orari:
Sempre visitabili

 

Informazioni:
E-mail: duesseldorfpalermo@gmail.com

Sito web: http://www.duesseldorfpalermo.com/engramma-san-giorgio

Mare blu. Un omaggio al mare di Venezia

Mare blu. Esposizione della rassegna MUVE Contemporaneo

 

Mare blu. La sua importanza nella storia di Venezia

VENEZIA – FORTE MARGHERA
Via Forte Marghera, 30 – 30173 Mestre (Venezia)

Fino al 13 ottobre 2019

 

Mare blu. Il mare e la sua importanza per Venezia
Immagine: Bill Viola, The Raft, May 2004, Video/sound installation © 2019 Bill Viola Photo: © 2019 Kira Perov, Bill Viola Studio

 

Mare blu fa parte della rassegna MUVE Contemporaneo che anche nel 2019 si sviluppa nelle due direzioni fondamentali della conservazione e valorizzazione del patrimonio museale e dell’accoglienza e promozione dell’arte contemporanea.

Due direzioni che non corrono parallele ma si intersecano nel cogliere e nello stesso tempo anche nel ridisegnare in continuo la relazione tra conservazione e innovazione, tra collezioni e contemporaneità.

Il progetto MUVE Contemporaneo, valorizza così le risorse storico-artistiche presenti nelle collezioni pubbliche, in dialogo con la sperimentazione contemporanea, tra passato, presente e futuro.

E’ stato ideato soprattutto per chi vive in questa città d’acqua e di terraferma, che nel consumo quotidiano della cultura contemporanea può intravedere perciò la nascita di una nuova identità.

Mare blu chiude così il percorso 2019 con un omaggio all’elemento centrale della storia di Venezia, il mare.

Il mare è anche il soggetto, con tutte le sue forme e la sua portata simbolica oltre che storica, soggetto e ispiratore di molti artisti, qui declinato quindi in tre capitoli per tre installazioni.

 

Mare blu: tre capitoli per tre installazioni

The Raft è un’opera dello statunitense Bill Viola, considerato uno dei massimi autori internazionali di videoarte.
Le fontane sculture di Massimo Bartolini vogliono costruire un sistema di relazioni tra socialità e ritualità attraverso e grazie all’acqua.
Film raccontano il mare, a cura dello storico del cinema Gian Piero Brunetta, installazione formata da più schermi video che veicolano quindi una raccolta di frammenti tratti da più di 80 film; un racconto che connette storie e persone, continenti e umanità, popoli e culture.

 

Orari:
Dal 15 al 23 giugno 11.00 – 21.00
Dal 24 giugno al 13 ottobre 15.00-21.00
Chiuso il lunedì

 

Informazioni:
Tel: +39 041 2405211
E-mail: mostre@fmcvenezia.it
Sito web: https://www.visitmuve.it/it/mare-blu/mostra/

Rudolf Stingel in una mostra antologica a Basilea

Un itinerario espositivo che unisce i punti di una carriera e di un lessico che trovano nella pittura un elemento di ancoraggio

 

Rudolf Stingel a Basilea

RIEHEN – BASILEA – Fondazione Beyeler
Baseltrasse, 101 – Riehen Basilea CH

Fino al 6 ottobre 2019

 

Rudolf Stingel a Basilea
Rudolf Stingel, Untitled, olio su tela 2019 –photo John Lehr

 

Il Museo che ospita la collezione della Fondazione costituita nel 1997 dai coniugi Ernst e Hildy Beyeler a Riehen, pochi minuti dal centro di Basilea, è stato progettato da Renzo Piano.

L’esposizione permanente della collezione permette così di ammirare circa 200 opere che vanno dal post impressionismo, all’espressionismo astratto fino alla Pop Art.

Ci sono infatti capolavori di Monet, Van Gogh, Kandinsky, Giacometti, Rothko, Bacon, Fontana, Richter.

Negli spazi dedicati a eventi temporanei la Fondazione organizza invece frequenti mostre con tempistiche museali e di elevata caratura scientifica.

Inaugurata di recente e fino al 6 ottobre sarà invece possibile visitare la mostra antologica di Rudolf Stinger.

Artista meranese classe 1956, affermato a livello internazionale, e già presente alla Biennale di Venezia del 1993 e in mostre personali in varie parti del mondo.

Rudolf Stingel a Basilea, in una mostra in cui la Fondation Beyeler gli dedica un focus monografico in perfetto equilibrio tra forma e sostanza, complice un allestimento minimale e pulito, dove le proporzioni delle opere guadagnano il meritato rispetto.

Libero da vincoli cronologici, l’itinerario espositivo unisce quindi i punti di una carriera e di un lessico che trovano nella pittura un elemento di ancoraggio.

Dalle sue pitture a olio accattivanti realistiche al suo uso innovativo di Celotex, polistirolo, moquette e alluminio, Rudolf Stingel sfida le nozioni tradizionali di ciò che costituisce un dipinto.

Le opere in mostra compresi i cinque dipinti prodotti espressamente per la mostra di Riehen seguono la poetica e le tecniche dell’artista come egli stesso ha indicato nel suo libro d’artista del 1989 Instructions, decalogo di istruzioni per consentire ai lettori di realizzare un dipinto “a la Stingel” e quindi favorire la lettura delle opere originali di Stingel stesso.

 

 

Orari:
Tutti i giorni 10.00 -18.00
Mercoledì 10.00 – 20.00

 

Informazioni:
Sito web: https://www.fondationbeyeler.ch

Notti magiche. Mostra a Torino fino al 29 settembre

Opere di quindici artisti italiani particolarmente attivi ed emergenti nello scenario dell’arte negli anni ’90

 

Notti magiche in mostra a Torino

TORINO – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 – Torino

Fino al 29 settembre 2019

 

Notti magiche. Mostra a Torino fino al 29 settembre
Vanessa Beecroft. Opera: Untitled (performance details, 1996, Van Abbe Museum, Eindhoven, NL) Data: 1997 Didascalia: Fotografia, Vibracolor Specifiche tecniche: 115 x 127_120 x 132 cm Courtesy: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

 

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nasce a Torino il 6 aprile 1995 ad opera di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

La collezionista vede nella creazione di una Fondazione la possibilità di trasformare così la propria passione e l’attività di sostegno ai giovani artisti, che già svolge dal 1992 a titolo personale, in “attività organizzata”.

Ha quindi continuato a collaborare ancora più efficacemente con istituzioni italiane e straniere.

La sede di via Modane, a Torino, in Borgo San Paolo, è nata sull’area dell’ex Fergat.

Lo spazio è quindi pensato come un luogo neutro nel quale gli artisti possano esporre senza conflitti e distrazioni visive con l’edificio stesso, è versatile e consente di realizzare installazioni di grandi dimensioni.

Il nome della mostra, “Notti magiche”, si ispira infatti alla canzone con cui Edoardo Bennato e Gianna Nannini accompagnarono il campionato mondiale di calcio di Italia90; proprio i temi e i linguaggi dell’arte italiana degli anni Novanta sono oggetto della riflessione della mostra.

Quale sia l’eredità per l’arte italiana del lavoro dell’ultimo decennio del millennio viene proposta attraverso opere di quindici artisti italiani particolarmente attivi ed emergenti nello scenario dell’arte in quel periodo.

In mostra in particolare un’istallazione di Eva Marisaldi, un video di Grazia Toderi, una delicata grafite di Amedeo Martegani, una scultura in legno di Giuseppe Gabellone, le modelle di Vanessa Becroft, paesaggi di Sara Ciracì, vetrate di Luisa Lambri.

Ci sono anche opere di Paola Piva, Margherita Manzelli, Mario Airò, Stefano Arienti, fino all’opera di Maurizio Cattelan col suo omaggio al calcio con l’opera del 1991 Cesena 47 A.C Forniture sud.

Un incontro con una bella generazione di artisti, che hanno accompagnato l’ingresso dell’arte italiana nel nuovo millennio.

 

Orari:
Venerdì sabato e domenica ore 12.00 – 19.00
Giovedì ore 20- 23

 

Informazioni:
Tel: +39 011 3797600
Sito web: http://fsrr.org

Glasstress 2019. Mostra a Murano fino al 24 novembre

La sesta edizione di Glasstress è articola in due sezioni: una curata dall’artista brasiliano Vik Muniz l’altra dall’artista belga Vanmechelen

 

Glasstress 2019

VENEZIA MURANO – Fondazione Berengo Art Space
Campiello della Pescheria,4 – Isola di Murano Venezia

Fino al 24 novembre 2019

 

Glasstress 2019
Fondazione Berengo Art Space – photo credit Francesco Allegretto

 

L’isola di Murano è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione del vetro soffiato, arte che nell’isola risale al 1295.

Infatti poiché la straordinaria capacità di creare il vetro è, in realtà, un’attività molto difficile e molto pericolosa per una città costruita in gran parte in legno, com’era allora Venezia, quell’anno la Serenissima decise il trasferimento di tutte le fornaci per la lavorazione del vetro sull’isola di Murano in Laguna lontana da San Marco.

GLASSTRESS è il progetto di Adriano Berengo che esprime al meglio la sua missione di coniugare la tradizione vetraria muranese con l’arte contemporanea.

Sin dal suo debutto nel 2009 GLASSTRESS ha rivitalizzato così la lavorazione del vetro soffiato forgiando nuove alleanze tra artisti di fama internazionale e maestri vetrai.

L’evento è divenuto poi una piattaforma ineguagliata per nuove e rivoluzionarie opere in vetro.

Nel 2019 si tiene quindi la sesta edizione di Glasstress, che corre parallela con le esposizioni della Biennale Arte, con sede in una vecchia fornace di vetro in disuso da tempo e trasformata in un suggestivo spazio espositivo.

La mostra si articola dunque in due sezioni:

– una curata dall’artista brasiliano Vik Muniz che ha invitato alcuni artisti con poca o nulla esperienza con il vetro, a confrontarsi con una materia tanto delicata ed esplorare “come il vetro cambi la nostra percezione dello spazio”;

– l’altra curata dall’artista belga Vanmechelen che ha ideato una retrospettiva con selezione di opere esposte nelle precedenti edizioni di Glasstress: si potranno ammirare tra gli altri lavori di Erwin Wurm, Jaume Plensa, Matt Collishaw.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Mercoledì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39041739453
E-mail: comunicazione@berengo.com
Sito web: www.glasstress.org

MARIO RADICE: il pittore e gli architetti

In mostra le collaborazioni tra Radice e i tre architetti comaschi, espressione delle tre arti scultura, architettura e pittura

 

Mario Radice in mostra a Como

COMO – PINACOTECA CIVICA
Via Diaz, 84 – Como

MARIO RADICE: il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi

Fino al 24 novembre 2019

 

Mario Radice in mostra a Como
Mario Radice – Senza titolo (Composizione R.S.), 1939/40, olio su tela, cm 63×50,5

 

Mario Radice nasce a Como nel 1898 e muore nel 1987.

Fu tra le figure più complesse nel panorama del primo astrattismo italiano e progettista, teorico, critico d’arte, curatore di mostre e saggista, Caposcuola dello storico Gruppo astrattista di Como, negli anni Trenta è tra i fondatori della rivista Quadrante.

Partecipa a numerose edizioni della Triennale di Milano, della Quadriennale di Roma e della Biennale d’Arte di Venezia, dove nel 1968 è invitato a far parte della sottocommissione per le arti figurative della XXXIV edizione.

A lui la Pinacoteca di Como dedica la mostra aperta fino al 24 novembre “Mario Radice: il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi”.

Una esposizione che mette in luce per la prima volta le collaborazioni tra Radice e i tre architetti comaschi, espressione delle tre arti scultura, architettura e pittura.

Ciò anche grazie all’allestimento nel quale le opere trovano un chiaro riferimento in immagini fotografiche d’epoca, plastici, scritti, disegni preparatori e studi su carta – tra cui molti inediti – conservati presso gli archivi della Pinacoteca di Como.

Molte opere in gran parte provenienti dal Fondo Mario Radice donato al Comune dagli eredi.

E’ il secondo passo di un cammino programmato con lo scopo di far conoscere e apprezzare il patrimonio della Pinacoteca legato al Novecento.

Il percorso espositivo intende indagare il lavoro di Radice mirando soprattutto a ricostruire ciò che della sua arte è andato perso.

La sua prolifica attività non si limita infatti alla produzione pittorica, ma si arricchisce di nuove esperienze progettuali, soprattutto attraverso la collaborazione con gli amici architetti richiamati in mostra.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.00 – 18.00
Lundì chiuso

Informazioni:
Tel:  +39 031269860
Sito web: www.visitcomo.eu

CICLOPICA: da Rodin a Giacometti

Oltre 100 sculture dei più grandi artisti internazionali per una grande panoramica su quasi due secoli di scultura dalla fine dell’800 ai nostri giorni

 

Ciclopica: da Rodin a Giacometti

SIRACUSA – Ex Convento di San Francesco
Via Tommaso Gargallo – Ortigia – Siracusa

Fino al 30 ottobre 2019

 

Ciclopica: da Rodin a Giacometti
Ciclopica: da Rodin a Giacometti

 

Lo straordinario ex convento di San Francesco d’Assisi a Ortigia, dopo un lungo restauro, torna come prestigiosa sede espositiva per ospitare mostre di grande respiro culturale.

Ora e fino al 30 ottobre oltre 100 sculture dei più grandi artisti internazionali saranno presenti per la mostra “Ciclopica: la grande scultura internazionale Da Rodin a Giacometti”.

Una grande panoramica su quasi due secoli di scultura dalla fine dell’800 ai nostri giorni.

La mostra inizia con tre esempi che intendono simboleggiare le tre direzioni dell’antica cultura internazionale – Africa, Asia ed Europa – e come segnale delle fonti di ispirazione della scultura internazionale.

Si hanno infatti una testa di Buddha in pietra, del XVI secolo proveniente dalla Cina, una scultura ellenistica e un gruppo di antiche sculture africane utilizzate per maschere rituali.

In questo percorso geografico non mancano tuttavia autori dalle americhe, Stati Uniti e Canada.

Al percorso di tipo geografico si aggiunge poi quello sui materiali usati in ogni tempo e luogo dagli artisti nelle loro opere: marmo, bronzo, terracotta e carta, poliuretano, plastica, vetroresina e molti altri materiali.

Questi elementi per raccontare la ricchezza dell’ispirazione artistica dell’arte contemporanea e delle innumerevoli possibilità che oggi sono offerte agli artisti del nostro tempo.

Ci sono i maestri da Rodin a Giacometti, che danno il titolo alla mostra: Marino Marini, Mimmo Paladino, Arman, Pablo Picasso, Henry Moore, Asper Jorn, Luigi Mainolfi, Arnaldo Pomodoro.

Si trovano anche Giuliano Vangi, Ivan Theimer, Igor Mitoraj, Piero Gilardi, Stefano Arienti, Rabarama, Pietro Cascella, Umberto Mastroianni, Michelangelo Galliani.

 

 

Orari:
Da lunedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00

 

Informazioni:
Tel: +39 338 853 3964
Sito web: http://www.strettoweb.com/2019/03/ciclopica-mostra-siracusa