Hans Hartung. La fabbrica del gesto – PARIGI – Musée d’Art Moderne (MAM)

Dopo 50 anni ritorna a Parigi una grande retrospettiva del precursore dell’Astrattismo lirico, Hans Hartung

 

Hans Hartung. La fabbrica del gesto

PARIGI – Musée d’Art Moderne (MAM)
11 avenue du Président Wilson
75116 Parigi

 

 

Fino al 1 marzo 2020

 

Hans Hartung. La fabbrica del gesto - Parigi MAM
A sinistra, «Autoritratto», 1966, di Hans Hartung. © ADAGP, Paris, 2019. Foto Fondation Hartung-Bergman. A destra, «Senza titolo» (1955) di Hans Hartung. © ADAGP, Paris, 2019 Photo Fondation Hartung-Bergman

 

Il Musée d’art moderne (MAM) di Parigi è uno dei 14 musei comunali di Paris Musées, rete museale della capitale francese.
Il Museo possiede quasi 15.000 opere, che testimoniano il dinamismo della scena artistica contemporanea.

Fino al 1 marzo 2020 il MAM ospita una grande retrospettiva di Hans Hartung.

Hans Hartung (Lipsia 1904 – Antibes 1989) è stato tra i principali esponenti del movimento informale europeo e precursore dell’astrattismo lirico.

Egli infatti venne in contatto con l’astrattismo geometrico di Kandinsky ove la forma ha ancora la sua centralità.

La sua ricerca lo porta però alla negazione assoluta della forma e al conferimento di un ruolo primario al gesto espressivo che domina il processo creativo, aprendo così la strada all’Astrattismo lirico.

I riconoscimenti al valore della sua ricerca artistica arrivano nel secondo dopoguerra:
– tra il 1955 e il 1964 partecipa più volte a Documenta, Kassel
– nel 1956 riceve il Guggenheim International Prize
– nel 1960 il Gran Premio per la pittura della Biennale di Venezia

L’ultima grande mostra parigina a lui dedicata risale al 1969 ed era stata organizzata al Centre Pompidou.

Ora la mostra del MAM, presenta oltre 300 opere divise in quattro sequenze cronologiche. Sono esposte tele, fotografie, le opere grafiche, le ceramiche e alcune pietre dipinte.

La mostra insiste sul carattere innovativo dell’opera di Hartung evidenziando in particolare:
– le sperimentazioni sul colore,
– la diversità dei supporti, delle tecniche e degli strumenti che ha via via utilizzato.

La rassegna vuol essere anche un omaggio del MAM da Hartung dopo l’acquisizione nel 2017 da parte del museo di Parigi di quattro sue tele di grande formato.

 

Orari:
Da martedì alla domenica ore 10.00 – 18.00 (giovedì chiude ore 22.00)
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: http://www.mam.paris.fr/

REBECCA MOCCIA. Da qui tutto bene – Firenze Museo Novecento

Rebecca Moccia al Museo Novecento di Firenze fa riflettere sulla delicata sospensione della nostra transitorietà

 

Rebecca Moccia. Da qui tutto bene

FIRENZE – Museo Novecento
Complesso dello Spedale delle Leopoldine – Piazza santa Maria Novella, 10

 

Fino al 16 gennaio 2020

 

Rebecca Moccia. Da qui tutto bene
Rebecca Moccia. Da qui tutto bene – Foto Museo Novecento (@MuseoNovecento)

 

 

Inaugurato il 24 giugno 2014, il Museo Novecento è dedicato all’arte del XX secolo.

Il Museo propone una selezione di opere delle collezioni civiche, che illustrano con ampio respiro l’arte italiana della prima metà del Novecento e possiede alcune importanti collezioni d’artista.

La collezione Alberto Della Ragione fu donata alla città di Firenze all’indomani dell’alluvione del 1966.

Il lascito Ottone Rosai donato al Comune di Firenze nel 1963 per volere della vedova Francesca Fei e del fratello Oreste.

Queste collezioni sono poi impreziosite con opere di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Giorgio Morandi, Mario Mafai, Renato Guttuso, Felice Casorati e altri.

Il Museo possiede inoltre adeguati spazi per esposizioni temporanee e programmazioni culturali con progetti educativi, laboratori e visite guidate per famiglie, bambini, adolescenti e pubblici speciali.

Fino al 16 gennaio il loggiato del primo piano del museo ospita una istallazione site specific di Rebecca Moccia (Napoli 1992) artista che attualmente vive e lavora a Milano.

La giovane artista napoletana ha studiato in particolare le avanguardie brasiliane con un periodo di permanenza presso il MAC USP, Museo di Arte contemporanea dell’università di San Paolo (Brasile).

Con la sua istallazione Moccia riflette sulla storia dell’edificio che ospita il Museo stesso.

Si tratta del complesso delle Ex Leopoldine che, dopo aver ospitato per secoli malati e mendicanti, è stato convertito in luogo di accoglienza e istruzione per giovani fanciulle povere.

Il lavoro di Rebecca Moccia chiama in questione la nostra appartenenza a questo spazio e a questo tempo evidenziando la delicata sospensione della nostra transitorietà.

 

Orari:
Invernale (1 ottobre – 31 marzo)
Tutti i giorni dalla ore 11.00 alle ore 19.00 (giovedì chiude ore 14.00)

Informazioni:
Tel: +39 055 286132
E-mail: info@muse.comune.fi.it
Sito web: https://www.museonovecento.it

ALTAN. Pimpa, Cipputi e altri pensatori – Roma spazio extra MAXXI

La prima mostra completa di un autore capace di muoversi agilmente tra disegni dedicati all’infanzia, satira e fumetto d’avventura

 

Altan al MAXXI di Roma

ROMA – Spazio extra MAXXI
Via Guido Reni 4/a

 

Fino al 12 gennaio 2020

 

Altan. Pimpa, Cipputi e altri pensatori | Photo © Musacchio, Ianniello & Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

 

 

Duecento vignette che raccontano la storia d’Italia, dagli anni Settanta ai giorni nostri. Ma anche tavole originali, poster, illustrazioni, quadri e filmati.

Tutto questo è la mostra ‘ALTAN. Pimpa, Cipputi e altri pensatori‘ aperta al Maxxi di Roma fino al 12 gennaio 2020.

Francesco Tullio Altan, nato a Treviso nel 1942, ha studiato Architettura a Venezia.

Vive e lavora ad Aquileia, vicino alla laguna, al mare, ai pini e alla quiete della campagna friulana.

Quella di Roma è la prima mostra completa di un autore capace di muoversi agilmente tra disegni dedicati all’infanzia e fumetto d’avventura, tra romanzi illustrati e filmati di animazione, tra vignette e sceneggiature.

Una ricognizione completa per raccontare, in un percorso articolato, tutto il suo lavoro.

Altan è uno dei più grandi autori di fumetti in Italia. E’ anche disegnatore, sceneggiatore e autore satirico.

Sulle pagine di Linus prende vita il personaggio di Trino, un dio impreparato che si affanna nella creazione del mondo.

Nel 1975, crea la cagnolina Pimpa, uno dei suoi personaggi più riusciti e famosi, che sarà pubblicato inizialmente sul Corriere dei Piccoli.

Altan ha creato anche storie a fumetti per un pubblico adulto come le storie dell’operaio metalmeccanico comunista Cipputi e celebri parodie di personaggi famosi, tra cui Cristoforo Colombo, Casanova e Franz (parodia della vita di San Francesco d’Assisi).

Quello di Altan è un mondo in cui il dubbio si rivela come l’unica grande certezza possibile, in cui i grandi miti della storia vengono ribaltati e l’umanità cerca di galleggiare nel disordinato mare della vita.

Ci salva una cagnolina che, forte della propria voglia di conoscenza, sorride di fronte alle meraviglie dell’universo.

 

Orari

Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Sabato dalle ore 11.00 alle ore 22.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni

Tel: +39 06 3201954
E-mail: infopoint@fondazionemaxxi.it
Sito web: http://www.maxxi.art/

CHRISTIAN BOLTANSKI – Faire son temps

Una grande retrospettiva sulla carriera di Christian Boltanski: uno spaccato della sua influenza nell’arte contemporanea

 

CHRISTIAN BOLTANSKI – Faire son temps

PARIGI – Centro Pompidou
19 Rue Beaubourg – Paris, 75004 – Francia

 

Fino al 16 marzo 2020

 

Christian Boltanski al Centro Pompidou di Parigi
Christian Boltanski, Crépuscule (2015) – Centro Pompidou

 

Situato nella zona del Beaubourg il Centre Georges Pompidou ospita il Musée National d’Art Moderne uno dei più grandi musei d’arte moderna.

E’ anche un prestigioso centro espositivo a livello internazionale.

Progettato da Renzo Piano e Richard Rogers il Centro Pompidou rappresenta un coraggioso intervento d’architettura contemporanea in pieno centro a Parigi.

Fino al 16 Marzo il Centro ospita l’arte epica e quotidiana, ironica e drammatica, concettuale ed emozionale del grande artista francese Christian Boltanski (Parigi 1944).

Tra gli artisti francesi più affermati Boltanski ha sviluppato una sua personale ricerca molto coerente che pone al centro il senso dell’esistenza dell’uomo.

Christian Boltanski – Faire son temps. Una mostra che riunisce 50 installazioni, sculture, foto e video (oltre a un dipinto), che propongono le principali problematiche che hanno interessato l’artista.

Le opere sono divise in gruppi, ciascuno dei quali mette in evidenza un aspetto cruciale della sua ricerca, sia da un punto di vista dei contenuti che delle invenzioni formali adottate.

Troviamo quindi le riflessioni sulla persistenza ed evanescenza della memoria collettiva ed individuale.

Ma anche sulla dimensione effimera dello scorrere del tempo, sui valori della stiria fatta di cose grandi e di tanti momenti anonimi.

Bolanski è considerato uno dei padri dell’art concettuale europea al fianco di Joseph Beuys.

Molto sentito è poi il tema della religione ebraica e la memoria dell’Olocausto.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle 11.00 alle  22.00

Informazioni:
Tel: +33 1 44 78 12 33
E-mail: info@centrepompidou.fr
Sito web: https://www.centrepompidou.fr/

Emilio Prini. Mostra alla Fondazione Merz di Torino fino al 9 febbraio 2020

Un omaggio all’artista Emilio Prini con una mostra di oltre 40 opere, che ripercorre la sua amicizia con Mario Merz

 

Emilio Prini in mostra a Torino

TORINO – Fondazione Merz
Via Limone, 24 – Torino, 10141

 

Fino al 9 febbraio 2020

 

Emilio Prini alla Fondazione Merz di Torino
Emilio Prini_Studi per Pesi Spinte Azioni, 1968

 

 

Fondata nel 2005, la Fondazione Merz di Torino raccoglie opere e documentazione sul lavoro del maestro dell’Arte Povera Mario Merz e della moglie Marisa Merz, recentemente scomparsa.

La Fondazione vuole essere anche piattaforma per l’arte contemporanea. Nei 1400 mq di area espositiva su tre piani la Fondazione ospita mostre, eventi e attività educative.

Fino al 9 febbraio 2020 la Fondazione Merz propone una mostra dell’artista Emilio Prini (Stresa 1943 – Roma 2016).

La mostra curata da Beatrice Merz e Timoteo Prini è un’occasione per ripercorrere l’amicizia tra i loro genitori Emilio Prini e Mario Merz.

Entrambi furono rappresentanti di spicco del più importante movimento artistico italiano del secondo dopoguerra, l’Arte Povera, teorizzato dal critico Germano Celant.

Vi avevano aderito entrambi partecipando alla mostra “Arte Povera – In Spazio” organizzata nel 1967 alla galleria La Bertesca di Genova dallo stesso Celant.

Prini fu un artista particolare. La sua riflessione concettuale ha insistito sui temi dell’autonomia dell’arte rispetto a qualsiasi interesse altro, dell’autenticità assoluta di ogni opera.

Per tutto l’arco della sua carriera Prini si è dedicato al culto dell’invisibilità e ha sempre rifiutato qualsiasi ipotesi interpretativa del proprio lavoro.

Definito da Luigi Ontani come “l’artista che vive l’Arte Povera in maniera integrale”, Emilio Prini è stato sicuramente uno tra i più enigmatici esponenti di questo movimento.

In un allestimento concepito per rispettare con rigore il pensiero dell’artista, la mostra propone oltre quaranta opere di Emilio Prini, risalenti al 1966-2016, e che sono rappresentative dell’Arte Povera.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
T. +39 011 19719437
M: info@fondazionemerz.org

Sito web: http://fondazionemerz.org/

ROBIN RHODE: memory is the Weapon – Fino al 9 febbraio 2020 a Wolfsburg

Oltre 800 metri quadrati di animazioni digitali, serie fotografiche, disegni, scultore e spettacoli, che offrono un’ampia panoramica sulle sue opere

 

ROBIN RHODE: memory is the Weapon

WOLFSBURG – Kunstmuseum
Hollerpl. 1, 38440 Wolfsburg, Germania

 

Fino al 9 febbraio 2020

 

Robin Rhode in mostra al Junstmuseum di Wolfsburg

Robin Rhode, Melancholia, 2019 © Courtesy: The Artist

 

 

Il Kunstmuseum Wolfsburg è un museo d’arte moderna e contemporanea che si trova nel centro di Wolfsburg, inaugurato nel 1994.

La mostra al Kunstmuseum Wolfsburg, con oltre 800 metri quadrati di animazioni digitali, serie fotografiche, disegni ed elementi scultorei, nonché spettacoli, offre così un’ampia panoramica dell’opera di Robin Rhode, (Città del Capo 1976) artista sudafricano che da dodici anni vive e lavora a Berlino.

Il segno distintivo del lavoro di Robin Rhode è il muro. Le sue opere sono influenzate dalla cultura musicale urbana, dal cinema, dagli sport popolari, dalla cultura giovanile e dalla narrazione tradizionale sudafricana.

Sono creati nello spazio pubblico, sui muri. Non si tratta dell’affermazione che lascia per strada, però, riguarda il processo. Quindi, nei suoi racconti visivi, cattura i legami tra disegno, performance e scultura, passo dopo passo.

Nessun corpo senza una linea, nessuna linea senza un corpo.

Con il disegno come punto di partenza, sviluppa lavori fotografici sempre più complessi, animazioni digitali, spettacoli, sculture e opere su carta, che comprendono un atto di bilanciamento legato al contenuto tra storia, cultura, mentalità, segni e codici sudafricani.

Superate le pitture murali colorate che sono ancora presenti in Sudafrica, in Germania Robin Rhode esplora quindi approcci in bianco e nero al disegno.

Egli disegna non solo con sapone, carbone, gesso e vernice, ma anche con oggetti di uso quotidiano. Sedie, biciclette e letti diventano infatti strumenti di disegno performativi, una strumentalizzazione del Readymade.

I disegni espressivi risultanti dalle sue esibizioni energetiche sono quindi in contrasto con il perfetto illusionismo e la leggerezza intenzionale dei suoi elaborati pezzi da parete, nei quali Robin Rhode riduce il contenuto complesso, e semplifica il caos con i mezzi dell’arte.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica 11.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +49 (0) 5361-26690
E-mail: info@kunstmuseum-wolfsburg.de

Sito web: https://www.kunstmuseum-wolfsburg.de/

Bettina Pousttchi: In Recent Years – A Berlino fino al 6 aprile 2020

Una panoramica su scultura e fotografia dell’artista, tra cui l’opera site-specific sulla facciata d’ingresso del museo

 

Bettina Pousttchi: In Recent Years

BERLINO – Berlinische Galerie (BG)
Alte Jakobstraße 124–128
Berlin, 10969 Germany

 

Fino al 6 aprile 2020

 

Bettina Pousttchi a Berlino fino al 6 aprile 2020
[Translate to English:] Bettina Pousttchi, A3, 2019, Leitplanken, Stahl / crash barriers, steel, 221 (h) x 204 x 94 cm / 87 (h) x 80¼ x 37 in, Courtesy Buchmann Galerie und die Künstlerin, Foto: © Michael Schultze

Fondata nel 1975, Berlinische Galerie (BG) ha riaperto nel 2004, trasferendosi in una grande spazio industriale che è stato ricostruito per fornire sedi espositive più adeguate ad ospitare l’arte moderna, l’architettura e la fotografia con un focus non solo locale ma anche internazionale.

Il programma di attività di BG prevede dunque esposizioni temporanee e allestimenti della collezione permanente che comprende Dada Berlin, la Neue Sachlichkeit (New Objectivity) e l’avanguardia dell’Europa orientale.

Fino al 6 aprile 2020 ospita la mostra “In anni recenti” dell’artista tedesco/iraniana Bettina Pousttchi.

Bettina Pousttchi ha trascorso la sua infanzia tra Germania e Iran. Dal 1990 al 1992 ha studiato arte all’Università di Parigi, poi filosofia, storia dell’arte e teoria del cinema a Colonia e Bochum; ha continuato la formazione alla Kunstakademie di Düsseldorf.

Dal 1999 al 2000, ha frequentato il Whitney Independent Studio Program del Whitney Museum of American Art di New York, dove Isaac Julien, Yvonne Rainer, Mary Kelly, Hal Foster, Homi Bhabha e Benjamin Buchloh erano tra i suoi insegnanti.

Dopo un periodo di assistenza ad altri artisti (incluso uno dei primi video artisti Nam June Paik), nel 1997 inizia quindi a esporre le sue opere in Germania e all’estero.

Ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia (2003, 2009).

Le sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche.

La mostra presenta una panoramica della scultura e fotografia, tra cui l’opera site-specific con la quale ha creato una facciata per l’intera zona d’ingresso del museo per la sua mostra alla BG.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Chiuso il martedì

 

Informazioni:
Tel: +49 30 7890 2600
E-mail: bg@berlinischegalerie.de

Sito web: https://berlinischegalerie.de/

Georg Baselitz: Time

In mostra una nuova serie di dipinti su larga scala di Georg Baselitz, in omaggio a sua moglie Elke

 

Georg Baselitz: Time

PARIGI – Galerie Thaddaeus Ropac, Pantin
7 rue Debelleyme
75003 Paris, France

 

Fino al 25 gennaio 2020

 

Georg Baselitz in mostra a Parigi
Georg Baselitz
Arrivare con cenere, 2019
Oil on canvas
304 x 350 cm (119,69 x 137,8 in)
© Georg Baselitz, 2019. Photo: Jochen Littkemann. Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London, Paris, Salzburg

 

Dalla sua fondazione nel 1983, la Galerie Thaddaeus Ropac si è specializzata nell’arte contemporanea internazionale in rappresentanza di circa 60 artisti.

Con un team di 80 dipendenti e circa 30 ampie mostre personali e collettive organizzate ogni anno negli spazi Pantin di Salisburgo e Parigi, la galleria sostiene e mette in mostra le carriere di alcuni degli artisti più influenti di oggi.

Fino al 25 gennaio 2020 la Galerie Thaddaeus Ropac ospita ‘Time’, una mostra che presenta una nuova serie di dipinti su larga scala di Georg Baselitz in omaggio a sua moglie Elke.

Georg Baselitz, pseudonimo di Hans-Georg Rem (Kamenz, 23 gennaio 1938), è un pittore e scultore tedesco che, negli anni 60, è divenuto noto per i suoi dipinti figurativi fortemente espressivi.

Disegnando a partire da una miriade di influenze (inclusi il periodo manierista e la scultura africana) ha sviluppato così il suo personale linguaggio artistico.

Nei dipinti in mostra a Parigi, Georg Baselitz ha usato per la prima volta l’oro nell’atto di dipingere, piuttosto che come sfondo o ornamento monocromatico.

La vernice, di consistenza pastosa, viene quindi applicata con una spatola e un pennello largo; bastoni simili a penne a lamella vengono utilizzati per creare intreccio di linee graffiate sullo strato di pittura ad olio.

L’uso della vernice spray in molte opere consente così alle figure raffigurate di levitare apparentemente in un paesaggio di nuvole.

A volte, le aree di frottage possono essere individuate, ricordando vagamente Max Ernst.

Molte di queste tele incorporano nuovi elementi geometrici che appaiono come ombre sulla tela, creando forme che ricordano i pianoforti a coda.

 

 

Orari:
Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 19.00
Domenica e lunedì chiuso

Informazioni:
Tel: +33 (0)1 42 72 99 00
Sito web: www.ropac.net

Li Qing: Rear Windows. Mostra alla Prada Rong Zhai di Shanghai

La famosa Casa di Moda Prada apre in Cina un nuovo spazio espositivo: Prada Rong Zhai di Shanghai

 

 

Li Qing: Rear Windows

SHANGHAI – Prada Rong Zhai
No.186 North Shanxi Rd, vicino a West Nanjing Rd., Jingan District Shanghai

 

Fino al 19 gennaio 2020

 

Li Qing in mostra al Prada Rong Zhai di Shanghai
Prada Rong Zhai, Rear Windows, Courtesy of Prada

 

Prada è un marchio di moda di lusso.

Da alcuni anni tuttavia Prada si interessa d’arte e di architettura contemporanea, aprendo spazi espositivi in grandi città.

Dopo il Palazzo sul Canal Grande a Venezia, Prada ha restaurato una residenza storica del 1918 nel quartiere centrale di Shanghai.

L’interesse per l’arte di Prada è arrivato quindi in Cina con l’apertura nel 2017 dello spazio espositivo Prada Rong Zhai di Shanghai.

Fino al 19 gennaio 2020 Prada Rong Zhai, presenta “Rear Windows” – finestrini posteriori, un nuovo progetto espositivo dell’artista Li Qing, con il sostegno della Fondazione Prada, a cura di Jérôme Sans.

Li Qing (nato nel 1981) è un artista di Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, in Cina.

È un pittore il cui lavoro affronta questioni legate alla percezione visiva.

Egli realizza coppie di dipinti basati sulla stessa immagine, in cui Li inserisce una serie di differenze non immediatamente visibili allo spettatore.

Spesso le immagini sono ricavate dalla tradizione pittorica occidentale.

La mostra è un’esplorazione della storia e dello spazio di Prada Rong Zhai.

L’artista rea un collegamento tra i tempi passati e l’attuale ambiente urbano di Shanghai.

Sono esposte nuove opere, alcune site specific, commissionate per il nuovo spazio espositivo:
– un neon sulla facciata esterna dell’edificio
– una tenda della cabina esposta nel suo giardino
– un’installazione sonora creata per il corridoio del primo piano
– nove tappeti stampati con immagini di motivi a piastrelle posato sul pavimento della sala da ballo

 

 

Orari:
Domenica e da martedì a giovedì dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Venerdì e Sabato dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +86 021 2218 0200
Sito web: http://rongzhai.fondazioneprada.org/

In Goude we trust! Mostra a Milano fino al 31 dicembre 2019

A Milano la mostra che celebra l’arte eclettica del famoso creativo francese Goude, e il suo sodalizio inossidabile con Chanel

 

In Goude we trust!

 

Milano – Palazzo Giureconsulti
Piazza dei mercanti, 2

 

Dal 15 novembre al 31 dicembre 2019

 

In Goude we trust! - Mostra a Palazzo Giureconsulti
In Goude we trust!

 

 

Fino al 31 dicembre Milano ospita una mostra che celebra l’arte eclettica del creativo francese Jean-Paul Guode (Saint-Mandé 1940) e la sua collaborazione con Chanel.

Nella mostra «In Goude we trust!» fotografie, disegni, film e sculture luminose fanno entrare nelle molteplici sfaccettature del suo lavoro.

Le sue opere più emblematiche, i suoi lavori più personali, così come alcune delle sue creazioni inedite sono presentate in una scenografia concepita dall’artista stesso.

La mostra ripercorre in particolare i legami e la collaborazione quasi trentennale tra Jean‑Paul Goude e Chanel.

Dal 1990 infatti la vulcanica creatività di Goude incontra le esigente di immagine di Chanel.

Da allora la trentennale collaborazione tra l’image-maker e la prestigiosa casa francese ha prodotto una gamma incredibile di forme espressive e creative che sono autentici capolavori nel settore.

 

La mostra è suddivisa in tre sezioni:
La prima dedicata al suo lavoro con Chanel, con film che presentano artisticamente i prodotti di Coco Chanel.
Interessante in mostra l’installazione che è un estratto dello spettacolo creato nel 2001 per il lancio della collezione CHANEL Haute Joaillerie: The Five Elements.

La seconda mostra le sue opere “libere” tra cui una selezione delle sculture luminose in esposizione permanente al centro Pompidou di Parigi dal 2017.

La terza ed ultima sezione è un mini-teatro integrato nella galleria che presenta So Far So Goude, un film di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude, dagli esordi ai giorni nostri.

Chissà perché il titolo della mostra ricorda il motto ufficiale degli Stati Uniti “IN GOD WE TRUST”!

 

 

Orari:
Dalle 10.00 alle 19.30
Per maggiori informazioni consultare il sito web

 

Informazioni:
Tel: +390285155873
Sito web: https://ingoudewetrust.chanel.com/it