Lubaina Himid: Work from Underneath

Sculture, dipinti, tessuti e opere che raccontano le differenze tra uomini e donne e la scarsa visibilità degli artisti di colore

 

Lubaina Himid

NEW YORK – The New Museum
235 Bowery, New York, 10002
Stati Uniti d’America

Fino al 6 ottobre 2019

 

Lubaina Himid in mostra a New York
Lubaina Himid, Le Rodeur: The Captain and the Mate, 2017–18. Courtesy the artist and Hollybush Gardens. Photo: Andy Keate

 

Fondato nel 1977, The New Museum è dedicato esclusivamente alla presentazione di arte contemporanea da tutto il mondo.

È rispettato a livello internazionale per la qualità del suo programma con attenta cura di mostre, informazioni e documentazione sugli artisti viventi di tutto il mondo.

Affermandosi, fin dalla nascita, come luogo di sperimentazione e centro di propulsione per nuove idee.

Fino al 6 ottobre il New Museum ospita una mostra personale di Lubaina Himid, artista nata a Zanzibar, in Tanzania, nel 1954, ma trasferitasi presto in Inghilterra, diventando la “black voice” della protesta femminista.

Oggi vive e lavora a Preston, nel Regno Unito, dove è professore di arte contemporanea all’Università del Central Lancashire.

Fu anche vincitrice del prestigioso premio Turner.

Lubaina Himid è figlia d’arte; seguendo le orme di sua madre, designer del tessile, si iscrisse al Wimbledon College of Art, nel corso di scenografia teatrale.

Ben presto però, scoprì che le contraddizioni all’interno dell’insegnamento accademico non erano cosa da poco.

Capì quanto grande fosse la distanza tra le possibilità di emergere degli uomini e delle donne: pur essendo la maggioranza di donne a operare nel settore della scenografia, i ruoli importanti di progettazione e direzione era sempre assegnato agli uomini.

A questo tema essa aggiunse presto anche la riflessione sul colonialismo e sulla scarsa visibilità degli artisti di colore.

Questi temi traspaiono dalle sculture, dai dipinti, dai tessuti e dalle opere sonore che compongono la sua prima mostra personale negli Stati Uniti, nella quale Himid esamina come linguaggio e architettura generano un senso di pericolo o sicurezza, fragilità o stabilità.

 

Orari:
Da martedì a domenica 11.00 – 18.00
Giovedì 11.00 – 21.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +1 212 219 1222
E-mail: info@newmuseum.org

Sito web: https://www.newmuseum.org/exhibitions/view/lubaina-himid-work-from-underneath

Capriccio 2000. Il contemporaneo nell’arte in mostra a Torino

Il contemporaneo nell’arte. Un’analisi attenta delle periferie, per rappresentare la cultura giovanile propria dei paesaggi post-industriali italiani

 

Capriccio 2000

TORINO – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 – Torino

Fino al 29 settembre 2019

 

Capriccio 2000. Il contemporaneo nell'arte in mostra a Torino
Capriccio 2000

 

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, fondata a Torino nel 1995, diffonde e promuove l’arte contemporanea.

L’obiettivo è quindi quello di avvicinare un pubblico sempre più ampio tramite corsi d’arte per adulti e un servizio di mediazione culturale per accompagnare il visitatore attraverso il percorso espositivo.

La Fondazione è inoltre promotrice di un programma di progetti sperimentali e interculturali.

Sostiene infatti gli artisti, anche tramite la committenza di nuove opere d’arte, il lavoro in sinergia con altre istituzioni per la diffusione e la valorizzazione dell’arte.

In particolare la Fondazione promuove da tredici anni il programma di residenze per giovani curatori, dal 2018 coordinata da Lucrezia Calabrò Visconti.

Il progetto si pone così il duplice obiettivo di sviluppare le capacità professionali e intellettuali di giovani curatori e quello di promuovere l’arte contemporanea italiana in ambito internazionale.

 

Capriccio 2000: la mostra che conclude la tredicesima edizione della Residenza per giovani curatori

I tre curatori selezionati per questa edizione sono dunque Rosa Tyhurst, Jeppe Ugelvig, Hannah Zafiropoulos.

Gli artisti in mostra sono: Dafne Boggeri, Caterina De Nicola, Andrea De Stefani, Lorenza Longhi, Andrea Magnani, Michele Rizzo, Giuliana Rosso.

Sono stati tutti invitati a focalizzarsi sulle periferie — percorrendo idealmente un’autostrada che dal torinese porta ai quartieri suburbani di Roma, attraversando Bergamo e Brescia – per rappresentare la cultura giovanile propria dei paesaggi post-industriali italiani.

Capriccio è dunque il metodo adottato per rappresentare il contemporaneo nell’arte.

Si tratta delle tecniche dell’assemblaggio creativo di elementi tra i più vari, materiali e immateriali, oggetti o immagini, staticità e movimento.

Elementi scelti proprio con l’obiettivo non tanto di rappresentare una “verità” sempre discutibile, ma per la capacità di creare sensazioni ed emozioni attraverso l’impatto estetico che l’opera produce.

 

 

Orari:
Giovedì 20.00 – 23.00
Venerdì Sabato e Domenica 12.00 – 19.00

Informazioni:
Tel: +39 011 3797600
Sito web: www.fsrr.org

The Bright Side of the Moon. Fotografie vintage dagli archivi Nasa

I 50 anni dello sbarco sulla luna, raccontati con 170 fotografie degli archivi NASA

 

The Bright Side of the Moon

PARMA – Spazio BDC28
Borgo delle colonne, 28 – Parma

Dal 18 ottobre al 24 novembre 2019

 

 

The Bright Side of the Moon. Fotografie vintage dagli archivi Nasa
Copyright: Copyright NASA – courtesy Photology

 

Lo spazio espositivo BDC 28 – Oratorio Santa Maria della Pace si colloca in una posizione speciale nell’area storica di Parma, caratterizzato dalla più lunga ed elegante via porticata della città.

Oggi BDC28 viene utilizzato per iniziative legate all’arte contemporanea con attenzione anche alla fotografia.

Dal 18 ottobre lo spazio partecipa alle celebrazioni dei 50 anni dello sbarco sulla luna.

Attraverso 170 fotografie vintage degli archivi NASA, l’esposizione non intende solo concentrarsi sullo sbarco lunare di Neil Armstrong e soci ma ripercorre il cammino dell’impresa lunare con immagini che raffigurano i primissimi lanci e training (1950 – 1966), le missioni dei programmi Mercury (1960 – 1963), Gemini (1964 – 1966) e Apollo (1966 – 1972), oltre a 2 roadbook di Apollo 13 e Apollo 15.

Obiettivo della mostra è non solo ricordare un evento storico ma anche far riflettere sul ruolo della fotografia nel programma spaziale americano degli anni Sessanta e Settanta.

Le fotografie servirono infatti alla NASA per catturare l’attenzione del pubblico e risvegliare un sentimento collettivo di partecipazione al piano di esplorazione dello spazio; ma esse furono anche un prezioso strumento di studio e approfondimento scientifico.

Le Foto in mostra sono quelle originali utilizzate come documentazione ufficiale da sottoporre agli investitori, oltre che per scopi pubblicitari e di divulgazione.

Si tratta di una selezione tratte da collezione privata che comprende una quantità notevole di fotografie prodotte dalla NASA dall’inizio del programma Mercury.

Una serie mostra il lavoro di training precedente l’operazione spaziale, mentre quelle a colori sono scattate nella fase del lancio e della missione.

 

Orari:
Venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 20.00
Da lunedì a giovedì chiuso

 

Informazioni:
E-mail: info@bonannidelriocatalog.com

Sito web: http://turismo.comune.parma.it/it/canali-tematici/eventi/manifestazioni-e-iniziative/mostre/the-bright-side-of-the-moon-fotografie-vintage-dagli-archivi-nasa#null

Remo Bianco. Le impronte della memoria

Una selezione di 80 opere per raccontare i percorsi di vita e di lavoro di un artista che si autodefiniva un “ricercatore solitario”

 

Remo Bianco in mostra a Milano

Museo del Novecento
Piazza Duomo, 8

Fino al 5 ottobre 2019

 

Remo Bianco. Le impronte della memoria
Remo Bianco, 3D – Senza titolo, 1970 ca. Collezione Koelliker

 

 

Remo Bianco (1922 – 1998) nel 1937 si iscrive a un corso serale di disegno a Brera.

Qui fu notato così da De Pisis che divenne il suo mentore.

Dopo la guerra dipinge quadri figurativi poi, a fine anni quaranta comincia a sperimentare le sue prime opere concettuali.

Rappresenta così le impronte come tracce lasciate da pneumatici, crepe nell’asfalto e altri segni quotidiani, avvicinandosi alle teorie dello spazialismo.

Nel 1952 ha la prima mostra personale alla galleria il Cavallino di Venezia, cui seguì un numero indefinito di altre personali in Italia e all’estero mentre si arricchiva di nuove ricerche il suo personale percorso artistico.

Il Museo del Novecento gli dedica una retrospettiva aperta fino al 5 ottobre che ripercorre il ricco e sorprendente percorso di Remo Bianco.

Viene esplorato proprio il tema della memoria, attraverso le sue opere e tramite una esaustiva documentazione d’archivio: cataloghi, manifesti, articoli e fotografie d’epoca.

Con la collaborazione della Fondazione Remo Bianco una selezione di 80 opere rappresenta dunque i percorsi di vita e di lavoro di un artista che si autodefiniva un “ricercatore solitario”, stimolato a cercare sempre idee nuove e sperimentare percorsi artistici nuovi.

Tutte le diverse tipologie di opere prodotte in cinquant’anni di lavoro sono rappresentate in mostra.

Dalle prime impronte, ai sacchettini-testimonianze realizzati assemblando oggetti di poco valore, ai 3D Opere tridimensionali in materiale plastico trasparente o vetro, plexiglass sovrapposti ove l’immagine è il risultato di queste sovrapposizioni.

Ma anche Collages, Sculture neve con protagonisti ispirati al mondo dei bambini, fino ad arrivare ai Quadri parlanti esposti per la prima volta nel 1974, tele con amplificatori sul retro che si attivano all’avvicinarsi del visitatore.

 

Orari:
Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30 – 19.30
Giovedì e Sabato 9.30 – 22.30

 

Informazioni:
Tel: +390288444061
Sito web: www.museodelnovecento.org

KISS ME GENDERS. Il corpo al centro della mostra

Trenta artisti e oltre cento opere, che indagano sul corpo, esaltato, esplorato, denunciato, ricreato o reinventato

 

KISS ME GENDERS

LONDRA – Hayward Gallery
Belvedere road South Bank Centre, Londra SE1 8XZ, Inghilterra

Fino a 8 settembre 2019

 

Kiss me Genders. Mostra a Londra
Installation view of Kiss My Genders at Hayward Gallery, 2019. Photo Thierry Bal

La Hayward Gallery  è uno dei migliori spazi espositivi di Londra.

Faparte del Southbank Centre, il frizzante cuore culturale di Londra, che comprende la Royal Festival Hall, il Queen Elizabeth Hall e la Poetry Library.

Fino all’8 settembre la galleria ospita la mostra KISS MY GENDERS, una esposizione che affronta il tema della fluidità del genere, non considerato solo nel rapporto binario uomo/donna ma in tutte le molteplici sfaccettature.

I temi sono l’intersessualità e la transessualità, evidenziando come questi argomenti abbiano influenzato la stessa pratica del ritratto fotografico.

E’ consolidato il fatto che l’identità di genere è una delle questioni più affrontate e sentite dall’attuale mondo dell’arte e ad una riflessione su questo tema intende contribuire la mostra di Londra.

Trenta artisti e oltre cento opere, che coprono un periodo che va dagli Anni Cinquanta a oggi, per indagare sul corpo, esaltato, esplorato, denunciato, ricreato o reinventato attraverso il rimodellamento, il travestitismo o la su spettacolarizzazione.

Una storia che molte delle opere in mostra raccontano, in maniera più o meno esplicita.

Allo stesso tempo però, l’originalità, la vitalità e l’eccezionale capacità creativa di questo movimento garantisce al percorso espositivo una forza espressiva che va aldilà del momento di riflessione, affermando con forza l’importanza culturale ed estetica del movimento.

Ne è esempio l’opera di Martine Gutierrez, presente anche alla Biennale di Venezia, la quale, con pelle, indumenti, atteggiamenti e maschere, rappresenta un corpo nel quale, l’identità è già un concetto alieno.

Non è più il punto di partenza del genere, ma oggetto di ricerca aperta a orizzonti anche imprevedibili.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Giovedì dalle ore 11.00 alle ore 21.00
Martedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +44 20 3879 9555
Sito web: https://www.southbankcentre.co.uk

Collezione Sandretto Re Rebaudengo. Opere in mostra a Palazzo Biscari

Un’installazione ambientale WeltenLinie dell’artista Alicja Kwade e una collettiva di 17 artisti intitolata “The Analogous Room”

 

Collezione Sandretto Re Rebaudengo

CATANIA – Palazzo Biscari
Via Museo Biscari, 10 – Catania

Fino al 7 settembre 2019

 

Collezione Sandretto Re Rebaudengo in mostra a Catania
Alicia Kwade – foto installazione “WeltenLinie”

 

Palazzo Biscari è uno dei più importanti monumenti della città di Catania e riconosciuto come una delle dimore storiche più prestigiose della Sicilia.

È anche una prestigiosa sede espositiva che, fino al 7 settembre, ospita una selezione di opere d’arte provenienti dalla prestigiosa Collezione Sandretto Re Rebaudengo.

La fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stata fondata a Torino nel 1995.

È volta a diffondere e promuovere l’arte contemporanea, cercando di avvicinare un pubblico sempre più ampio.

Questo attraverso quindi l’organizzazione di corsi d’arte per adulti, e un servizio di mediazione culturale per accompagnare il visitatore attraverso il percorso espositivo.

La fondazione è inoltre promotrice di un programma di progetti sperimentali e interculturali.

Sostiene inoltre gli artisti, anche tramite la committenza di nuove opere d’arte, il lavoro in sinergia con altre istituzioni per la diffusione e la valorizzazione dell’arte e l’organizzazione di residenze per giovani curatori.

Questa politica culturale ha permesso quindi alla fondazione di crearsi una rilevante collezione d’arte contemporanea.

 

Collezione Sandretto Re Rebaudengo. Opere in mostra a Palazzo Biscari con due progetti espositivi:

Il primo, un’installazione ambientale WeltenLinie (2017) dell’artista Alicja Kwade nel Salone delle Feste, il secondo, negli appartamenti dell’Ala di Levante, è una mostra collettiva intitolata “The Analogous Room”.

WeltenLinie di Alicja Kwade è una composizione di specchi e strutture in acciaio che dà vita ad un ambiente abitato da ambigui rispecchiamenti.

L’opera è stata prodotta dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione della 57esima Biennale di Venezia.

La collettiva The analogous Room riunisce 17 artisti della Collezione di diverse generazioni, che hanno messo in atto con le loro ricerche una critica della rappresentazione attraverso linguaggi e medium diversi.

 

Orari:
Tutti i giorni, dalle 7.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

 

Informazioni:

E-mail: info@palazzobiscari.com

Sito web: www.palazzobiscari.com

50 anni di luna nuova. Mostra a Venezia fino al 30 agosto

Un tema vasto e percorre la storia del pensiero in senso filosofico, letterario, artistico, scientifico

 

50 anni di Luna nuova

VENEZIA – Fondazione Bevilacqua La Masa
Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, Venezia

Fino al 30 agosto 2019

 

50 anni di Luna nuova in mostra a Venezia
Frisia jr – Dopo il concerto. Clair de Lune – 696×385

 

La Fondazione Bevilacqua La Masa (BLM) nasce nel 1898 per volontà di Felicita Bevilacqua, che lascia al Comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul Canal Grande, Ca’ Pesaro, a patto che diventi un luogo per la cultura artistica cittadina volto ad agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”.

La BLM diviene rapidamente il punto di riferimento e il trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi, Arturo Martini e moltissima autori che hanno utilizzato locali messi a disposizione dalla Fondazione nella città di Venezia.

La Bevilacqua La Masa ha mantenuto inalterata l’originaria missione di promozione dei giovani artisti attraverso l’attività degli Studi d’Artista.

Oltre a questa continua l’attività espositiva con una mostra che ragiona sul cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna.

Il tema è vasto e percorre la storia del pensiero in senso filosofico, letterario, artistico, scientifico.

La mostra “50 anni di Luna nuova” affronta per sommi capi e attraverso la lettura e l’indagine di 14 artisti, tra scultori, pittori, fotografi e performer, come sia cambiato il nostro senso dell’essere qui e ora in un luogo preciso, la Terra, rispetto al cielo appena sopra di noi.

Le conoscenze intorno all’Universo sono nei secoli mutate; infatti da una percezione armoniosa e di contemplazione, siamo passati a una lettura in termini di spazio-tempo.

Da luogo del sogno la Luna è divenuta riferimento tecnologico.

 

50 anni di Luna nuova. Chi sono gli artisti chiamati a riflettere su questa evoluzione:

Massimo Barlettani, Marco Bolognesi, Donato Frisia jr, Ettore Greco, Susanna Magrin, Mario Paschetta, Riccardo Roiter Rigoni, Alberto Salvetti, Marialuisa Tadei, Sara Teresano, Dany Vescovi, Alessandro Zannier, Dania Zanotto, Elisabetta Zanutto.

 

Orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10.00 alle ore 17.00
Sabato e Domenica chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 3332468331

Sito web: https://www.comune.venezia.it/it/content/50-anni-luna-nuova-0

Elisa Sighicelli. Storie di pietròfori e rasomanti

Una mostra personale della fotografa Elisa Sighicelli, con trentacinque opere quasi interamente realizzate per l’occasione

 

Storie di pietròfori e rasomanti di Elisa Sighicelli

NAPOLI – Museo Pignatelli
Riviera Di Chiaia, 200 – Napoli

Fino al 22 settembre 2019

 

Storie di Pietròfori e Rasomanti di Elisa Sighicelli
Elisa Sighicelli, Untitled (9386), 2019, 160 x 143 cm, fotografia stampata su raso

 

l Museo Pignatelli è tra le rarissime case-museo di Napoli e si connota dal 2010 anche come Villa Pignatelli-Casa della fotografia.

Uno spazio aperto e qualificato ad accogliere manifestazioni, eventi e incontri che favoriscano il confronto sui temi della fotografia come espressione culturale.

Promuovendo contemporaneamente la riscoperta di un patrimonio storico ancora poco noto, la conoscenza di autori e tendenze della fotografia contemporanea a livello internazionale.

 

Storie di pietròfori e rasomanti di Elisa Sighicelli: la mostra

Fino al 22 settembre Museo Pignatelli ospita una mostra personale della fotografa Elisa Sighicelli.

Nata a Torino nel 1968, Elisa Sighicelli ha studiato arte a Londra e oggi lavora tra Torino e New York.

Ha esposto in molte importanti gallerie in Italia e all’estero.

La mostra di Napoli costituisce un passo importante nella storia di una delle più apprezzate artiste italiane a livello internazionale.

Una fotografa capace di riflettere a ogni passo sui più cruciali temi della storia dell’arte di ogni tempo con gli occhi della fotografia.

Storie di Pietròfori e Rasomanti costituiscono il nuovo e secondo episodio della ‘trilogia sugli spazi’ partita a Palazzo Madama a Torino e che si concluderà al Castello di Rivoli.

Una trilogia che mira ad analizzare l’architettura come la ‘quarta parete’ della fotografia, ossia riflettere sui limiti e sui modi del mettere in scena le immagini nello spazio costruito.

Le trentacinque opere in mostra sono state quasi interamente realizzate per l’occasione.

Stampate su materiali specifici (pietra,marmo, raso..), sono disposte lungo otto sale della villa.

L’immagine fotografica diventa così un telo di raso insieme scintillante e opaco, travertino poroso e tridimensionale, marmo profondo e luminescente.

Le opere sembrano parte della materia che rappresentano, ma sono tutte foto.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Martedì chiuso

 

Informazioni:
Tell. +39 081 669675
E-mail: pm-cam.pignatelli@beniculturali.it

Sito web: http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/il-museo-pignatelli

Nino Migliori. Forme del vero. Mostra a Bergamo fino al 30 settembre

Oltre 40 fotografie tra le più conosciute, tratte dalle serie: Gente, Muri e Manifesti strappati

 

Forme del vero di Nino Migliori

BERGAMO – Monastero di Astino
Valle d‘Astino – Bergamo

Fino al 30 settembre 2019

 

Forme del vero di Nino Migliori
Nino Migliori Série « Gente dell’Emilia », 1957, © Fondazione Nino Migliori, Bologna, Italie

 

Costruito dai monaci Vallombrosani nel 1107 il Monastero di Astino, si trova nell’omonima valle in comune di Bergamo.

L’edificio, dopo un lungo periodo di abbandono, riapre così in parte le sue porte al pubblico per merito di Fondazione MIA che nel 2007 ha acquistato il complesso conventuale.

In tal modo ha potuto così sottrarre il glorioso monastero dall’oblio in cui era decaduto e, con un cospicuo investimento economico, dare avvio alle prime operazioni di restauro.

Negli spazi già restaurati fino al 30 settembre sarà possibile visitare la mostra Forme del vero di Nino Migliori (Bologna 1926).

Artista considerato infatti tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia.

Inizia a fotografare nel 1948 oscillando tra immagini realistiche e una felice sperimentazione continua e mai interrotta sui materiali tra le più avanzate.

Sono in mostra oltre 40 fotografie tra le più conosciute, tratte dalle serie: Gente, Muri e Manifesti strappati, che hanno reso famoso in tutto il mondo l’autore emiliano.

Pioniere degli sconfinamenti tra fotografia e arte, Migliori ha elaborato immagini inedite attraverso la ricerca della dimensione del non visibile, partendo sempre dall’esplorazione delle superfici, quali catalizzatrici di profondità e di complessità.

Un alchimista dell’immagine che ha contribuito dunque con la sua opera a spingere sempre più là e più a fondo le possibilità espressive del linguaggio fotografico.

L’opera di Nino Migliori può essere letta come un unico grande poema.

Come evidenzia il curatore Corrado Benigni nel saggio introduttivo del catalogo edito in occasione della mostra” I suoi scatti non riproducono la realtà, bensì l’idea di realtà, servendosi semmai della fotografia come materiale espressivo, dalla straordinaria, inarrivabile referenzialità informativa e metaforica”.

 

Orari:
Da martedì a venerdì 18.00 – 22.00
Sabato e domenica 10.00 – 22.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 035.211355

E-mail: info@fondazionemia.it
Sito web: http://www.fondazionemia.it

Bulgari, la storia, il sogno. Mostra a Roma fino al 3 novembre

Esposizione di gioielli della collezione Heritage, creazioni prestate da collezioni private, documenti d’archivio, foto d’epoca e filmati

 

Bulgari la storia e il sogno

ROMA – Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia
Lungotevere Castello e Piazza Venezia – Roma

Fino al 3 novembre 2019

 

Bulgari la mostra e il sogno a Roma
foto Courtesy Bulgary

 

Il polo museale del Lazio ha offerto due sedi prestigiose come Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia per una mostra che vuol essere un omaggio all’arte e alla creatività italiana con l’esposizione dei più bei gioielli della collezione Bulgari Heritage.

Tra questi sono compresi quelli appartenuti a dive del calibro di Elisabeth Taylor, Gina Lollobrigida, Ingrid Bergman, Anna Magnani, Audrey Hepburn.

La mostra “Bulgari la storia e il sogno”, aperta a Roma fino al 3 novembre, traccia la storia di Bulgari.

Un vero esempio di successo di un’azienda del made in Italy nel passaggio da piccola realtà a conduzione familiare a marchio globale del lusso.

In mostra dunque i gioielli della collezione Heritage alcuni dei quali esposti per la prima volta.

Assieme ad essi creazioni prestate da importanti collezioni private, oltre a documenti d’archivio inediti, foto d’epoca e filmati che interessano oltre cent’anni di storia dell’azienda.

La mostra valorizza dunque gli aspetti chiave che rendono lo stile Bulgari ancora oggi riconoscibile, emblema di una scuola italiana di gioielleria dalle radici antiche e in costante evoluzione.

Il percorso svela quindi i gioielli più emblematici che racchiudono l’eccellenza nella manifattura, il gusto per il colore, i volumi sontuosi e le linee arrotondate tipiche di Bulgari.

E’ un riconoscimento del valore dell’arte orafa, come espressione artistica di alto artigianato ove creatività, design, lettura dell’evoluzione della società e del costume.

Ma anche la capacità imprenditoriale, di relazioni ed intuizione commerciale che hanno realizzato la fortuna di un’azienda, nata da un talentuoso argentiere, Sotirio Bulgari, giunto in Italia nel 1884 dalla Grecia in cerca di fortuna.

 

Orari:
Castel Sant’Angelo: da Lunedì a mercoledì 09.00 – 19.30
Da giovedì a domenica 09.00 – 24.00

Palazzo Venezia: da martedì a domenica 08.30 – 19.30
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 06 696271 / 06 489411
E-mail: pde@palaexpo.it
Sito web: https://www.palazzoesposizioni.it/