Disegni italiani della collezione Mariette. Parigi – Museo del Louvre

Una mostra che raccoglie circa un centinaio dei più bei disegni italiani della collezione Mariette

 

Disegni italiani della collezione Mariette

PARIGI – MUSEO DEL LOUVRE
Rue de Rivoli

 

Fino al 30 settembre 2019

 

Disegni italiani della collezione Maritte al Louvre
Michelangelo Buonarroti, Testa di satiro, Dipartimento delle Arti Grafiche, Musée du Louvre © Musée du Louvre dist. RMN-Grand Palais – Suzanne Nagy

 

Pierre Jean Mariette, scrittore d’arte, incisore, collezionista (Parigi 1694 – ivi 1774).

Nipote e figlio di due grandi collezionisti e negozianti di stampe, è specialmente noto per la sua ricchissima raccolta di stampe e di disegni, poi dispersa dopo la sua morte.

Lentamente e pazientemente in parte recuperata dal Museo del Louvre, la parte della collezione di Mariette consacrata alla scuola italiana è notevole.

Comprende infatti fogli fondamentali di Michelangelo, Leonardo da Vinci, Raffaello, Tiziano, Veronese.

Il XVII secolo, e i Carracci in particolare, sono ben rappresentati.

Pierre Rosenberg, Presidente e direttore onorario del Louvre si è occupato da più anni della ricostruzione di questa collezione.

Dopo la pubblicazione nel 2011 dello stesso Pierre Rosenberg dei disegni francesi della collezione Mariette, quella dei suoi disegni italiani sarà accompagnata dalla mostra al Louvre.

L’esposizione intitolata “Disegni italiani della collezione Mariette”, conta circa un centinaio dei più bei disegni italiani della collezione.

Collezione che è stata oggetto di una pubblicazione delle edizioni Somogy in quattro volumi dedicati ai disegni italiani e spagnoli della collezione.

Una edizione che segue quindi quella più ridotta del 1981 curata da Roseline Bacou per Silvana editoriale.

La presentazione della nuova pubblicazione e della mostra si è tenuta a Parigi, presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Una tavola rotonda che ha visto la partecipazione tra gli altri di Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, che ha diretto a lungo l’Istituto nazionale della grafica a Roma, e Pierre Rosenberg.

Il dibattito è stato coordinato da Dominique Cordellier, curatore a capo del dipartimento delle arti grafiche del museo del Louvre.

 

Orari:
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
Apertura notturna, il mercoledì e il venerdì fino alle 21.45
Martedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: www.louvre.fr

ALTISSIMI COLORI. La montagna dipinta: Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso

Un percorso espositivo in tredici sale, in cui sono esposte oltre 150 opere tra dipinti, sculture, installazioni, raccolte grafiche e fotografiche

 

ALTISSIMI COLORI. La montagna dipinta

Châtillon – Castello Gamba
Località Cret-de-breil Chatillon Aosta

Fino al 29 settembre 2019

 

Altissimi colori. La montagna dipinta
Giovanni Testori, Cime (Pizzo Badile visto da Bondo CH), 1972, acquerello su cartoncino, 50×40 cm

 

Dopo un importante intervento di restauro, oggi il castello Gamba, edificato nei primi anni del ‘900, è Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della regione Val d’Aosta.

Il castello ospita un percorso espositivo che si snoda attraverso 13 sale, in cui sono esposte oltre 150 opere tra dipinti, sculture, installazioni, raccolte grafiche e fotografiche di proprietà della regione stessa.

La collezione conta opere dei maestri del ‘900 tra le quali sculture di Martini, Mastroianni, Manzù, Arnaldo e Giò Pomodoro e dipinti di Casorati, De Pisis, Carrà, Guttuso.

La collezione inoltre documenta la produzione figurativa italiana della seconda metà del ‘900 sino ad esponenti della ricerca contemporanea come Schifano, Baruchello, Rama, Mainolfi.

Un’ampia scelta di opere testimonia inoltre i movimenti che hanno animato la scena artistica italiana negli ultimi 25 anni: sono rappresentati ad esempio l’Informale, l’Astrattismo geometrico, la Transavanguardia e la Pop Art.

Particolare rilievo è dato al territorio valdostano attraverso l’attività degli artisti locali, o attivi nella Valle su committenza regionale.

Nel progetto di sviluppo del Museo in Castello Gamba si colloca la mostra “ALTISSIMI COLORI. La montagna dipinta: Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso”.

Una esposizione realizzata in collaborazione con Casa Testori, in quanto prende spunto dalla presenza nella collezione permanente di “Tramonto” (Actus tragicus) del 1967 importante opera dell’artista, pittore, critico d’arte e scrittore Giovanni Testori (1923-1993).

Grande amante della montagna.

Da qui, comincia un viaggio di scoperta attraverso le opere di cui Testori amava circondarsi.

Si parte da Gustave Courbet a Bernd Zimmer, per continuare attraverso i capolavori di Willy Varlin, Paolo Vallorz e Renato Guttuso, e per finire con un ciclo di fotografie del grande fotografo Pepi Merisio.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 09.00 alle ore 19.00

 

Informazioni:
Tel: +39 0166563252
Sito web: www.castellogamba.vda.it

LORIS CECCHINI. Hypermeasures – BRUNO CECCOBELLI: Mormoriimarmorei

Due mostre parallele a Spoleto. Una dedicata a Loris Cecchini e “Hypermeasures”, l’altra a Bruno Ceccobelli e “Mormoriimarmorei”

 

Loris Cecchini e Bruno Ceccobelli a Spoleto

SPOLETO – Palazzo COLLICOLA
(GALLERIA D’ARTE MODERNA “GIOVANNI CARANDENTE”)
Piazza Collicola,1 – Spoleto (PG)

Fino al 29 settembre 2019

 

 

Loris Cecchini "Hypermeasures" - Bruno Ceccobelli "Mormoriimarmorei"
Loris Cecchini e Bruno Ceccobelli

 

La Galleria Carandente in Palazzo Collicola a Spoleto è il più importante museo d’arte contemporanea in Umbria insieme alla Collezione Burri a Città di Castello.

Nel nuovo allestimento che valorizza in particolare i capolavori della collezione permanente, da Alexander Calder a Leoncillo, da Mario Ceroli a Pino Pascali, da Sol LeWitt ad Antony Caro, il Palazzo ha previsto un nuovo spazio per mostre temporanee di arte contemporanea.

 

Fino al 29 settembre questo nuovo spazio ospita due mostre parallele su Loris Cecchini e Bruno Ceccobelli.

La prima è dedicata a Loris Cecchini (Milano 1969), che propone sculture modulari che adatta alla base esterna davanti al palazzo in piazza e sospende altre sculture nella sala affrescata del barocchetto spoletino, facendo interagire i motivi floreali di inizio ’700 al piano nobile della galleria con motivi floreali della sua opera.

Nel lavoro di Cecchini fotografia, disegno scultura e istallazioni si uniscono per formare una poetica unificata, il cui elemento identificativo è la trasfigurazione.

L’altra mostra è dedicata a Bruno Ceccobelli (Montecastello di Vibio – Perugia 1952) che ha concepito un itinerario di sculture in tredici stanze, con frammenti di corpi e di parti anatomiche, dedicate al ciclo della vita.

Allievo di Toni Scialoja, fu considerato per alcuni aspetti erede del conterraneo Alberto Burri, si è avvicinato poi all’Arte Povera per inserirsi poi nel contesto del movimento del “ritorno alla pittura”.

Dai primi anni ottanta inizia ad avere importanti riconoscimenti attraverso inviti a partecipare a manifestazioni d’arte come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, ed espone al Festival della cultura di Belgrado, alla Biennale de Jeuanes di Parigi e in gallerie a livello internazionale.

 

Orari:
Da mercoledì a Lunedi ore 10.30 – 13.00 / 15.00 – 17.30
Martedì chiuso

Informazioni:
Tel: +39 0743 46434
E-mail: info@palazzocollicola.it

Sito web: http://www.palazzocollicola.it/

NELLA MARCHESINI. La vita in pittura. Opere 1920-1953

Un gruppo di trenta opere, fra dipinti e disegni, ma anche  lettere, cartoline, fotografie d’epoca, i volumi e alcune pagine degli scritti dell’artista

 

Nella Marchesini alla GAM di Torino

TORINO – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM)

Fino al 29 settembre 2019

 

Nella Marchesini. La vita in pittura. Opere 1920-1953
Nella Marchesini, «Donne assise con bambino» (1925)

 

 

La GAM di Torino presenta negli spazi della Wunderkammer la mostra dedicata a Nella Marchesini (1901 – 1953), pittrice, che fu la prima allieva di Felice Casorati di cui fu anche assistente e modella.

Marchesini rientra a pieno titolo nel versante di ricerca delle donne artiste attive nella prima metà del Novecento.

Nata a Marina di Massa nel 1901, insieme alla famiglia si trasferisce a Torino durante la Grande guerra.

Con le sorelle Maria e Ada, Marchesini entra nella cerchia dei giovani intellettuali raccolti intorno a Piero Gobetti e alle sue riviste.

Fu amica di personaggi di grande prestigio a livello artistico e accademico come Carlo Levi, non ancora pittore, e i futuri letterati e storici Natalino Sapegno, Edmondo Rho e Federico Chabod.

L’esperienza nella scuola di Casorati la arricchisce sul piano stilistico e sul piano delle relazioni, lavora infatti a fianco di artisti come Lalla Romano, Paola Levi Montalcini, Daphne Maugham, Albino Galvano, Marisa Mori.

Ma la scuola di Casorati è anche un luogo aperto, frequentato da amici e personalità come Mario Soldati, Giulio Carlo Argan e Italo Cremona.

Allestita nella Wunderkammer della GAM, la mostra presenta un gruppo di trenta opere, fra dipinti e disegni, scelti per ricostruire le stagioni dell’arte di Nella Marchesini e le tappe della sua carriera espositiva.

Un percorso scandito dalla partecipazione alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma e dalle presenze nelle gallerie private di Torino, Milano, Genova e Firenze.

Le lettere, le cartoline, le fotografie d’epoca, i volumi e alcune pagine degli scritti dell’artista, conservati nell’Archivio Malvano-Marchesini, completano la mostra.

Documenti importantissimi che raccontano, in parallelo, la Torino fra gli anni venti e cinquanta del Novecento.

 

Orari:
Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: https://www.gamtorino.it/it/eventi-mostre

GIUSEPPE UNCINI. Realtà in equilibrio

Una antologica con 58 sculture e 30 disegni datati 1957-2008, che ripercorre le varie tappe del cammino dell’artista

 

Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio

ROMA – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Via delle Belle Arti, 131

Fino al 29 settembre 2019

 

Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio
Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio

 

Fino al 29 settembre la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma presenta una mostra personale di Giuseppe Uncini, che richiama nel titolo (Realtà in equilibrio) una grande mostra che nel 1982 aveva presentato assieme ad altri artisti.

Oltre a Uncini, gli espositori erano anche Lorenzetti, Conte, Aricò e Melotti, che lavoravano sulla materia e sugli equilibri della stessa nella costruzione dell’arte.

Uncini era presente a pieno titolo in quella mostra per aver da sempre sviluppato la sua ricerca sulla materia.

La riflessione ferro e cemento, sulla sua condizione fisica, sulle sue potenzialità di immagine, spazio, progetto e città, è stata la linea portante che ha segnato tutte le evoluzioni del suo lavoro.

Attivo nella scuola romana e in movimenti artistici come il gruppo Uno è stato dunque più volte presente alle Biennali di Venezia, e in altre manifestazioni italiane e internazionali.

 

Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio: la mostra

Attraverso 58 sculture e 30 disegni di Giuseppe Uncini, datati 1957-2008, la mostra ripercorre così in una antologica le varie tappe del cammino dell’artista.

Un percorso scandito da Terre, Cementarmati, Ferrocementi, Strutture spazio, Strutturespazio-ambienti, Mattoni, Terrecementi, Ombre, Interspazi, Dimore delle cose, Dimore e muri d’ombra, Spazi di ferro, Spazicementi e Tralicci, Muri di cemento, Architetture, Telai-Artifici.

Per cogliere appieno il valore che Uncini dava alla materia ferro e cemento, si possono perciò ricordare le sue parole: ”come si adoperano nel cantiere per costruire le case, i ponti, le strade, per costruire tutte le cose di cui l’uomo ha bisogno: alla base di tutto questo c’è la necessità di costruire, di organizzarsi, c’è quel processo creativo che è all’origine di ogni progresso umano”.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle ore 08.30 alle ore 19.30
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 06 322981
E-mail: gan-amc.comunicazione@beniculturali.it

Sito web: http://lagallerianazionale.com/mostra/giuseppe-uncini-realta-in-equilibrio/

FAUSTO MELOTTI – Tema e variazioni

Due sale espositive con esposte dieci sculture realizzate dall’artista dal Sessantotto agli anni Ottanta

 

Tema e variazioni di Fausto Melotti

MILANO – Galleria C+N CANEPANERI
Foro Bonaparte, 48

Fino al 27 settembre

 

Tema e variazioni
Fausto Melotti, Schematica, 1973, ottone, 107x105x22 cm

 

La Galleria C+N Canepaneri presenta fino al 27 settembre una retrospettiva dedicata a Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986), che si terrà nello spazio di Milano, dal titolo “Tema e variazioni”.

Nelle due sale espositive sono esposte dieci sculture che coprono l’attività svolta dall’artista dal Sessantotto agli anni Ottanta.

Autore molto stimato da Calvino che disse di essersi ispirato alle sculture sottili, leggere, piene di vuoti di Fausto Melotti quando ha scritto “Le Città Invisibili”.

Fausto Melotti è certamente uno dei protagonisti della scultura del Novecento a livello internazionale, vicino nell’ispirazione ad altri grandi scultori.

Si possono citare ad esempio Alexander Calder e Jean Tinguely, con i quali ha condiviso il progressivo scollamento e distacco dal plasticismo classico e dal concetto di staticità dell’opera di scultura.

 

Tema e variazioni: le opere di Melotti in mostra

Sottili, leggere, piene di vuoti, come diceva Calvino.

Si potrebbe aggiungere destabilizzanti con il loro equilibrio precario, ma definito, circoscritto in uno spazio ben preciso risolto con estrema abilità e perizia, con utilizzo di materiali per lo più fragili come fili, reti, garze, palline penzolanti, scale perlopiù evocative.

Metafore infinite e ricche di significati che sfociano nella poesia, nell’immaginifico e in significati improbabili che ci permettono di sognare o immaginare un vissuto o un divenire ricco di emozioni.

La scultura di Melotti incrocia concreto e astratto, con una consistenza materica quasi impalpabile che si esalta sostanzialmente tramite l’utilizzo di materiali talvolta poveri e deperibili, simbolo di quella stessa poetica di fragilità che le opere lasciano trapelare.

C’è nelle opere di Melotti un richiamo alla cultura classica ed alle memorie arcaiche che restituisce alle sculture una funzione quasi votiva, un senso di immortalità tradotto in forme perlopiù totemiche e ridotte all’essenziale.

 

Orari:
Da Lunedì a venerdì ore 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.30
Sabato su appuntamento
Domenica chiuso

 

Informazioni:
Tel: +390236768281

E-mail: info@canepaneri.com
Sito web: https://www.canepaneri.com

REBECCA HORN. Body Fantasies

I processi di trasformazione del corpo e della macchina raccontati da Horn nella mostra a Basilea

 

Rebecca Horn “Body Fantasies”

BASILEA – Museo Tinguely
Paul Sacher-Anlage 1
CH-4002 Basilea, Svizzera

Fino al 22 settembre 2019

 

Rebecca Horn "Body Fantasies" a Basilea
Simone Forti. Installation view at Kunsthaus Baselland, Basel 2019. Photo Gina Folly

 

Al lavoro della scultrice, regista e performer Rebecca Horn (Michelstadt, Germania, 1944) è dedicata una retrospettiva al Museum Tinguely di Basilea.

La fortuna di critica e di pubblico che oggi vive l’artista visiva tedesca è confermata dalla contemporanea mostra a lei dedicata presso Centro Pompidou di Metz, che si protrae fino 13 gennaio 2020.

Rebecca Horn, che oggi vive e lavora tra Parigi e Berlino, è molto conosciuta anche per diverse regie cinematografiche e i suoi progetti in cui usa il corpo come elemento espressivo.

A Basilea sono esposti i primi lavori performativi con particolare attenzione al rapporto corpo/macchina che caratterizza il successivo sviluppo della sua scultura cinetica e delle body extension.

Il lavoro di Rebecca Horn è sempre ispirato dal corpo umano e dal suo movimento.

Nei suoi primi pezzi performativi degli anni ’60 e ’70, questo si esprime attraverso l’uso di oggetti che fungono sia da estensioni che da costrizioni del corpo.

Dagli anni ’80, il suo lavoro è consistito principalmente in macchine cinetiche e, sempre più, in installazioni su larga scala che “prendono vita” grazie al movimento, mentre il corpo performante viene sostituito da un attore meccanico.

Questi processi di trasformazione tra corpi espansi e macchine animati nell’opera di Rebecca Horn, coprono quasi cinquant’anni di carriera artistica, e sono al centro dello spettacolo di Basilea.

Rebecca Horn “Body Fantasies”: una mostra che giustappone opere performative e sculture di macchine successive per seguire lo sviluppo in atto di motivi di movimento.

Diviso in quattro temi, lo spettacolo di Basilea traccia lo sviluppo delle sue opere come «stazioni in un processo di trasformazione» sottolineando la continuità del suo lavoro.

 

Orari:
Tutti i giorni 11.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +41 61 681 93 20
E-mail: infos@tinguely.ch
Sito web: www.tinguely.ch

Barbara Kruger “Forever”. A Seul fino al 29 dicembre

Sedici piccole e nere opere incorniciate, risalenti agli anni ’80 e una selezione delle sue opere in bianco e nero con cornice rossa

 

Barbara Kruger “Forever”

SEUL – Amorepacific Museum of Art (APMA)
100, Hangang-daero, Yongsan-gu TBC (Sud Corea)

Fino al 29 dicembre 2019

 

Barbara Kruger "Forever" in mostra a Seoul
Barbara Kruger, “Untitled” (Forever), 2017. Collezione di Amorepacific Museum of Art (foto di Heeseung Chung)

 

Fondato nel 1979 come Pacific Museum, è stato ribattezzato come Amorepacific Museum of Art nel 2009 in un nuovo edificio progettato dall’architetto britannico David Chipperfield.

Essendo un museo che ospita sia l’arte tradizionale che quella contemporanea, l’APMA è stata impegnata in una vasta gamma di attività tra cui mostre, ricerche, pubblicazioni e altro ancora.

L’anno 2018 apre un nuovo capitolo nella storia dell’APMA, rivelando vari spazi per artisti e visitatori per comunicare attraverso il linguaggio universale dell’umanità noto come arte nel nuovo quartier generale Amorepacific a Yongsan, Seoul.

In occasione del decimo anniversario, il Museo dedica una grande mostra personale all’artista americana Barbara Kruger, intitolata “Forever”, raccogliendo opere degli anni ’80 in poi; prima mostra personale dell’artista in Asia.

Barbara Kruger (1945 New Jersey) è una graphic designer e un’artista di arte contemporanea che lavora su argomenti della vita quotidiana che hanno un enorme impatto psicologico su ciascuno: dal consumismo alla definizione della bellezza da copertina.

Con il suo lavoro, la Kruger riporta la capacità critica e l’attenzione di ognuno su questi temi che sono vicini al vissuto di chiunque.

Forever presenta sedici piccole e nere opere incorniciate, risalenti agli anni ’80 e una selezione delle sue opere in bianco e nero con cornice rossa.

L’artista presente inoltre anche interventi recenti e coinvolgenti, come l’installazione video a quattro canali “The Globe Shrinks” (2010) e “Untitled (Forever)” (2017), che Kruger ha riadattato specificamente per l’architettura del museo e la prima mondiale delle nuove opere realizzate da Kruger usando l’alfabeto coreano.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +82 2 6040 2345
Sito web: http://apma.amorepacific.com

BANI ABIDI: They Died Laughing

I temi caldi del contemporaneo: l’espropriazione delle terre, la fuga, l’esilio e la prigionia del popolo Hazara Quetta

 

They Died Laughing. Bani Abidi a Berlino

BERLINO – GROPIUS BAU
Niederkirchnerstraße, 7
Berlin, 10963
Germany

Fino al 22 settembre 2019

 

They Died Laughing
Bani Abidi, ‘Funland’ (Karachi Series II), film installation, 2014.
MATHIAS VÖLZKE/COURTESY THE ARTIST AND EXPERIMENTER, KOLKATA

 

Il Gropius Bau fu gravemente danneggiato nel 1945 durante le ultime settimane della seconda guerra mondiale.

Nel 1966 è stato classificato come monumento storico e la sua ricostruzione iniziò nel 1978 sotto la direzione degli architetti Winnetou Kampmann e Ute Weström.

La casa prese il nome da Martin Gropius, un grande zio di Walter Gropius, che aveva fortemente esortato a ricostruire il museo.

Dopo il restauro il Gropius Bau è diventato una delle sale espositive più famose e più belle della Germania ospitando mostre internazionali con grandi riscontri di pubblico.

Fino al 22 settembre Gropius Bau presenta la mostra They Died Laughing, personale di Bani Abidi (1971), fotografa e artista pachistana che dal 2011 vive tra Karachi e a Berlino dove è approdata con una delle borse di studio per artisti che il programma Artist in Residence Daad assegna ogni anno a eccellenze delle arti figurative, della letteratura e della musica provenienti da tutto il mondo.

La mostra è una presentazione di due decenni di opere di Bani Abidi e si inserisce all’interno del il progetto «The Lost Procession», che ha per tema la persecuzione etnica e il progressivo esodo verso la Germania del popolo degli Hazara di Quetta, la capitale della provincia pakistana del Belucistan.

Il racconto affronta i temi caldi del contemporaneo: l’espropriazione delle terre, la fuga, l’esilio e la prigionia.

L’artista assume così il ruolo di narratore e archeologo urbano nel raccontare le storie delle città in cui ha vissuto.

La mostra si sposterà a ottobre a Sharja, negli Emirati Arabi.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Martedì chiuso

Informazioni:
Tel: +49 30 254 860
E-mail: post@gropiusbau.de

Sito web: https://www.berlinerfestspiele.de/de/gropiusbau/start.html

SALVATORE ARANCIO. Like a sort of Pompei in reverse

Mostra site specific con i negativi degli elementi naturali e artificiali incastonati da Jorn nei muri del giardino della casa museo

 

Like a sort of Pompei in reverse

ALBISSOLA MARINA – Casa Museo Jorn
Via D’Annunzio, 6/8 – Albissola (Savona)

Fino al 22 settembre 2019

 

Salvatore Arancio in mostra ad Albissola Marina
© Casa Museo Jorn / MuDA, Albissola and Semiose Gallery, Paris / Ph. Gianluca Anselmo. | Salvatore Arancio, Like a Sort of Pompeii in Reverse (dettaglio), 2019, ceramiche smaltate

 

La Casa Museo Jorn, dove l’artista danese Asger Jorn (1914-1973) soggiornò e lavorò per lunghi periodi dagli anni Cinquanta, ospita fino al 22 settembre una personale di Salvatore Arancio.

Uno dei più promettenti artisti italiani della nuova generazione e già protagonista alla Biennale di Venezia 2017.

La mostra è stata preparata con un lavoro di due anni, attraverso numerose visite e sopralluoghi dell’artista alla Casa Museo e colloqui con persone che conobbero e lavorarono con Asger Jorn.

Sono quindi in mostra opere site specific che si ispirano alle atmosfere del labirinto di matrice situazionista creato dall’artista Danese assieme al suo amico e assistente Berto Gambetta nei ventanni di occupazione della casa.

Arancio è stato colpito dal giardino dove Jorn ha incastonato nei muri elementi naturali e artificiali.

I muri con le loro conchiglie, pietre, cocci di piatti, scarti di lavorazione del vetro sono diventati dei modelli su cui Arancio ha appoggiato le lastre d’argilla che riproducono, in negativo, gli oggetti stessi.

Nel giardino Arancio ha intravisto non soltanto la poesia del gioco inventivo, ma il potenziale immaginifico e creativo di ciò che non si vede.

Ha così avviato la sua ricerca sperimentale, basata sulla modellazione dell’argilla direttamente sulle forme, sulle superfici e sui volumi del giardino, rilevandone plasticamente il negativo e ragionando su ciò che non si vede ma esiste solo in potenza.

Il titolo della mostra Like a sort of Pompei in reverse è tratto da un testo dello scrittore Guy Debord, scritto per un libro d’artista di Jorn.

 

Orari:
Martedì 9.00 – 12.00
Giovedì 15.00 – 17.00
Sabato e Domenica 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00 (Luglio e agosto fino ore 20.00)

Informazioni:
Tel: 3331700316
Sito web: http://www.museodiffusoalbisola.it/index.php/it/orari/48-orario-casa-jorn