Garry Winogrand: Colore

Una mostra con 400 fotografie a colori che catturano il paesaggio sociale e fisico di New York e degli Stati Uniti

 

Garry Winogrand e le foto a colori

NEW YORK – Museo di Brooklyn
200 Eastern Parkway, Brooklyn
New York, 11238-6052 – USA

Fino al 8 dicembre 2019

 

Garry Winogrand: Colore
Garry Winogrand (American, 1928-1984), Untitled (New York), 1960. 35 mm color slide.
Collection of the Center for Creative Photography, The University of Arizona. © The Estate of Garry Winogrand, courtesy Fraenkel Gallery, San Francisco

 

Il Museo di Brooklyn, ospitato nell’edificio Beaux-Arts di oltre 50.000 metri quadrati, è uno dei musei d’arte più antichi e più grandi del paese.

A soli 30 minuti di metropolitana dal centro città di Manhattan, le collezioni permanenti del Museo spaziano dagli antichi capolavori egizi all’arte contemporanea.

Le attività del Museo sono tutte finalizzate a far sì che Museo sia un luogo in cui le persone possano avere occasione di incontrarsi e ricevere gli stimoli alla riflessione sulla società di oggi attraverso l’incontro con l’arte.

Fino all’8 dicembre il Museo ospita la mostra personale di Garry Winogrand (1928–1984), uno dei fotografi più influenti del ventesimo secolo, noto quasi esclusivamente per le sue immagini in bianco e nero che hanno aperto la strada a una “estetica istantanea” nell’arte contemporanea.

Garry Winogrand guardò con grande attenzione alla cosiddetta “fotografia sociale” di maestri come Walker Evans e Robert Frank per il suo progetto di cattura pragmatica della realtà statunitense e del modo in cui l’America reagì alla Grande depressione degli anni trenta.

Winogrand credeva che per descrivere uno stato d’animo, in fotografia, bisognasse cogliere l’attimo: amò di conseguenza anche lo stile di Henri Cartier-Bresson per la mancanza di progettazione del soggetto.

La mostra è un omaggio alle sue fotografie a colori quasi dimenticate, di cui l’artista ha prodotto oltre 45.000 scatti dai primi anni ’50 alla fine degli anni ’60.

Di queste viene presentata una selezione di 400 fotografie, alcune mai viste, che catturano il paesaggio sociale e fisico di New York e degli Stati Uniti.

 

Orari:
Mercoledì venerdì sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Giovedì dalle ore 11.00 alle ore 22.00
Lunedì e martedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +1 718638 5000
E-mail: information@brooklynmuseum.org

Sito web: https://www.brooklynmuseum.org/

Dagli impressionisti a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery

Dipinti che spaziano negli ultimi due secoli di storia dell’arte. Sessanta opere per indagare sulla magia dell’Impressionismo

 

Dagli impressionisti a Picasso

CONEGLIANO – Palazzo Sarcinelli
Via XX Settembre, 132 – Conegliano (TV)

11 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020

 

Dagli impressionisti a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery
Claude Monet, La primavera, 1875, olio su tela, 58 x 78,5 cm

 

La Johannesburg Art Gallery è una galleria d’arte a Joubert Park, nel quartiere centrale degli affari di Johannesburg, in Sudafrica.

È considerata così la più grande galleria del continente.

Ospita collezioni di dipinti olandesi del XVII secolo, arte britannica ed europea del XVIII e XIX secolo, opere sudafricane del XIX secolo.

Dispone poi di una grande collezione contemporanea di arte locale e internazionale del XX secolo, nonché di un gabinetto di stampa contenente opere del XV secolo secolo al presente.

L’attuale collezione comprende dunque opere di Auguste Rodin, Dante Gabriel Rossetti, Pablo Picasso, Camille Pissarro, Claude Monet, Edgar Degas, Henry Moore e artisti sudafricani anche contemporanei.

La parte centrale della Galleria fu nello specifico la collezione della moglie di un ricco imprenditore minerario, Lady Florence Philips.

Provengono dunque tutte dalla Johannesburg Art Gallery le sessanta opere in mostra a Conegliano.

Dipinti che spaziano quindi negli ultimi due secoli di storia dell’arte, da William Turner a William Kentridge.

Soffermandosi sui grandi Preraffaelliti, per poi indagare in modo veramente ampio il magico momento dell’Impressionismo, per documentare quindi il passaggio al nuovo secolo.

Questo attraverso figure come quelle di Matisse e Picasso e infine avvicinarsi all’arte contemporanea con artisti come Moore, Lichtenstein e Warhol.

Sessanta opere che, con la loro elevatissima qualità, confermano non solo la passione ma soprattutto la competenza di Lady Florence Phillips.

Per creare questa sua magnifica collezione, Lady Phillips, decise infine di privarsi anche del suo magico diamante azzurro, scambiato con uno dei quadri che si potranno ammirare al Sarcinelli.

 

Orari:
Da martedì a giovedì dalle 9.00 alle 18.00
Da venerdì a domenica dalle 10.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì

 

Informazioni:
Tel: +39 043 8193 2123

Ufficio Stampa
Ufficio Stampa del Comune di Conegliano, angela.buso@comune.conegliano.tv.it

In collaborazione con
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione4@studioesseci.net

Sito web: https://studioesseci.net/mostre/dagli-impressionisti-a-picasso-capolavori-della-johannesburg-art-gallery/

L’arte di governo e la battaglia di Anghiari

In mostra le due più significative opere policrome del XVI secolo che attestano la fortuna di Leonardo Da Vinci

 

L’arte di governo e la battaglia di Anghiari

ANGHIARI – Museo della battaglia e di Anghiari
Piazza Mameli, 1 – 2 – 52031 – Anghiari (Arezzo)

1 settembre 2019 – 12 gennaio 2020

 

L’arte di governo e la battaglia di Anghiari
Leonardo Da Vinci, Episodio dello Stendardo, Battaglia di Anghiari, Museo Horne di Firenze

 

Ad Anghiari, antico borgo in provincia di Arezzo, il 29 Giugno dell’anno 1440, fu combattuta una battaglia storica vinta dai Fiorentini sui Milanesi.

Ora una mostra al Museo della Battaglia e di Anghiari sull’opera perduta di Leonardo da Vinci dedicata alla Battaglia, fa vivere così uno degli eventi nazionali più rappresentativi delle celebrazioni per il cinquecentenario dalla morte.

Lo studio sul lavoro di Leonardo diventa perciò strumento per una riflessione sulle dinamiche politiche e militari di un periodo storico, il Quattrocento.

Un periodo determinante per la Toscana e i suoi rapporti con i territori dell’Italia centrale.

L’opera di Leonardo diventa quindi un’occasione per meglio definire i profili dei personaggi che hanno determinato il contesto storico della battaglia di Anghiari, i rapporti tra i diversi personaggi al potere, Cosimo il Vecchio, Papa Eugenio IV, Neri Capponi, Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza.

Si evidenzia quindi in pieno la “discordia”, vera e propria “pazzia bestialissima”, che pervade le principali città italiane in quel periodo, come la definì lo stesso Leonardo.

 

L’arte di governo e la battaglia di Anghiari

Saranno in mostra perciò le due più significative opere policrome del XVI secolo che attestano la fortuna del lavoro di Leonardo Da Vinci per la perduta Battaglia di Anghiari.

L’importante Episodio dello stendardo conservato al Museo Horne di Firenze, uno dei pochissimi soggetti ispirati al lavoro del Da Vinci che rappresenta il paesaggio e la celebre Tavola Doria, una testimonianza recentemente attribuita a Francesco Morandini detto “il Poppi”.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 13.00 / dalle ore 14.30 – 17.30
Chiuso il 25 dicembre

 

Informazioni:
Tel: +39 0575 787023
E-mail: battaglia@anghiari.it

Sito web: www.battaglia.anghiari.it

Trésors Photographiques du Maroc

Un’eccezionale selezione di stampe fotografiche del 1860 – le prime fotografie scattate in Marocco – fino al 1960

 

Trésors Photographiques du Maroc

MARRAKECH – Maison de la Photographie
46, Rue Souk Ahal Fassi, kaat Ben Nahid – Marrakech – Marocco

Fino al 30 dicembre 2019

 

TRÉSORS PHOTOGRAPHIQUES DU MAROC
TRÉSORS PHOTOGRAPHIQUES DU MAROC

 

La Maison de la Photographie di Marrakech è aperta dal 2009 con primo obiettivo quello di mostrare la straordinaria diversità del Marocco, vista da chi, anonimo o famoso, lo visita, dagli inizi della fotografia ad oggi.

Un invito a conoscere meglio il Marocco attraverso un archivio fotografico e di documentazione sul Marocco.

Costruire questo archivio è stata quindi la prima avventura della casa e ad oggi comprende circa 10.000 documenti.

Tra questi ci sono:
– Fotografie
– Lastre di vetro: nella collezione, una rara serie di 800 lastre di vetro sull’Alto Atlante
– Documentari: il documentario più famoso è “Paesaggi e volti dell’alto atlante” di Daniel Chicault, a colori, del 1957
– Cartoline: il set completo di cartoline su Marrakech e di molti temi: es. wadi, mehallas …
– Documenti: biblioteca, riviste …

La collezione riceve inoltre donazioni (Daniel Chicault, Ana Muller, Jean Pierre Evrad) ed è costantemente arricchita dagli acquisti.

La Maison de la Photographie è attiva in molte partnership in Marocco (Festival di Essaouira, scuole …), e in vari paesi nel mondo (Francia, Romania, Senegal …).

La Maison organizza inoltre mostre tematiche, sia nella propria sede situata nella medina di Marrakech, che altrove e presso scuole in collaborazioni con varie istituzioni culturali e, per celebrare il suo decimo anniversario, ha allestito la mostra “Trésors Photographiques du Maroc”.

L’esposizione comprendene un’eccezionale selezione di stampe fotografiche del 1860 – le prime fotografie scattate in Marocco – fino al 1960.

Stampe in carta del 1870, lastre di vetro e autocromi, fotografie in argento illustrano la storia di un Marocco visto con occhi diversi dai più vari visitatori che lo hanno percorso con la macchina fotografica sul petto.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00

 

Informazioni:
Tel: +212 5 24-38-57-21
E-mail: maisondelaphotographiemaroc@gmail.com

Sito web: http://www.maisondelaphotographie.ma/article.php?id=5&t=gallery

Don’t! Photography and the art of mistakes

Le mutevoli definizioni di fotografia “buona” e “cattiva”, in relazione al variare dei gusti e dell’uso della tecnologia

 

Don’t! Photography and the art of mistakes

S.FRANCISCO – SFMOMA Museo d’arte moderna
151 Third St. San Francisco California USA

Fino al 1 dicembre 2019

 

Don't Photography and the art of mistakes
Ralph Eugene Meatyard, Untitled (476 B-60), ca. 1958. San Francisco Museum of Modern Art, gift of Van Deren Coke; © The Estate of Ralph Eugene Meatyard

 

Il San Francisco Museum of Modern Art – SFMOMA è uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea degli Stati Uniti con grandi collezioni di pittura, scultura, fotografia, architettura, design e arti multimediali, ospitate in un moderno edificio progettato dagli architetti Snøhetta e Mario Botta.

Con la convinzione che l’arte sia elemento vitale per lo sviluppo della società in quanto l’arte e il processo creativo possano aprire le menti e aiutare a costruire un mondo migliore, SFMOMA cura e accresce così le sue collezioni e, al tempo stesso, si pone come centro culturale di stimolazione aperto alla ricerca, all’innovazione, ai nuovi linguaggi offerendo mostre temporanee di grande impatto comunicativo.

Don’t! Photography and the art of mistakes è una di queste.

La mostra infatti esplora come tecniche fotografiche come la doppia esposizione, il riflesso dell’obiettivo e altro, considerati errori da una generazione di fotografi, sono diventate interessanti intenzioni estetiche dalla successiva.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, il mondo della fotografia è stato sommerso da manuali di ogni tipo.

Poi si fecero sentire e vedere fotografi che sfidarono queste regole e restrizioni cercando nelle immagini vie nuove di comunicazione, linguaggi più incisivi.

La fotografia si è liberata quindi dalla condizione di pura funzione documentale per diventare autonoma espressione artistica.

Abbinando immagini moderniste di artisti tra cui Man Ray, Florence Henri e Lisette Model con documenti storici, questa mostra esamina perciò le mutevoli definizioni di fotografia “buona” e “cattiva”, in relazione al variare dei gusti e dell’uso della tecnologia.

 

 

Orari:
Lunedì, martedì e venerdì 10.00 – 18.00
Mercoledì 10.00 – 17.00
Giovedì 9.00 – 21.30
Sabato 9.00 – 21.30
Domenica 9.00 – 18.00

 

Informazioni:
https://www.sfmoma.org

Olivia Parker – Order of imagination

Olivia Parker – Order of imagination

SALEM – P.E.M Peabody Essex Museum
East India square,161 Essex street – Salem Massachusetts USA

Fino al 11 novembre 2019

 

 

Olivia Parker - Order of Imagination
©2019 Peabody Essex Museum, Photography by Kathy Tarantola

 

Il PEM – Peabody Essex Museum nasce nel 1992 dalla fusione del Peabody Museum of Salem con l’Essex Istitute che aveva ereditati i beni della East India Marine Society.

La società, fondata nel 1799 da parte di alcuni capitani di marina, con l’impegno di portare in patria curiosità naturali e artificiali dei loro viaggi.

La fusione fa del PEM il museo che ospita una delle maggiori collezioni di arte asiatica negli Stati Uniti.

Inoltre, con un patrimonio di quasi 1.300.000 pezzi e oltre 22 edifici storici in cui si distribuiscono le attività e i beni, il PEM è uno dei 20 musei d’arte più importanti negli Stati Uniti.

Intensa è anche l’attività delle mostre temporanee, tra queste, fino al 11 novembre la mostra personale di Olivia Parker (Boston 1941).

 

Olivia Parker, dalle nature morte alla perdita di memoria

Nota fotografa americana le cui opere dipendono fortemente dalla tradizione di nature morte dei pittori del 17° secolo.

Sono più di cento le mostre personali dedicate all’artista negli Stati Uniti e all’estero e sue opere sono presenti in diverse importanti collezioni pubbliche e private non solo negli Stati Uniti.

A lei sono state dedicate tre prestigiose monografie da Godine e New York Graphic Society.

Per oltre 40 anni, Olivia Parker ha così esplorato le relazioni tra visione, conoscenza e mondo naturale.

Dalle nature morte ingannevolmente semplici che trasformano il luogo comune al suo ultimo lavoro di esplorazione della perdita di memoria.

Questa è la prima mostra a presentare dunque una panoramica completa della vasta carriera di Parker.

Order of Imagination: The Photographs of Olivia Parker presenta perciò oltre 100 opere che riflettono l’ampia gamma creativa dell’artista e la sua incessante curiosità.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle ore 10.00 – alle ore 17.00
Chiuso il lunedì (eccetto festivi)

 

Informazioni:
Sito web: https://www.pem.org

THE DECORATED WORD: Writing and Picturing in Islamic calligraphy

Il rapporto particolare esistente tra scrittura e raffigurazione nella calligrafia islamica, raccontato con circa 50 esemplari

 

The decorated word

NEW YORK – Metropolitan Museum of Art – The Met Fifth Av
1000 Fifth Avenue – New York NY 10028

Fino al 3 novembre 2019

 

 THE DECORATED WORD: Writing and Picturing in Islamic calligraphy
Bifolium from the Andalusian Pink Qur’an,ca. 13th century

 

Chi l’avrebbe mai detto che Steve Jobs il fondatore di Apple allorchè lasciò il Red College e abbandonò gli studi universitari continuò a frequentare i corsi di calligrafia.

Ma come mai colui che fu protagonista della rivoluzione digitale degli ultimi 30 si è dedicato a studiare la bella scrittura, l’arte dell’usare la penna, di farla scivolare sulla carta o su qualsiasi supporto che poi mantenga il segno, un’arte che può sembrare obsoleta se non inutile a fronte delle moderne tecnologie?

In realtà come egli stesso ebbe modo di ricordare da quell’insegnamento egli ricavò una lezione fondamentale che poi fu strategica.

La bellezza è dunque nel dettaglio e che qualunque cosa nasca per scopi funzionali può avere il suo punto di forza nell’estetica e nella precisione; quando progetto i primi Mac, pretese la massima qualità tipografica.

La mostra “La parola decorata: scrivere e rappresentare nella calligrafia islamica” (The decorated word: writing and Picturing in Islamic calligraphy), pone l’attenzione sul rapporto particolare esistente tra scrittura e raffigurazione nella calligrafia islamica.

Viene così evidenziata la tensione interna che mette in relazione il disegno del testo con la decorazione, esaminando circa 50 esemplari di calligrafia islamica conservati al MET Fifth.

Il visitatore avrà così l’opportunità di capire che la calligrafia è un risultato chiave della civiltà islamica e probabilmente l’espressione più caratteristica dello spirito islamico.

Essa impreziosisce le superfici di oggetti grandi e piccoli – dall’architettura agli oggetti di uso quotidiano – in stili che vanno dall’elegante, raffinato ed eminentemente leggibile al decorativo, astratto e appena leggibile.

 

 

Orari:
Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 17.30
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 21.00

 

Informazioni:
Tel: 212-535-7710
Sito web: https://www.metmuseum.org/exhibitions/listings/2019/decorated-word-islamic-calligraphy

L’impossibile è Noto. L’arte del Novecento in mostra

I protagonisti dell’arte del Novecento in mostra con 100 capolavori

 

 

L’arte del Novecento a Noto

Convitto delle Arti Museum
Corso Vittorio Emanuele, 91 – Noto (Siracusa) – Sicilia

Fino al 10 novembre 2019

 

 

L'impossibile a Noto
L’Impossibile è Noto

 

100 capolavori dei protagonisti dell’arte del Novecento, come Boccioni, Balla, Severini, Dalì, Mirò, Picasso, Marinetti, Kandinskij, De Chirico, e tanti altri sono in mostra fino al 10 novembre presso le sale del Convitto delle Arti, Museo di Noto.

La mostra curata da Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta, è prodotta da Sicilia Musei e patrocinata dal Comune di Noto ed è inserita fra i grandi eventi della Regione Siciliana.

I curatori hanno elaborato un progetto che presenta i principali movimenti rivoluzionari del “Novecento”, alla ricerca dell’inaudito e dello sperimentare l’impossibile nell’arte: Futurismo, Cubismo, Metafisica, Dada, Surrealismo.

Sono questi dunque i principali movimenti artistici delle opere esposte provenienti da Fondazioni, Archivi e importanti collezioni private.

 

L’arte del Novecento a Noto: l’esposizione

Un percorso espositivo diviso in dieci tappe che si conclude poi con un tributo a Salvador Dalì, per la ricorrenza dei trent’anni dalla sua scomparsa, con una sala appositamente dedicata all’artista spagnolo, dove sono esposte opere particolari, bozzetti, oggetti e varie.

L’arte del Novecento, raccontata quindi con una mostra che presenta opere di grandissimi artisti come Picasso, Braque, Boccioni, Balla, Severini, De Chirico, Klee, Kandiskij, Masson, Max Ernst, Dalì, Mirò.

Una esposizione che non vuole solo ripercorrere il mezzo secolo più importante dell’arte dell’ultimo secolo mondiale, ma anche allenare l’occhio e la mente alla percezione di queste diverse correnti estetiche e di pensiero.

Correnti che, proprio quando sono poste l’una accanto all’altra, esprimono così meglio la loro essenza, nella loro opposizione e differenza, a volte nel loro conflitto.

 

 

Orari:

Aprile, maggio e giugno:

Dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 23.00

Luglio, agosto e settembre:

Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 24.00

Ottobre e novembre:

Dal lunedì alla domenica dalle10.00 alle 20.00

 

Informazioni:
Tel: +39 339 481 6218
E-mail: grassoalf@gmail.com

Sito web: www.siciliamusei.it

Martin Parr – Retrospettiva a Düsseldorf con oltre 400 opere

Oltre 400 opere per la più completa retrospettiva dedicata al fotografo britannico

Martin Parr a Düsseldorf

NRW – Forum
Ehrenhof 2 · D – 40479 Düsseldorf

Fino al 10 novembre 2019

 

Martin Parr a Düsseldorf con oltre 400 opere
Portrait Martin Parr © NRW-Forum Düsseldorf / Foto: Katja Illner

 

ll NRW Forum Düsseldorf è un centro internazionale e spazio espositivo per la fotografia, la cultura pop e digitale.

Sempre assicurandosi la massima qualità artistica e rilevanza culturale organizza mostre collettive e personali, festival, conferenze, workshop, e altre attività nelle quali affronta le questioni più attuali che interessano oggi la società a livello internazionale.

La Retrospettiva del fotografo inglese Martin Parr (1952) rientra perciò a pieno titolo in questa politica culturare di NSW-Forum.

Parr è considerato infatti uno dei più importanti rappresentanti della fotografia documentaristica contemporanea e un cronista dei nostri tempi, che scruta il mondo con un occhio preciso e amorevole ma deciso a ritrarre “l’allegra decomposizione del mondo” come lui stesso la definisce, fotografando da quarant’anni l’istinto bulimico all’acquisto, al consumo e alla globalizzazione selvaggia.

Entrato nel 1994 nella prestigiosa Agenzia Magnum, portò aria nuova mostrando che bisognava cercare dietro casa e non solo nei lontani scenari di guerra la scomparsa del buon senso, l’esaltazione dell’individualità spesso deviata.

Il motivo preferito di Martin Parr è l’essere umano nel suo ambiente.

Le sue fotografie sembrano spesso esagerate, strette, colorate, a volte grottesche. C’è spesso qualcosa di sconcertato e spietato nella sua visione delle persone.

Con oltre 400 opere, Martin Parr in mostra a Düssendorf con la retrospettiva più completa a lui dedicata, che ripercorre i suoi lavori epocali come The Last Resort, Think of England, Luxury, Life’s a Beach e Common Sense.

Un luogo ritorna spesso, la spiaggia, con una umanità mezza nuda, cosparsa di sabbia e di creme, in fila per una bibita o a mollo per la calura. Una visione insieme umoristica e triste dell’oggi.

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle 11.00 alle 20.00
Venerdì dalle 11.00 alle 24.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +49 (0) 211 – 89 266 90
E-mail: info@nrw-forum.de

https://www.nrw-forum.de/

TAKIS (Panayiotis Vassilakis) alla TATE Modern di Londra

In mostra 70 per conoscere il lavoro dell’artista tra ccon le foreste di sculture Signal e oggetti magnetici ispirati al radar

 

TAKIS (Panayiotis Vassilakis)

LONDRA – TATE Modern
Bankside London SE1 9TG

Fino al 27 ottobre 2019

 

Takis alla TATE Modern di Londra
Takis – Radar 1960 – Takis Foundation © Takis

 

Panayiotis Vassilakis più noto con il nome d’arte Takis è nato nel 1925 ad Atene.

Impara dagli artigiani greci il lavoro della pietra.

Dal 1946, ha iniziato la sua ricerca scultorea, con opere che ricordano l’antica arte di Giacometti con personaggi filiformi, per poi evolversi in forme sempre più raffinate.

Nel 1954, si trasferisce definitivamente a Parigi, dove è entrato nello studio di Brancusi per alcuni mesi. In oltre 70 anni di carriera, egli ha creato alcune delle opere più innovative del XX secolo.

Dal 3 luglio Il Tate Modern ospiterà quindi una grande esposizione, la più importante mostra del Regno Unito sul lavoro di Takis.

Le 70 opere esposte permetteranno così ai visitatori di conoscere il lavoro di questo artista che nel periodo più proficuo della sua carriera, ha realizzato sculture particolari, chiamate segnali, lunghe aste metalliche, con strutture in movimento fatte di oggetti trovati e fabbricati, dando loro un grande senso estetico.

Inoltre, essendo un appassionato del movimento e della musica, cerca di integrarlo nel suo lavoro.

Crea composizioni che chiama “Vibrative Painting”, “Telesculpture”, “Télélumière”, inserendo così luce, movimento e suono nelle sue composizioni.

Sono questi dei dispositivi musicali che utilizzano magneti, elettricità e anche la partecipazione degli spettatori per generare suoni risonanti e casuali.

Tali invenzioni conquistarono a Takis l’ammirazione dell’avanguardia internazionale, che andava dai poeti beat americani ad artisti come Marcel Duchamp.

Al Tate Modern i visitatori potranno conoscere l’opera di Takis incontrando foreste di sculture Signal e oggetti magnetici ispirati al radar.

I suoni fragorosi di Takis’s Musicales, la sua Silver Musical Sphere e il suo Gong completeranno il viaggio.

 

Orari:
Domenica a giovedì 10.00 – 18.00
Venerdì a Sabato 10.00 – 22.00

 

Informazioni:
Tel: +44 (0) 20 7887 8888
E-mail: information@tate.org.uk
Sito web: https://www.tate.org.uk/whats-on