PAUL KLEE: 1939

Una mostra che evidenzia le risposte dell’artista alle sue difficoltà personali e alle più ampie realtà sociali e politiche del tempo

 

PAUL KLEE: 1939

NEW YORK – David Zwirner 20th St gallery
537 West 20th Street, New York

Fino al 26 ottobre 2019

 

Paul Klee: 1939. New York, David Zwirner Gallery
Paul Klee
Ungeheuer in Bereitschaft (Monsters in readiness), 1939
Pen and watercolor on paper on cardboard
Sheet: 8 1/4 x 11 5/8 inches (20.8 x 29.4 cm)
Cardboard: 13 3/4 x 19 5/8 inches (35 x 50 cm)
Framed: 15 7/8 x 21 3/4 inches (40.3 x 55.2 cm)

 

 

La galleria David Zwirner ha recentemente annunciato la sua collaborazione esclusiva con la famiglia Klee e quale prima azione di tale collaborazione presenta nella sua prestigiosa sede newyorkese la mostra Paul Klee: 1939.

Una esposizione che si concentra sull’arte di Klee del 1939, l’anno prima che morisse e che ha segnato uno dei periodi più prolifici dell’artista.

Paul Klee (1879 – 1940) dal 1921 fu, assieme a Kandinsky tra i primi collaboratori di Walter Gropius, fondatore e primo direttore della storica scuola d’avanguardia Bauhaus, dove Klee insegna e lavora dal 1921 al 1925 a Weimar e dal 1926 al 1931 a Dessau.

Verso la fine del 1933, con la soppressione delle pratiche artistiche d’avanguardia da parte del partito nazista, Klee tornò a Berna.

Dal 1935 lottò con malattie che a volte influivano sulla sua capacità di lavoro.

Eppure, nel 1939, sullo sfondo di immensi tumulti sociopolitici e dello scoppio della guerra, Klee lavorò con vigore e inventiva anche maggiore dei periodi più produttivi della sua giovinezza.

La mostra evidenzia le risposte dell’artista alle sue difficoltà personali e alle più ampie realtà sociali e politiche del tempo.

Come un diario, le opere sono spesso riflessioni meditative sui dolori e sui piaceri della vita.

In alcune di esse, masse annodate di linee grafiche sembrano articolare la tensione e le difficoltà che Klee ha sperimentato nella vita; in altre, figure o forme simili a nuvole proiettano un senso di calma e facilità onirica.

La padronanza della linea dell’artista è accompagnata dal suo delicato trattamento del colore.

 

 

Orari:
Da lunedì a venerdì dalla ore 10.00 alle ore 18.00

 

Informazioni:
Sito web: https://www.davidzwirner.com/exhibitions/1939

Richard Long in mostra a Shanghai

Opere in pietra, fotografia e testo, che vanno dal 1987 al 2018 e che presentano il lavoro dell’artista in rapporto all’ambiente e al paesaggio

 

Richard Long a Shanghai

Galleria Lisson
2/F, 27 Huqiu Road, Huangpu District
200002
Shanghai, China

Dal 20 settembre al 26 ottobre 2019

 

Richard Long in mostra a Shanghai
River Yangtze Stone Line – Sechuan, China 2010

 

La Lisson Gallery presenta la prima mostra nella sua sede di Shanghai dell’artista di fama internazionale, Richard Long (Bristol, 2 giugno 1945) fotografo, scultore e performer britannico, esponente di primo piano della Land Art nell’ambito dell’arte concettuale.

Con opere in pietra, fotografia e testo, che vanno dal 1987 al 2018, la mostra presenta il lavoro dell’artista in rapporto all’ambiente e al paesaggio.

In particolare i lavori di testo e quattro fotografie illustrano i suoi lunghi viaggi in tutto il mondo, dall’Inghilterra rurale ai siti selvaggi del Sudafrica e del Messico.

Il disegno di fango, invece, è realizzato utilizzando il fango del fiume inglese che scorre vicino alla sua città natale.

Con un processo attivo e fisicamente impegnativo, Long applica il fango direttamente sul materiale in un atto di performance, creando gesti affascinanti e vorticosi circondati da gocciolamenti di fango schizzato.

In mostra anche gli esiti dei precedenti viaggi dell’artista nella Cina continentale nelle province di Yunnan e Sichuan, inclusa la documentazione della sua River Yangtze Stone Line, Cina (2010) prodotta contemporaneamente alla performance effimera, Mille pietre gettate nel fiume Yangtze.

I fiumi occupano un posto speciale nell’iconografia di Long come artista.

Dalla passeggiata che ha fatto lungo le sezioni del Rio Grande in Messico o del fiume Murrumbidgee in Australia, fino al fiume Avon, la sua via navigabile locale.

Con il fango che raccoglie nel suo “andare per fiumi” crea gocciolamenti e gesti su pareti, pannelli o carta.

Queste opere rappresentano il punto cruciale della produzione artistica di Long: una meditazione sul potere e la resistenza del corpo umano e la bellezza romantica del paesaggio naturale.

 

Orari:
Da martedì a sabato ore 11.00 -18.00
Domenica e lunedì chiuso

 

Informazioni:

Tel: +44 207 724 2739
Sito web: www.lissongallery.com

LUCIEN HERVÉ: GEOMETRY OF LIGHT

A Lubiana una retrospettiva su un fotografo capace di combinare una visione umanistica con l’occhio di un architetto

 

LUCIEN HERVÉ: GEOMETRY OF LIGHT

LUBIANA – Jacopic Gallery
Slovenska cesta 9, Lubiana 1000, Slovenia

Fino al 29 settembre

 

LUCIEN HERVÉ: GEOMETRY OF LIGHT
Delhi, India, 1955, Jeu de Paume, Paris © Lucien Hervé (1/1)

 

Jacopic Gallery di Lubiana
Non lontana dalla Biblioteca Nazionale la Jacopic Gallery di Lubiana è un punto di riferimento per tutti gli appassionati di fotografia.
Ospita fino al 29 settembre una retrospettiva di Lucien Hervé.

 

LUCIEN HERVÉ: GEOMETRY OF LIGHT – La mostra
Si tratta della mostra di uno dei grandi fotografi del XX secolo.

Originariamente era stata presentata al Jeu de Paume, la principale galleria fotografica di Parigi.

Nello spirito della riflessione di Lucien Hervé “nella migliore delle ipotesi, si può sperare di generare un’idea vaga del tutto definendo un dettaglio intimo”.

La mostra mira a contribuire all’apprezzamento della ricca eredità lasciata dagli autori che lavorano con questo mezzo sia a livello locale che internazionale.

 

Lucien Hervé
Lucien Hervé (László Elkán- Ungheria 1910- Parigi 2007) fu un artista franco-ungherese famoso per la fotografia di architettura. A cominciare dalla sua lunga collaborazione con uno dei maestri dell’architettura del Novecento Le Corbusier.

 

Hervé e gli architetti internazionali
Hervé ha fotografato anche per molti architetti internazionali, da Alvar Aalto a Kenzo Tange, da Richard Neutra a Oscar Nyemeyer, da Walter Gropius a Marcel Breuer, per citare solo i più famosi.

Il numero di prestigiose pubblicazioni di architettura che contengono fotografie di Hervé è innumerevole.

Egli fu un fotografo capace di combinare una visione umanistica con l’occhio di un architetto mediante scorci profondi o obliqui e composizioni ridotte che tendono all’astrazione.

 

L’importanza di Le Corbusier
Questa mostra introduce il visitatore ai temi chiave di quest’opera immensamente ricca.

I suoi primi anni e l’emergere del suo linguaggio fotografico, i suoi incontri cruciali, l’importanza di Le Corbusier e dell’architettura, l’appartamento del fotografo, l’interesse per i contrasti architettonici che egli sviluppato durante i suoi viaggi e, infine, l’astrazione e la dimensione del soggetto umano.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: www.mgml.sl

PAOLO ICARO Antologia / Anthology 1964 – 2019

I 55 anni di carriera dell’artista, raccontati con circa 50 opere

 

Paolo Icaro – Antologia

TORINO – Galleria Civica d’Arte Moderna e contemporanea (GAM)
Via Magenta, 31 – 10128 Torino TO

Dal 20 settembre al 1 dicembre 2019

 

PAOLO ICARO Antologia / Anthology 1964 - 2019
PAOLO ICARO Antologia / Anthology 1964 – 2019 – GAM Torino

 

 

A distanza di oltre 50 anni dall’acquisto dell’opera Bicilindrica nel 1967, la GAM di Torino rende omaggio a Paolo Icaro con una mostra dal 20 settembre al 1 dicembre.

PAOLO ICARO – Antologia / Anthology 1964 – 2019, è una esposizione antologica che racconta 55 anni del suo lavoro, dal 1964 al 2019, con una cinquantina di opere, alcune realizzate espressamente per l’esposizione.

Definito un Poverista espressivo Paolo Icaro (nato a Torino nel 1936, attualmente vive e lavora a Tavullia in provincia di Pesaro) è tra gli artisti presenti nella mostra “Arte povera. Im-spazio” curata da Germano Celant nel 1967 che ha teorizzato da allora il movimento artistico italiano.

La sua storia artistica inizia nel 1958 quando, abbandonati gli studi universitari, comincia a praticare la scultura nello studio di Umberto Mastroianni.

A Roma nel 1962 ha la sua prima mostra personale alla Galleria Schneider.

Nel 1964 ottiene il premio del Ministero per il Commercio con l’Estero alla III Biennale d’Arte della Ceramica di Gubbio, e nel 1965 è invitato alla IX Quadriennale di Roma.

Nel 1966 si trasferisce a New York, dove risiede sino al 1968.

Da allora la sua parabola artistica è continuamente in salita con esposizioni e presenze nelle principali gallerie e istituzioni museali a livello internazionale.

L’esposizione di Torino propone lettura dell’opera di Icaro che evidenzia l’evoluzione del suo pensiero poetico e la sua costante riflessione sul rapporto dell’opera tridimensionale con lo spazio e il tempo, dove il mondo sensibile è illuminato dalla forza vitale del tutto, dove nulla è visto nella luce asettica e atemporale del pensiero, ma tutto nasce nel fluire del tempo.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Chiuso il lunedì

 

Informazioni:
Tel: +39 011 442 9518
Sito web: https://www.gamtorino.it

Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo (1890 – 1910)

La mostra presenta due decenni di lavoro tra il 1890 e il 1910, con 16 disegni e 35 dipinti

 

Carlo Fornara a Domodossola

DOMODOSSOLA – Casa de Rodis
Piazza Mercato

 

Fino al 20 ottobre 2019

 

Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo (1890 – 1910)
Carlo Fornara: Festa della Primavera

 

La mostra prosegue così le celebrazioni per il cinquantenario della morte di Carlo Fornara (1871-1968) offrendo un’occasione di rilettura di un particolare periodo storico/artistico a cavallo dei secoli XIX e XX.

L’esposizione permette in particolare di ripensare Fornara nella sua avventura all’interno del movimento Divisionista e nell’evoluzione di un percorso artistico originale nella sua coerenza di pittore controcorrente del Novecento.

La mostra presenta due decenni di lavoro tra il 1890 e il 1910, periodo cruciale della parabola artistica di Carlo Fornara per produzione e riconoscimenti nazionali e internazionali.

Percorso che si è sviluppato inoltre in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia.

Carlo Fornara a Domodossola, Casa De Rodis, con una esposizione di 16 disegni e 35 dipinti che permettono di conoscere le modalità esecutive innovative derivate dall’influenza di Segantini.

Artista che, tra l’altro, lo introdusse nel gruppo dei divisionisti e lo mise in contatto con l’influente mediatore d’arte milanese Vittore Grubicy de Dragon.

Il mediatore che lo inserì poi in una serie di mostre e manifestazioni anche internazionali, ormai presentato come esponente del divisionismo “ideale” insieme a Previati.

Il legame con la Galleria Grubicy garantisce quindi a Fornara la tranquillità economica e la possibilità di risiedere nell’amata Valle Vigezzo, che rappresenta con grande intensità e passione.

La stima di Segantini per Fornara è testimoniata anche dal fatto che l’artista trentino volle coinvolgerlo nella realizzazione di una grande opera per l’Esposizione universale di Parigi del 1900 (che purtroppo non fu mai eseguita).

Per tutta la durata della mostra sono previste diverse attività collaterali.

Tra queste eventi di rilettura delle visioni del paesaggio di montagna di Carlo Fornara con il coinvolgimento di giovani artisti contemporanei.

 

 

Orari:
Sabato e domenica ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
Luglio e agosto anche da martedì a venerdì 15.00- 19.00

 

Informazioni:
Tel: +39 3477140135
E-mail: info@collezioneposcio.it
Sito web: http://www.collezioneposcio.it

13.700.000 km3. SAMOS – Art Space Pythagorion

Opere che trattano questioni come migrazioni, ambiente, trasformazione sociale, crisi economica e tensioni geo-politiche

 

13.700.000 km3

SAMOS – Art Space Pythagorion
83103 Pythagóreio – Samos, Grecia

Fino al 30 settembre 2019

 

13.700.000 km3 - il volume del Mediterraneo in chilometri
13.700.000 km3

 

 

L’ Art Space Pythagorion è un ex hotel degli anni Settanta ampiamente rinnovato e trasformato in un moderno spazio espositivo dotato anche di alloggi per gli artisti.

Inaugurato nel 2012, è spesso a disposizione per eventi a livello locale, ed è gestito dalla Schwarz Foundation.

Una fondazione privata senza scopo di lucro, istituita ufficialmente in Germania nel 2012, la cui missione è quella di promuovere lo scambio tra diverse culture.

Con la sua posizione unica direttamente sul porto di Pythagorion, offre uno scenario magnifico.

Ma questo “cubo bianco” deve anche essere inteso come un luogo simbolico: la vista dall’edificio si affaccia sulla vicina terraferma turca, rivelando così il confine tra Oriente e Occidente.

Nell’Art Space Pythagorion, durante i mesi estivi, vengono presentate annualmente mostre di artisti contemporanei aperti alla riflessione e all’analisi sui temi caldi dell’attualità e della globalizzazione.

La mostra è sempre collegata al progetto di residenza per curatori sostenuto dalla Fondazione Schwarz.

Il titolo della mostra “13.700.000 km3”, fa riferimento al volume del mare Mediterraneo in chilometri cubi, tema attorno al quale gravita la mostra.

Il progetto, partendo da un’isola che guarda a oriente e punta l’attenzione sul tema delle politiche marittime considerate dal livello locale e regionale a quello internazionale.

Si sottolinea così il difficile equilibrio tra interessi umani, l’economia turistica e l’ecosistema ove il Mediterraneo, per una complessità di valori storici e geografici, può essere considerato epicentro.

Gli artisti invitati dalla curatrice della mostra Katerina Gregos, esplorano pertanto questioni come migrazioni, ambiente, trasformazione sociale, crisi economica e tensioni geo-politiche.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 19.00 alle ore 22.00

 

Informazioni:
Sito web: http://www.schwarzfoundation.com/en/art-space-pythagorion

LIAM GILLICK – In piedi in cima a un edificio: film 2008-2019

Sette film di natura politica, economica e sociale, con immagini, suoni e comunicazione scritta che diventano un’unica opera d’arte

 

Liam Gillick a Napoli

Fondazione Donnaregina / MADRE
Via Settembrini, 79 – 80139 Napoli

 

Fino al 14 ottobre 2019

 

Liam Gillick - In piedi in cima a un edificio: film 2008-2019
Liam Gillick

 

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee presenta la prima mostra retrospettiva dedicata esclusivamente alla produzione video di Liam Gillick, uno dei più importanti artisti concettuali contemporanei a livello internazionale.

Artista che, insieme a Damien Hirst, Sarah Lucas, Angela Bulloch e Henry Bond, fu “il primo degli YBA”, i giovani artisti britannici che hanno segnato l’arte negli anni ’90.

La mostra di Liam Gillick a Napoli approfondisce la produzione video-filmica di Gillick in un allestimento site-specific concepito dall’artista appositamente per la mostra al museo Madre.

Sono così presenti sette film di natura politica, economica e sociale immersi in un suggestivo allestimento.

Una presentazione in cui immagini, suoni e comunicazione scritta sconfinano tra loro sino a diventare un’unica opera d’arte.

Sin dai primi anni Novanta, l’artista britannico ha prodotto un ricco corpus di opere attraverso gli strumenti più diversi, utilizzando l’installazione, il video, la scultura, il testo e l’animazione digitale.

Tutto ciò accompagnato poi con un’intensa produzione teorica e critica.

Al centro del suo lavoro si evidenziano temi di estrema attualità e tra loro profondamente correlati.

La relazione con lo spazio, inteso anche come spazio politico, sociale ed economico – la centralità del ruolo dello spettatore come agente attivo e produttore di significato.

Questo progetto può essere visto come la sintesi di un viaggio in cui lo stesso artista accoglie il pubblico con dieci anni di sperimentazione e ricerca.

Un lungo cammino che parte da uno sguardo critico sul mondo che lo riporta al pubblico attraverso il suo cinema.

 

Orari:
Lunedì e da Mercoledì a Sabato 10.00 – 19.30
Domenica 10.00 – 20.00
Chiuso il Martedì

 

Informazioni:
Tel: +39 344 130 130 6
Sito web: http://www.madrenapoli.it/

HENRI MATISSE. Il sipario della vita

Una esposizione di 90 opere tra dipinti, disegni e grafica, che mostrano il lato artistico meno noto dell’artista

 

Il sipario della vita

Sorrento – Villa Fiorentino
Corso Italia, 53

Fino al 20 ottobre 2019

 

Il sipario della vita. Henri Matisse a Sorrento
Il sipario della vita. Henri Matisse

 

Villa Fiorentino, la prestigiosa sede della Fondazione Sorrento nel centro della città, presenta fino al 20 ottobre la mostra “Il Sipario della Vita” dedicata alle opere e al genio di Henri.

Un evento importante anche perché si inserisce nell’ambito delle celebrazioni internazionali dei 150 anni dalla nascita del grande maestro dell’arte del ‘900, nato a Cateau Cambresis il 31 dicembre 1869.

Egli fu pittore, incisore, illustratore e scultore francese.

Esponente di maggior spicco della corrente artistica dei Fauves, Matisse usava partire dalla raffigurazione della realtà, trasformandola poi in forme semplificate e appiattite accostando colori primari e secondari puri, accesi e luminosi.

Con 90 opere esposte, tra dipinti, disegni e grafica, la mostra presenta un lato forse meno noto del lavoro artistico di Matisse.

Egli infatti, oltre ad essere un grande pittore, si dedicò molto anche al teatro ed alla realizzazione di costumi di scena, scenografie e odalische.

La mostra aiuta a conoscere l’impronta che l’artista francese diede al teatro ed in generale al suo lato scenografico e di creazioni ad “effetto”; in particolare indaga anche il rapporto tra l’artista e le sue modelle e il particolare interesse per gli abiti la moda.

Vengono presentati inoltre dei soggetti particolari, le odalische, per Matisse la sintesi ideale tra la rappresentazione della donna e l’ornamento vegetale o geometrico.

Un particolare itinerario espositivo che fa conoscere anche i papiers découpés, un tipo di collage inventato da Matisse, la cui tecnica consiste nel ritagliare il colore per poi applicare le forme ottenute su tela.

Infine è allestita a Sorrento anche una sala con una ricostruzione in 3D della Cappella di Vence, uno degli ultimi capolavori del grande artista, realizzato prima della sua morte.

 

Orari:
Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 21.00

 

Informazioni:
Sito web: http://www.fondazionesorrento.com/it/il-sipario-della-vita-henri-matisse.php

LUCHITA HURTADO. I live I die I will be reborn

“Vivo, muoio, rinascerò”. Dalle nature morte dei primi passi giovanili, ad una pittura di ispirazione surrealista già matura

 

Luchita Hurtado a Londra

LONDRA – Serpentine Galleries
Kensington Gardens – Londra

Fino al 20 ottobre 2019

 

Luchita Hurtado alla Serpentine Galleries
Luchita Hurtado – I Live I Die I Will Reborn
(Installation view, 23 May – 20 October 2019, Serpentine Galleries)
Photo: Hugo Glendinning
© 2019 Luchita Hurtado

 

The Serpentine presenta la prima mostra personale britannica di opere di Luchita Hurtado dal titolo “Vivo, muoio, rinascerò”.

Nata a Maiquetía, in Venezuela nel 1920, Luchita Hurtado si trasferì ancora bambina negli Stati Uniti nel 1928 dove risiede a Santa Monica in California.

Durante la sua carriera, Luchita Hurtado ha creato un vasto corpus di dipinti, disegni e stampe che testimoniano un impegno intenso e attento al mondo intorno a lei.

Hurtado ha partecipato in posizione particolare, spesso definita eccentrica, a diverse evoluzioni dell’arte del Novecento, esprimendo nelle sue opere culture differenti.

La mostra di Londra ripercorre la traiettoria della vasta carriera di 80 anni di Hurtado e rivela la portata, la sperimentazione e la giocosità della sua opera.

Si parte dalle nature morte dei primi passi giovanili, per passare ad una pittura di ispirazione surrealista già matura.

Negli anni Sessanta si esprime con una maggiore vivacità cromatica in quadri di ispirazione POP con squarci di corpi umani che interagiscono con oggetti quotidiani, evidenziati nei loro aspetti geometrici.

Le opere più recenti in mostra, completate negli ultimi dodici mesi ed esposte per la prima volta, rivelano la continua attenzione dell’artista quasi centenaria per i temi più scottanti dell’attualità contemporanea.

Tutto ciò con attenzione particolare però per le questioni ambientali e politiche con un linguaggio visivo intimo e mistico che cattura in modo univoco la nostra responsabilità verso il mondo naturale.

Se da un lato nella sua opera è possibile vedere un impegno a attivismo ecologico e femminista continuo ed inflessibile, dall’altro esiste in Hurtado anche una dimensione femminile individuale quando si dedica anche a progettare e realizzare i propri abiti.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00

 

Informazioni:
Sito web: https://www.serpentinegalleries.org/

Nel Novecento. Da Modigliani a Schiele da De Chirico a Licini

42 disegni di artisti italiani e stranieri del XX secolo, prestati dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

 

Nel Novecento. Da Modigliani a Schiele da De Chirico a Licini

FIRENZE – Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella, 10

 

Fino al 17 ottobre 2019

 

 

 Nel Novecento. Da Modigliani a Schiele da De Chirico a Licini
Nel Novecento. Da Modigliani a Schiele da De Chirico a Licini, Museo Novecento, Firenze

 

Appuntamento con una nuova mostra dedicata al disegno nelle sale al primo piano del Museo Novecento di Firenze.

L’esposizione è resa possibile anche a seguito di un prestito di 42 disegni di artisti italiani e stranieri del XX secolo, tutti di proprietà della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

La selezione fiorentina ha inteso mettere in dialogo i due musei, a partire dalla presenza nel Museo di Firenze della collezione dell’ingegnere Alberto Della Ragione e rintracciando nelle raccolte grafiche della Galleria Nazionale i disegni degli stessi artisti collezionati dall’ingegnere, come Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Renato Guttuso, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Giorgio Morandi, Enrico Prampolini e Mario Sironi.

La mostra è anche l’occasione per ricordare che Alberto Della Ragione ha donato opere non solo a Firenze ma anche alla Galleria Nazionale di Roma, o per ricordare che alcune delle opere presenti nelle due raccolte, di Firenze e di Roma, anche se non rientranti in donazioni dell’ingegnere, sono tuttavia transitate all’interno della sua collezione e poi rivendute.

É il caso dei quattro disegni di Telemaco Signorini che ricorda la passione per i pittori macchiaioli, dei tre preziosi disegni di Amedeo Modigliani o infine di un bel disegno di Oskar Kokoschka, che ricorda l’interesse per questo artista l’Espressionismo tedesco con un nucleo di disegni di artisti espressionisti, come Egon Schiele, Otto Dix, George Grosz e Ludwig Kirchner.

 

 

Orari:
Fino al 30 settembre
Lun – Mar – Mer – Sab – Dom | 11.00 – 20.00
Giovedì| 11.00 – 14.00
Venerdì | 11.00 – 23.00

Dal 1 ottobre
Lun – Mar – Mer – Ven – Sab – Dom | 11.00 – 19.00
Giovedì | 11.00 – 14.00

 

Informazioni:
Sito web: http://www.museonovecento.it/info/