Entangled Realities. Living with Artificial Intelligence

Una mostra collettiva internazionale incentrata sull’intelligenza artificiale (AI) e sui suoi effetti nella vita umana e nella società

 

Entangled Realities a Basilea

BASILEA – HeK (House of Electronic Arts Basel)
Freilager-Platz 9
Münchenstein / Basilea,
Svizzera

Fino all’11 agosto 2019

 

Entangled Realities a Basilea
Jenna Sutela, nimiia cétiï, 2018

 

HeK (House of Electronic Arts Basel) è un centro di ricerca e valorizzazione per le forme d’arte che si rivolgono alle più avanzate forme della tecnologia.

HeK è dedicato quindi alla cultura digitale e alle nuove forme d’arte nell’era dell’informazione.

Il centro guarda in particolare al discorso creativo e critico sull’impatto estetico, socio-politico ed economico delle tecnologie e sostiene quindi le forme dell’arte contemporanea che esplorano le nuove tecnologie.

Promuove così una pratica estetica che utilizza l’informatica come mezzo, la rende vividamente accessibile e interviene attivamente nei suoi processi.

In questa politica di riflessione sulle questioni urgenti della cultura del ventunesimo secolo, HeK presenta dunque una mostra collettiva internazionale “Entangled Realities”, incentrata sull’intelligenza artificiale (AI) e sui suoi effetti nella vita umana e nella società.

Le opere in mostra evidenziano quanti aspetti del vivere quotidiano siano già controllati da algoritmi.

Le posizioni artistiche illustrano infatti i processi di machine learning e offrono ai visitatori informazioni sui metodi cognitivi automatici.

Gli uomini e le macchine sono in costante dialogo ed è vitale che comprendiamo le condizioni della nostra convivenza.

Quale ruolo giocheremo nel plasmare queste nuove realtà intrecciate? Chi supervisiona l’infrastruttura delle reti basate su computer?

Dobbiamo imparare a capire come funzionano questi sistemi come in futuro sarà difficile determinare se il contenuto o le informazioni sono autentici, manipolati o completamente artificiali.

Entangled Realities a Basilea: una mostra che punta a comprendere e interrogare criticamente lo sviluppo e la creazione di nuove realtà attualmente in atto, in modo da poter controllare il loro sviluppo e non viceversa.

 

Orari:
Da mercoledì a domenica ore 12:00 – 18:00
Lunedì e martedì chiuso

Informazioni:
Tel: +41 61 283 6050
E-mail: office@hek.ch

Sito web: https://www.hek.ch/

La Source e l’Arte Contemporanea in mostra

La collezione di Edouard Carmignac in un viaggio nell’arte contemporanea verso lo slancio vitale e rigenerante della sorgente

 

La Source e l’Arte Contemporanea in mostra a Villa Carmignac

Hyeres /Isola di Porquerolles – Foundation Carmignac
Villa Carmignac – Isola di Porquerolles La Courtade 83400 Hyères Francia

Fino al 3 novembre 2019

 

La Source e l'Arte Contemporanea
View for the exhibition La Source. Photo Luc Boegly / David Desrimais Editeur

 

Fondata nel 2000 da uno degli uomini più ricchi di Francia, la Fondazione Carmignac si propone di rendere fruibile al pubblico, attraverso la splendida Villa Carmignac situata alle isole Porquerolles, la collezione d’arte moderna e contemporanea creata dalla passione di Edouard Carmignac.

“La Source” mette così in mostra, in un allestimento particolare, la collezione di Edouard Carmignac ed è un viaggio nell’arte contemporanea verso lo slancio vitale e rigenerante della sorgente.

Tanti sono gli artisti della collezione per cui se ne possono evidenziare solo alcuni, ma sono nomi che fanno subito capire la qualità, la varietà e la ricchezza della collezione.

Sia parte quindi dall’opera che ha inaugurato la collezione stessa: Lewis Carroll’s Wunderhorn di Max Ernst.

Nella galleria principale si distribuiscono poi le opere più note, il blu oltremare è il colore che emerge dalla tavolozza, espressionismo e astrazione con la prevalenza dei soggetti femminili.

Incontriamo così Gerhard Richter, Sigmar Polke e Albert Oehlen, il quale interroga l’atto della pittura integrando pennellate eseguite manualmente con l’intervento di linee eseguite digitalmente.

Si ha poi Forrest Bess, la cui ricerca guarda al mito della pietra filosofale.

Continuando il percorso della mostra ci si imbatte quindi su nomi quali Louis Cane, Ed Ruscha, Gino De Dominicis, El Anatsui, Rebecca Horn, Thomas Ruff, e ancora Pierre Klossowski, fratello di Balthus, Francis Alÿs, Afghan.

Mentre nell’opera realizzata per la mostra Untitled da Maurizio Cattelan ‒ una sorta di compendio delle opere che hanno suscitato scalpore ‒ la sorgente consiste nel luogo dal quale scaturisce l’ispirazione.

La Source e l’Arte Contemporanea in mostra a Villa Carmignac fino al 3 novembre.

 

Orari:

Aperto tutti i giorni
Aprile, maggio e giugno: 10.00 – 18.00
Luglio e agosto: 9.30 – 19.00
Settembre, ottobre e novembre: 10.00 – 18.00

 

Informazioni:

Tel:330465652550

E-mail: fondation@carmignac.com

Sito web: https://www.fondationcarmignac.com/en/

Mary Quant, la stilista che inventò la minigonna, in mostra a Londra

Oltre 120 abiti, fotografie, bozzetti, cosmetici e accessori, molti dei quali esposti per la prima volta

 

Mary Quant in mostra a Londra

Victoria & Albert Museum
Cromwell Rd, Knightsbridge, London SW7 2RL, Regno Unito

Fino al 16 febbraio 2020

 

Mary Quant in mostra a Londra
Mary Quant and Alexander Plunket Greene, photograph by John Cowan,
1960 Courtesy of Terence Pepper CollectionImage © John Cowan Archive

 

Fondato nel 1852, il Victoria and Albert Museum, con oltre quattro milioni di oggetti e 45.000 metri quadri di superfici espositive distribuite sui sette piani dello storico edificio vittoriano, è dunque uno dei musei d’arte decorativa più grandi del mondo.

Inaugurato con il nome di South Kensington Museum, fu ribattezzato poi nel 1899 in onore della regina Victoria e di suo marito Albert.

Nella programmazione di eventi temporanei finalizzati ad attrarre sempre nuovo pubblico, attraverso azioni di approfondimento di aspetti particolari dell’arte e della creatività umana, il Museo londinese ospita fino al 16 febbraio 2020 la prima retrospettiva sull’iconica fashion designer Mary Quant, colei che ha inventato la minigonna, la stilista che è considerata la signora delle gambe in vista, che trasformò la «perfida Albione» nell’irresistibile «Cool Britannia», accorciando gli orli e riscrivendo i canoni della bellezza femminile, dagli anni ’60 in poi.

La mostra esplora gli anni che vanno dal 1955 al 1975, quando la Quant ha rivoluzionato l’industria della moda indicando, da Londra nuove tecniche di produzione di massa, e regalando alle donne un nuovo modo di percepire l’abito.

Era un nuovo modello femminile.

Una donna indipendente, con un gusto non convenzionale, adorava le minigonne e i colori molto accesi. Ed era una donna di enorme successo.

Per questa esposizione, il Victoria and Albert Museum ha avuto accesso all’archivio di Mary Quant.

I pezzi prestati sono andati ad aggiungersi alla già vasta collezione di schizzi e oggetti della designer appartenenti al museo.

Mary Quant in mostra a Londra con oltre 120 abiti e fotografie, bozzetti, cosmetici, accessori. La maggior parte dei quali esposti per la prima volta nella storia.

 

Orari:

tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.45

 

Informazioni:

Tel: +44 20 7942 2000
Sito web: https://www.vam.ac.uk/exhibitions/mary-quant

Balla, Boccioni, Depero. Costruire lo spazio del futuro

In mostra opere comprese tra la stagione prefuturista dell’aeropittura e il primo decennio del secondo dopoguerra

 

Balla Boccioni e Depero a Domodossola

DOMODOSSOLA – Musei Civici di Palazzo S. Francesco
Piazza Convenzione, 11 – 28845 Domodossola (VB)

Fino al 3 Novembre 2019

 

Balla Boccioni e Depero a Domodossola
Giorgio de Chirico (1888-1978), «Interno metafisico con officina», 1951 (particolare), Alessandria

La città di Domodossola all’inizio del Novecento fu coinvolta pienamente nella logica futurista vivendo una modernità che ora una grande mostra dedicata al Futurismo intende raccontare.

Tre protagonisti indiscussi del movimento Futurista, Umberto Boccioni, Giacomo Balla e Fortunato Depero, ben rappresentano il linguaggio del Futurismo: velocità, movimento e volo.

Su di loro è concentrata l’attenzione principale della mostra che però presenta opere comprese tra la fine dell’Ottocento con la stagione prefuturista dell’aeropittura e il primo decennio del secondo dopoguerra.

 

Balla Boccioni e Depero a Domodossola, con una mostra articolata in tre sezioni.

La prima dedicata alla visione del paesaggio, con opere di Balla e Boccioni realizzate nel linguaggio divisionista prefuturista, di Depero con sculture in legno a misura d’uomo.

La seconda sezione sviluppa invece il tema del movimento e della velocità.

Sono presenti l’iconica opera di Pippo Rizzo “Treno notturno in velocità” e con “Colpo di fucile domenicale” di Giacomo Balla che è un prestito da parte della collezione della Banca d’Italia.

La terza sezione sviluppa il tema del volo che conduce la mostra verso l’ultima stagione del futurismo post bellico.

Il periodo è raffigurato da opere di Balla, Crali, Tato, Cambellotti, Dottori, Monachesi e altri ancora.

Oggetti particolari in mostra stimolano il dialogo e la migliore comprensione delle opere.

Sculture delle donne ossolane in abiti d’epoca in dialogo con Depero, la prima macchina immatricolata nella Provincia di Novara e l’aeroplano dell’aviatore peruviano Geo Chávez.

Il pilota compì l’impresa della prima transvolata delle Alpi, sopra i cieli del Sempione nel 1910, in dialogo con Crali.

 

Orari:
Da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì e il martedì

 

Informazioni:
Tel: +39335 5223122
E-mail: cultura@comune.domodossola.vb.it

Sito web: https://www.visitossola.it/news/lepoca-doro-di-domodossola-tra-arte-futurista-e-sogno-della-modernita/

William Kentridge: A poem that is not our own

In mostra opere della sua prima infanzia, come l’arte grafica e i film degli anni ’80 e ’90

 

William Kentridge a Basilea

Kunstmuseum Basel | Gegenwart
St. Alban-Rheinweg 60 , Basilea CH-4052

Fino al 15 ottobre 2019

 

William Kentridge a Basilea fino al 15 ottobre
William Kentridge, “Più dolcemente suona la danza”, 2015 © William Kentridge, Courtesy of the artist e Marian Goodman Gallery, © studiohanswilschutEYEFILM

 

Il Museum für Gegenwartskunst (Museo di arte contemporanea) di Basilea rappresenta un progetto culturale che vede impegnati più soggetti: Fondazione Emanuel Hoffmann, Fondazione Christoph Merian e Cantone di Basilea-Città.

Aperto nel 1980, il museo, gestito dall‘Öffentliche Kunstsammlung Basel, da subito si è dedicato esclusivamente all’arte contemporanea, con esposizione permanente di collezioni della Fondazione Hoffmann e del Kunstmuseum, mostre temporanee, conferenze e dibattiti sull’evoluzione dell’arte contemporanea.

William Kentridge è un artista, regista teatrale e di film di animazione sudafricano, nato a Johannesburg il 28 aprile 1955 di origine ebrea, suggestionato dall’orrore della segregazione razziale nonché dalle problematiche a essa connesse – abusi nell’ambito del lavoro, barriere razziali, aspirazioni libertarie dei neri ecc.

Kentridge ha affrontato infatti l’argomento in tutte le sue opere, traendo ispirazione dall’Espressionismo tedesco e dai film di S.M. Ejzenštejn, ottenendo grande visibilità internazionale.

La mostra “Un poema che non è nostro” presenta così opere della sua prima infanzia, come l’arte grafica e i film degli anni ’80 e ’90.

Di grande interesse è il primo adattamento per un museo di “The Head & The Load”, un lavoro complesso che indaga il ruolo solitamente sottovalutato dell’Africa nella prima guerra mondiale.

Ora il Kunstmuseum Basel | Gegenwart ospita alcuni elementi adattati della complessa istallazione, presentata per la prima volta alla Tate Modern di Londra nel 2018, unendo proiezioni di film, giochi di ombre e artisti reali.

L’opera è accompagnata da altre istallazioni video più recenti.

 

 

Orari:
Tutti i giorni 11.00 – 18.00
Giovedì 11.00 – 20.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +41 61 206 6262
E-mail: pressoffice@kunstmuseumbasel.ch

Sito web: https://kunstmuseumbasel.ch/

Keith Haring in mostra a Liverpool fino al 10 novembre

Oltre 85 opere tra cui dipinti, disegni grandi e vivaci, poster, fotografie e video

 

Keith Haring a Liverpool

Tate Liverpool
Royal Albert Dock Liverpool – Liverpool L3 4BB

Fino al 10 novembre 2019

 

Keith Haring a Liverpool
Keith Haring Ignorance=Fear 1989

 

La Tate Liverpool presenta la prima grande esposizione britannica di Keith Haring.

La carriera di Keith Haring (Reading Pennsylvania 1958 – New York 1990) è stata breve ma spettacolare.

Lascia un’eredità duratura e i suoi lavori sono probabilmente familiari anche a chi non sa niente di lui: le immagini degli omini stilizzati e in movimento sono famose in tutto il mondo e lo hanno reso un simbolo della cultura e dell’arte pop degli anni Ottanta.

La vita di Haring era fondata sulla convinzione del potere delle persone di cambiare il mondo e lo ha espresso con un attivismo visivo incredibile accompagnato da una linea grafica audace.

Egli stesso ebbe a dire: “L’arte dovrebbe essere qualcosa che libera la tua anima, provoca l’immaginazione e incoraggia le persone ad andare oltre”.

I simboli dei marchi di Haring sono pieni di energia e l’artista, quando li ha creati, ha avuto un’energia unica.

C’era anche un aspetto performativo di queste opere molto pubbliche. Li creava in spazi comuni ed era completamente a suo agio quando veniva fotografato o filmato.

Più grande era la folla che si riuniva per vederlo lavorare, maggiore era la stampa che poteva aspettarsi e più persone riusciva a raggiungere con i suoi messaggi socio-politici.

Al Tate Liverpool si possono ammirare oltre 85 opere tra cui dipinti e disegni grandi e vivaci.

Inoltre sono esposti poster, fotografie e video che catturano la vivacità della cultura di strada newyorkese degli anni ’80 che Haring ha abbracciato e riflesso.

Nel 1989 dipinse a Pisa il suo ultimo grande murales dedicato alla pace universale e intitolato “Tuttomondo”.

 

 

Orario:

Tutti i giorni 10.00 -17.50

 

Informazioni:

Tel: +44 (0) 151 702 7400
E-mail: visiting.liverpool@tate.org.uk
Sito web: https://www.tate.org.uk/it/visita/tate-liverpool

Vis-à-vis, Fernand Léger e gli amici

In mostra l’analisi di due soggetti classici della pittura: la rappresentazione della figura umana e quella del paesaggio

 

Vis-à-vis Fernand Léger

BIOT – Musée national Fernand Léger
Chemin du Val de Pôme 06410 Biot FR

Fino al 23 settembre 2019

 

 

Vis-à-vis Fernand Léger
Fernand Léger, Contrastes d’objets, 1930, huile sur toile. Henri Laurens, Nu accroupi au miroir, 1929-1967, bronze. Donation de M. Claude Laurens, 1967 © Centre G. Pompidou, Musée national d’Art moderne / Centre de création industrielle (MNAM / CCI), Paris

 

 

Léger Fernand, pittore francese (Argentan, Normandia, 1881 – Gif, Seine-et-Oise, 1955) che fu uno dei più rinomati artisti francesi del 900, influenzato dalla poetica cubista e dagli sviluppi della civiltà industriale.

Si esercitò dunque in scomposizioni e contrasti di forme (Deux disques dans la ville, 1919; La ville, 1919, Museo di Philadelphia), che esprimevano così il senso meccanico della vita moderna mediante la combinazione di elementi formali ispirati alle macchine.

Autore di alcune scenografie teatrali, realizzò anche il film sperimentale Le ballet mécanique (1924).

Dopo il successo delle due edizioni precedenti nel 2017 e nel 2018, viene presentata quindi l’ultima parte della mostra “Vis-à- vis, Fernand Léger e gli amici”.

Questo ciclo di mostre, posto sotto il segno dell’amicizia creativa e dello spirito di collaborazione, vuole raffrontare un’opera della collezione del museo con quella di un altro artista.

Un pittore o uno scultore, con il quale Fernand Léger, nel corso della sua carriera, ha creato una relazione amicale o sviluppato una collaborazione artistica.

Nel 2019, la parte “Vis-à-vis, Fernand Léger e gli amici” esplora dunque due soggetti eminentemente classici della pittura.

Da un lato si ha la rappresentazione della figura umana, dall’altro quella del paesaggio, per analizzare quindi in che modo gli artisti moderni li hanno fatti propri per poterli rivoluzionare meglio.

Dal Neoimpressionismo agli artisti della Figurazione narrativa passando poi per la rottura radicale operata dal Cubismo.

L’opera di Léger riunisce e attraversa così tutte le correnti pittoriche, caratterizzando con la sua impronta visionaria la creazione attuale.

Mostra organizzata da il Musée National Fernand Léger a Biot e il Musées Nationaux du XXe siècle des Alpes-Maritimes e dalla il Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.00 – 18.00
Martedì chiuso

Informazioni:
Sito web: https://it.musees-nationaux-alpesmaritimes.fr/fleger/

Swim City. Mostra a Basilea fino al 29 settembre

La mostra si pone l’obiettivo di richiamare attenzione e interesse su un fenomeno particolare dello spazio urbano contemporaneo, il nuoto fluviale

 

Swim City a Basilea

BASILEA S AM Swiss Architecture Museum
Steinenberg 7 Basel, CH-4051 – Switzerland

Fino al 29 settembre 2019

 

Swim City a Basilea
River swimming in Basel. Photo by Lucía de Mosteyrín

 

 

S AM Museo Svizzero di Architettura è la principale istituzione impegnata in programmi di sensibilizzazione sull’architettura moderna contemporanea in Svizzera e sulla sua rilevanza social.

Pone però anche una attenzione particolare alle relazioni internazionali nel settore.

Organizza mostre rivolte sia a professionisti che a un vasto pubblico interessato all’architettura.

Offre inoltre occasioni di confronto e dibattito sul ruolo dell’architettura, le sfide e i valori futuri del design nel contesto culturale dell’architettura del XXI secolo.

La mostra Swim City a Basilea aperta fino al 29 settembre si pone l’obiettivo di richiamare attenzione e interesse su un fenomeno particolare dello spazio urbano contemporaneo, il nuoto fluviale come movimento di massa.

E’ un futuro che guarda al passato, quando in tutte le città del mondo le piscine erano i corsi d’acqua che le attraversavano, fenomeno scomparso nella seconda metà del secolo scorso.

Ora la Svizzera del XXI secolo lo riscopre e città come Basilea, Berna, Zurigo e Ginevra hanno gradualmente reso il fiume accessibile come risorsa pubblica naturale all’interno dell’ambiente costruito per decenni.

Un ambiente che ha trasformato il fiume in un luogo di svago, situato proprio sulla soglia dei residenti e saldamente ancorato nel quotidiano vita.

E’ un nuovo modo di rapportare la città al suo fiume, riscoprirlo spazio vitale e vicino al cittadino.

Molte grandi città nel mondo stanno guardando alla Svizzera come esempio di come sia possibile riprendere il valore dei fiumi come risorsa spaziale offerta alla città per migliorare in modo sostenibile la qualità di vita delle persone.

Da qui la possibilità offerta dalla mostra Swim City a Basilea: conoscere e vedere il nuovo ruolo svolto dai corsi d’acqua che attraversano le città.

 

 

Orari:
Martedì, Mercoledì e Venerdì dalle 11.00 alle 18.00
Giovedì dalle 11.00 alle 20.30
Sabato e Domenica dalle 11.00 alle 17.00
Chiuso Lunedì

 

Informazioni:
Tel: +41 61 261 1413
E-mail: info@sam-basel.org

Sito web: http://www.sam-basel.org/

Specchio. Il riflesso dell’Io. Mostra a Zurigo fino al 22 settembre

Mostra con dipinti, istallazioni, fotografie che ci fanno entrare in questo mondo con attenzione particolare ai ritratti femminili

 

Specchio il riflesso dell’io

ZURIGO Museo Rietberg
Gablerstrasse 15, 8002 Zürich, Svizzera

Fino al 22 settembre 2019

 

Specchio il riflesso dell'io. Mostra a Zurigo
Paul Delvaux, Femme au miroir, 1936 olio su tela Museo Thyssen Bomemisza

 

Il Rietberg Museum, immerso in uno dei parchi più belli di Zurigo, ospita una mostra molto particolare che offre occasione di riflettere su come un oggetto comune del vivere quotidiano come lo specchio abbia tanto da dire nella storia dell’uomo e quanto ad esso abbiano guardato gli artisti di ogni tempo.

Specchio il riflesso dell’io è una rassegna che ripercorre la plurimillenaria storia dello specchio.

Dall’antico Egitto ai Maya in Messico, al Giappone, a Venezia, spaziando nell’ambito del cinema e dall’arte contemporanea.

Con 220 opere d’arte, provenienti da 95 musei e collezioni di tutto il mondo, sono mostrati gli sviluppi di questo mezzo riflettente, nonché la sua portata culturale e sociale.

Ma lo specchio non è solo l’oggetto fisico che ti restituisce l’immagine, lo specchio è anche simbolo di coscienza di sé, di vanità, di saggezza, bellezza, mistica, magia.

Basti pensare a Narciso con cui si apre la mostra: la storia del giovane che si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua e muore consumato dalla disperazione che il suo amore fosse privo di speranza, che è diventato tema ricorrente in letteratura, filosofia, arte per indicare forte autostima e amor proprio.

Nel Rinascimento poi lo studio del proprio viso allo specchio mirato alla sua trasposizione in un autoritratto si è affermato in tutta Europa come un genere d’arte a sé.

In tempi recenti la diffusione della fotografia ha moltiplicato le possibilità di mettersi artisticamente in scena tramite l’autoscatto: oggi l’autoritratto è azione diffusissima tramite i cosiddetti Selfie.

Specchio il riflesso dell’io è una mostra che presenta dipinti, istallazioni, fotografie ci fanno entrare in questo mondo con attenzione particolare ai ritratti femminili.

 

Orari:
Da martedì a domenica 10.00 – 17.00
Mercoledì 10.00 – 20.00

 

Informazioni:
Tel: +41 44 415 31 31
E-mail: museum.rietberg@zuerich.ch
Sito web: www.rietberg.ch

Tetsuya Ishida. Self-portrait of Other

Opere che rappresentano una critica ai sistemi lavorativi ed educativi giapponesi. L’isolamento e l’alienazione in un mondo dominato da forze incontrollabili

 

Tetsuya Ishida a Madrid

Museo Reina Sofia
Calle Santa Isabel, 52 Madrid

Fino al 8 settembre 2019

 

Tetsuya Ishida a Madrid con "Self-potrait of Other"
Tetsuya Ishida – A Man Who Can’t Fly Anymore” (1996)

 

L’opera dell’artista giapponese Tetsuya Ishida (Yaizu, Shizuoka, 1973 – Tokyo, 2005) è stata quindi un puntuale lavoro di approfondimento sulla contemporaneità.

E’ stata un vero e proprio esame sull’incertezza e la desolazione della società giapponese.

Realtà radicalmente alterata dallo sviluppo tecnologico e dalle crisi successive che hanno influenzato l’economia e la politica su scala planetaria.

Durante i pochi decenni della sua carriera, Ishida ha prodotto però un formidabile corpo di lavoro incentrato sui temi dell’isolamento e dell’alienazione in un mondo dominato da forze incontrollabili.

Le ricorrenti immagini dello studioso / archivista servono così a formulare una critica ferrea sui sistemi educativi e lavorativi particolarmente imposti in Giappone.

Sistemi regolati infatti dagli imperativi della produttività e della competitività.

Da questa riflessione nascono quindi le metamorfosi del corpo umano in specie di insetti, o in dispositivi tecnologici o mezzi di trasporto.

 

Tetsuya Ishida a Madrid e le tematiche trattate

Dai lavori dell’artista emergono:
– le situazioni claustrofobiche in cui il corpo è fisicamente intrappolato in valigie, buchi e costruzioni;
– la costrizione di una catena di montaggio che riduce così l’individuo a ingranaggio;
– la ricerca dell’identità legata al bisogno primario del ritorno all’infanzia quasi come componente di salvezza;
– la lucentezza perduta dei parchi di divertimento e la tristezza che invade invece le terre desolate che fanno da sfondo all’apatia di una società dominata dalle macchine.

La componente di critica sociale, fondata su riflessioni filosofiche, è presente dunque nell’opera di Ishida in maniera rilevante.

Egli guarda infatti ad una società giapponese, alterata dai progressi tecnologici e dalle successive crisi che hanno colpito le economie in tutto il mondo.

Ne ritrae quindi l’umore della sua generazione dopo la bolla esplosiva della finanza e dei licenziamenti di massa che hanno gettato il paese in una profonda recessione nel 1991.

Tetsuya Ishida a Madrid, Museo Reina Sofia, con una mostra che racconta quindi la crisi dell’uomo, della sua identità e della sua libertà.

 

Orari:
Tutti i giorni 10.00 -19.00

 

Informazioni
Tel: +34 91 774 1000
info@museoreinasofia.es

Sito web: https://www.museoreinasofia.es/en/exhibitions/tetsuya-ishida