22a Biennale di Sydney – NIRIN

Dal 1973, la Biennale di Sydney ha tenuto finora 21 edizioni biennali e presentato il lavoro di 1.800 artisti provenienti da 100 paesi in tutto il mondo

22a Biennale di Sydney – NIRIN
SYDNEY – Luoghi vari
Dal 14 marzo all’8 giugno 2020 

 

Dal 1973, la Biennale di Sydney ha tenuto 21 edizioni e presentato il lavoro di 1.800 artisti provenienti da 100 paesi in tutto il mondo, 

Fin dalla sua prima edizione la Biennale ha deciso di concentrarsi sull’Asia e l’arte contemporanea della regione (1973 e 1976) 

Fu la prima grande esposizione di opere degli artisti aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres in un contesto internazionale di arte contemporanea (1979)  

Nel 2015 è partito il progetto Biennale di Sydney Archive con la donazione di 40 anni di documenti audio video al National Art Archive presso la Art Gallery of NSW.  

La Galleria e la Biennale stanno  ora collaborando per organizzarli indicizzarli e digitalizzarli. 

L’obiettivo è mettere questo prezioso materiale a disposizione di studiosi e appassionati. 

All’edizione della Biennale di Sydney 2020  parteciperanno per la prima volta artisti provenienti da Nepal, Georgia, Afghanistan, Sudan ed Ecuador. 

Fondata nel connettere le comunità, la Biennale lancia anche un programma di apprendimento chiamato IL NOSTRO PERCORSO, che unisce una rete internazionale di artisti e pensatori con bambini e giovani australiani.  

Il programma offre un contesto globale alle preoccupazioni locali, celebrando la preziosa saggezza che esiste in tutte le comunità. 

Il nome  della Biennale 2020 è  NIRIN  è una espressione del popolo Wiradjuri del New South Wales occidentale australiano 

Un titolo che rappresenta fiducia e speranza sul ruolo straordinario che l’arte può avere per il futuro dell’umanità. 

Questo titolo vuol dimostrare infatti che artisti e creativi hanno il potere di risolvere, guarire, smembrare  il presente e immaginare il futuro con la speranza di rimettere in sesto il mondo.  

 

ORARI 

Per informazioni:  jodie@biennaleofsydney.com.au 

INFO 

https://www.biennialfoundation.org 

4^ BIENNALE DELL’ART BRUT: TEATRO

Il più importante evento dedicato alle opere degli “irregolari dell’arte 

4^ BIENNALE DELL’ART BRUT: TEATRO

LOSANNA – Castello di Beaulieu
Avenue Bergières 10, 1004 Lausanne
Fino al 26 aprile 2020

 

All’artista Jean Dubuffet  e alla sua passione di ricerca di opere di artisti, inconsapevoli di esserlo, si deve il nome ART BRUT dato nel 1945  

Si tratta di opere di  autori considerati borderline,  o perché affetti da disturbi mentali acclarati, o perché  discriminati dalla società per altri motivi. 

Dubuffet nel 1972 ha donato tutta la sua collezione di Art Brut raccolta in trent’anni di ricerche in giro per il mondo alla città di Losanna che ne ha fatto  il primo museo 

de l’art Brut a livello internazionale. 

Da allora quelle forme d’arte, ora chiamate anche ousider art, si trovano in grandi Musei e o in piccoli musei tematici. 

La quarta Biennale dell’Art Brut invita i visitatori a scoprire ulteriormente la ricchezza del museo di Losanna, con un occhio alla presenza del teatro nell’Art Brut.  

Le opere di una selezione di ventotto creatori sono presentate attraverso costumi, sculture, disegni, dipinti, fotografie e ritagli.  

Questi ritraggono vari mondi teatrali.  

Inoltre, la presentazione di documenti provenienti dagli archivi del museo sotto forma di film, suoni e immagini aggiunge un’ulteriore dimensione alla selezione in mostra, aiutando gli spettatori a comprendere il processo creativo dietro le opere.  

Chiaramente, il teatro è presente in molti modi in Art Brut, come mostrano i lavori in mostra.  

Eppure, allo stesso modo, gli sforzi artistici dei creatori di Art Brut si fondono con la propria vita quotidiana.  

E’ l’ esempio, di Aloïse Corbaz che  vive fianco a fianco con i personaggi immaginari nei suoi disegni.  

Allo stesso modo, per Guy Brunet le cui figure di cartone sono i suoi figli: non poteva sopportare di essere separato da loro 

Un mondo sempre nuovo da scoprire. 

 

 

ORARI 

Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 18.00 

 

INFO 

https://www.artbrut.ch 

PaviArt 2020: l’arte contemporanea torna in fiera

Pavia, città d’arte e cultura,  è dedicata per due giorni a gallerie italiane ed estere per l’ottava edizione della Fiera d’arte moderna e contemporanea

PaviArt 2020: l’arte contemporanea torna in fiera

PAVIA – palazzo esposizioni
Piazzale Europa 12 Mortara PV
Dal 4 al 5 aprile 2020 

 

Dal 4 al 5 Aprile 2020 si svolgerà presso il Palazzo Esposizioni di Pavia l’ Ottava Edizione di PaviArt mostra mercato dedicata all’arte moderna e contemporanea. 

Non è solo mercato, ma anche una grande mostra collettiva attenta alle migliori offerte e alle novità del panorama artistico moderno e contemporaneo. 

PaviArt è  infatti per coloro che vogliono investire nell’arte ma anche per appassionati e collezionisti e per il grande pubblico che potrà ammirare una raffinata selezione di opere e artisti difficili da vedere in altri contesti. 

L‘ultima edizione  del 2019 è terminata con un risultato che è andato oltre le più rosee previsioni, con una grandissima partecipazione di visitatori . 

In due giorni visitatori hanno potuto ammirare opere d’arte di assoluto valore proposte da 70 gallerie  che hanno proposto opere che spaziano dai primi anni del Novecento fino alle più recenti esperienze. 

Non sono mancati poi gli acquisti con grande soddisfazione delle importanti gallerie partecipanti, provenienti da tutta Italia e dall’estero. 

L’organizzazione della Fiera ha considerato particolarmente positiva l’edizione 2019 e ripropone le stesse modalità e criteri organizzativi anche per il 2020. 

Per le gallerie interessate alla presenza, quali espositori, in PAVIART2020 l’invito è di contattare la segreteria dell’organizzazione DEA Servizi: 

Email: deaservizifiere@gmail.com 

Web: www.deaservizi.it 

 

ORARI 

Vernissage 3 aprile ore 18.00 

Sabato 4 e domenica 5 aprile dalle ore 10.30 alle ore 19.30 

INFO

Tel: 0382.483430 – 348.9719961

https://www.paviart.it/ 

Hans Hartung. La fabbrica del gesto – PARIGI – Musée d’Art Moderne (MAM)

Dopo 50 anni ritorna a Parigi una grande retrospettiva del precursore dell’Astrattismo lirico, Hans Hartung

 

Hans Hartung. La fabbrica del gesto

PARIGI – Musée d’Art Moderne (MAM)
11 avenue du Président Wilson
75116 Parigi

 

 

Fino al 1 marzo 2020

 

Hans Hartung. La fabbrica del gesto - Parigi MAM
A sinistra, «Autoritratto», 1966, di Hans Hartung. © ADAGP, Paris, 2019. Foto Fondation Hartung-Bergman. A destra, «Senza titolo» (1955) di Hans Hartung. © ADAGP, Paris, 2019 Photo Fondation Hartung-Bergman

 

Il Musée d’art moderne (MAM) di Parigi è uno dei 14 musei comunali di Paris Musées, rete museale della capitale francese.
Il Museo possiede quasi 15.000 opere, che testimoniano il dinamismo della scena artistica contemporanea.

Fino al 1 marzo 2020 il MAM ospita una grande retrospettiva di Hans Hartung.

Hans Hartung (Lipsia 1904 – Antibes 1989) è stato tra i principali esponenti del movimento informale europeo e precursore dell’astrattismo lirico.

Egli infatti venne in contatto con l’astrattismo geometrico di Kandinsky ove la forma ha ancora la sua centralità.

La sua ricerca lo porta però alla negazione assoluta della forma e al conferimento di un ruolo primario al gesto espressivo che domina il processo creativo, aprendo così la strada all’Astrattismo lirico.

I riconoscimenti al valore della sua ricerca artistica arrivano nel secondo dopoguerra:
– tra il 1955 e il 1964 partecipa più volte a Documenta, Kassel
– nel 1956 riceve il Guggenheim International Prize
– nel 1960 il Gran Premio per la pittura della Biennale di Venezia

L’ultima grande mostra parigina a lui dedicata risale al 1969 ed era stata organizzata al Centre Pompidou.

Ora la mostra del MAM, presenta oltre 300 opere divise in quattro sequenze cronologiche. Sono esposte tele, fotografie, le opere grafiche, le ceramiche e alcune pietre dipinte.

La mostra insiste sul carattere innovativo dell’opera di Hartung evidenziando in particolare:
– le sperimentazioni sul colore,
– la diversità dei supporti, delle tecniche e degli strumenti che ha via via utilizzato.

La rassegna vuol essere anche un omaggio del MAM da Hartung dopo l’acquisizione nel 2017 da parte del museo di Parigi di quattro sue tele di grande formato.

 

Orari:
Da martedì alla domenica ore 10.00 – 18.00 (giovedì chiude ore 22.00)
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: http://www.mam.paris.fr/

REBECCA MOCCIA. Da qui tutto bene – Firenze Museo Novecento

Rebecca Moccia al Museo Novecento di Firenze fa riflettere sulla delicata sospensione della nostra transitorietà

 

Rebecca Moccia. Da qui tutto bene

FIRENZE – Museo Novecento
Complesso dello Spedale delle Leopoldine – Piazza santa Maria Novella, 10

 

Fino al 16 gennaio 2020

 

Rebecca Moccia. Da qui tutto bene
Rebecca Moccia. Da qui tutto bene – Foto Museo Novecento (@MuseoNovecento)

 

 

Inaugurato il 24 giugno 2014, il Museo Novecento è dedicato all’arte del XX secolo.

Il Museo propone una selezione di opere delle collezioni civiche, che illustrano con ampio respiro l’arte italiana della prima metà del Novecento e possiede alcune importanti collezioni d’artista.

La collezione Alberto Della Ragione fu donata alla città di Firenze all’indomani dell’alluvione del 1966.

Il lascito Ottone Rosai donato al Comune di Firenze nel 1963 per volere della vedova Francesca Fei e del fratello Oreste.

Queste collezioni sono poi impreziosite con opere di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Giorgio Morandi, Mario Mafai, Renato Guttuso, Felice Casorati e altri.

Il Museo possiede inoltre adeguati spazi per esposizioni temporanee e programmazioni culturali con progetti educativi, laboratori e visite guidate per famiglie, bambini, adolescenti e pubblici speciali.

Fino al 16 gennaio il loggiato del primo piano del museo ospita una istallazione site specific di Rebecca Moccia (Napoli 1992) artista che attualmente vive e lavora a Milano.

La giovane artista napoletana ha studiato in particolare le avanguardie brasiliane con un periodo di permanenza presso il MAC USP, Museo di Arte contemporanea dell’università di San Paolo (Brasile).

Con la sua istallazione Moccia riflette sulla storia dell’edificio che ospita il Museo stesso.

Si tratta del complesso delle Ex Leopoldine che, dopo aver ospitato per secoli malati e mendicanti, è stato convertito in luogo di accoglienza e istruzione per giovani fanciulle povere.

Il lavoro di Rebecca Moccia chiama in questione la nostra appartenenza a questo spazio e a questo tempo evidenziando la delicata sospensione della nostra transitorietà.

 

Orari:
Invernale (1 ottobre – 31 marzo)
Tutti i giorni dalla ore 11.00 alle ore 19.00 (giovedì chiude ore 14.00)

Informazioni:
Tel: +39 055 286132
E-mail: info@muse.comune.fi.it
Sito web: https://www.museonovecento.it

ALTAN. Pimpa, Cipputi e altri pensatori – Roma spazio extra MAXXI

La prima mostra completa di un autore capace di muoversi agilmente tra disegni dedicati all’infanzia, satira e fumetto d’avventura

 

Altan al MAXXI di Roma

ROMA – Spazio extra MAXXI
Via Guido Reni 4/a

 

Fino al 12 gennaio 2020

 

Altan. Pimpa, Cipputi e altri pensatori | Photo © Musacchio, Ianniello & Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

 

 

Duecento vignette che raccontano la storia d’Italia, dagli anni Settanta ai giorni nostri. Ma anche tavole originali, poster, illustrazioni, quadri e filmati.

Tutto questo è la mostra ‘ALTAN. Pimpa, Cipputi e altri pensatori‘ aperta al Maxxi di Roma fino al 12 gennaio 2020.

Francesco Tullio Altan, nato a Treviso nel 1942, ha studiato Architettura a Venezia.

Vive e lavora ad Aquileia, vicino alla laguna, al mare, ai pini e alla quiete della campagna friulana.

Quella di Roma è la prima mostra completa di un autore capace di muoversi agilmente tra disegni dedicati all’infanzia e fumetto d’avventura, tra romanzi illustrati e filmati di animazione, tra vignette e sceneggiature.

Una ricognizione completa per raccontare, in un percorso articolato, tutto il suo lavoro.

Altan è uno dei più grandi autori di fumetti in Italia. E’ anche disegnatore, sceneggiatore e autore satirico.

Sulle pagine di Linus prende vita il personaggio di Trino, un dio impreparato che si affanna nella creazione del mondo.

Nel 1975, crea la cagnolina Pimpa, uno dei suoi personaggi più riusciti e famosi, che sarà pubblicato inizialmente sul Corriere dei Piccoli.

Altan ha creato anche storie a fumetti per un pubblico adulto come le storie dell’operaio metalmeccanico comunista Cipputi e celebri parodie di personaggi famosi, tra cui Cristoforo Colombo, Casanova e Franz (parodia della vita di San Francesco d’Assisi).

Quello di Altan è un mondo in cui il dubbio si rivela come l’unica grande certezza possibile, in cui i grandi miti della storia vengono ribaltati e l’umanità cerca di galleggiare nel disordinato mare della vita.

Ci salva una cagnolina che, forte della propria voglia di conoscenza, sorride di fronte alle meraviglie dell’universo.

 

Orari

Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Sabato dalle ore 11.00 alle ore 22.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni

Tel: +39 06 3201954
E-mail: infopoint@fondazionemaxxi.it
Sito web: http://www.maxxi.art/

CHRISTIAN BOLTANSKI – Faire son temps

Una grande retrospettiva sulla carriera di Christian Boltanski: uno spaccato della sua influenza nell’arte contemporanea

 

CHRISTIAN BOLTANSKI – Faire son temps

PARIGI – Centro Pompidou
19 Rue Beaubourg – Paris, 75004 – Francia

 

Fino al 16 marzo 2020

 

Christian Boltanski al Centro Pompidou di Parigi
Christian Boltanski, Crépuscule (2015) – Centro Pompidou

 

Situato nella zona del Beaubourg il Centre Georges Pompidou ospita il Musée National d’Art Moderne uno dei più grandi musei d’arte moderna.

E’ anche un prestigioso centro espositivo a livello internazionale.

Progettato da Renzo Piano e Richard Rogers il Centro Pompidou rappresenta un coraggioso intervento d’architettura contemporanea in pieno centro a Parigi.

Fino al 16 Marzo il Centro ospita l’arte epica e quotidiana, ironica e drammatica, concettuale ed emozionale del grande artista francese Christian Boltanski (Parigi 1944).

Tra gli artisti francesi più affermati Boltanski ha sviluppato una sua personale ricerca molto coerente che pone al centro il senso dell’esistenza dell’uomo.

Christian Boltanski – Faire son temps. Una mostra che riunisce 50 installazioni, sculture, foto e video (oltre a un dipinto), che propongono le principali problematiche che hanno interessato l’artista.

Le opere sono divise in gruppi, ciascuno dei quali mette in evidenza un aspetto cruciale della sua ricerca, sia da un punto di vista dei contenuti che delle invenzioni formali adottate.

Troviamo quindi le riflessioni sulla persistenza ed evanescenza della memoria collettiva ed individuale.

Ma anche sulla dimensione effimera dello scorrere del tempo, sui valori della stiria fatta di cose grandi e di tanti momenti anonimi.

Bolanski è considerato uno dei padri dell’art concettuale europea al fianco di Joseph Beuys.

Molto sentito è poi il tema della religione ebraica e la memoria dell’Olocausto.

 

Orari:
Tutti i giorni dalle 11.00 alle  22.00

Informazioni:
Tel: +33 1 44 78 12 33
E-mail: info@centrepompidou.fr
Sito web: https://www.centrepompidou.fr/

Emilio Prini. Mostra alla Fondazione Merz di Torino fino al 9 febbraio 2020

Un omaggio all’artista Emilio Prini con una mostra di oltre 40 opere, che ripercorre la sua amicizia con Mario Merz

 

Emilio Prini in mostra a Torino

TORINO – Fondazione Merz
Via Limone, 24 – Torino, 10141

 

Fino al 9 febbraio 2020

 

Emilio Prini alla Fondazione Merz di Torino
Emilio Prini_Studi per Pesi Spinte Azioni, 1968

 

 

Fondata nel 2005, la Fondazione Merz di Torino raccoglie opere e documentazione sul lavoro del maestro dell’Arte Povera Mario Merz e della moglie Marisa Merz, recentemente scomparsa.

La Fondazione vuole essere anche piattaforma per l’arte contemporanea. Nei 1400 mq di area espositiva su tre piani la Fondazione ospita mostre, eventi e attività educative.

Fino al 9 febbraio 2020 la Fondazione Merz propone una mostra dell’artista Emilio Prini (Stresa 1943 – Roma 2016).

La mostra curata da Beatrice Merz e Timoteo Prini è un’occasione per ripercorrere l’amicizia tra i loro genitori Emilio Prini e Mario Merz.

Entrambi furono rappresentanti di spicco del più importante movimento artistico italiano del secondo dopoguerra, l’Arte Povera, teorizzato dal critico Germano Celant.

Vi avevano aderito entrambi partecipando alla mostra “Arte Povera – In Spazio” organizzata nel 1967 alla galleria La Bertesca di Genova dallo stesso Celant.

Prini fu un artista particolare. La sua riflessione concettuale ha insistito sui temi dell’autonomia dell’arte rispetto a qualsiasi interesse altro, dell’autenticità assoluta di ogni opera.

Per tutto l’arco della sua carriera Prini si è dedicato al culto dell’invisibilità e ha sempre rifiutato qualsiasi ipotesi interpretativa del proprio lavoro.

Definito da Luigi Ontani come “l’artista che vive l’Arte Povera in maniera integrale”, Emilio Prini è stato sicuramente uno tra i più enigmatici esponenti di questo movimento.

In un allestimento concepito per rispettare con rigore il pensiero dell’artista, la mostra propone oltre quaranta opere di Emilio Prini, risalenti al 1966-2016, e che sono rappresentative dell’Arte Povera.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
T. +39 011 19719437
M: info@fondazionemerz.org

Sito web: http://fondazionemerz.org/

ROBIN RHODE: memory is the Weapon – Fino al 9 febbraio 2020 a Wolfsburg

Oltre 800 metri quadrati di animazioni digitali, serie fotografiche, disegni, scultore e spettacoli, che offrono un’ampia panoramica sulle sue opere

 

ROBIN RHODE: memory is the Weapon

WOLFSBURG – Kunstmuseum
Hollerpl. 1, 38440 Wolfsburg, Germania

 

Fino al 9 febbraio 2020

 

Robin Rhode in mostra al Junstmuseum di Wolfsburg

Robin Rhode, Melancholia, 2019 © Courtesy: The Artist

 

 

Il Kunstmuseum Wolfsburg è un museo d’arte moderna e contemporanea che si trova nel centro di Wolfsburg, inaugurato nel 1994.

La mostra al Kunstmuseum Wolfsburg, con oltre 800 metri quadrati di animazioni digitali, serie fotografiche, disegni ed elementi scultorei, nonché spettacoli, offre così un’ampia panoramica dell’opera di Robin Rhode, (Città del Capo 1976) artista sudafricano che da dodici anni vive e lavora a Berlino.

Il segno distintivo del lavoro di Robin Rhode è il muro. Le sue opere sono influenzate dalla cultura musicale urbana, dal cinema, dagli sport popolari, dalla cultura giovanile e dalla narrazione tradizionale sudafricana.

Sono creati nello spazio pubblico, sui muri. Non si tratta dell’affermazione che lascia per strada, però, riguarda il processo. Quindi, nei suoi racconti visivi, cattura i legami tra disegno, performance e scultura, passo dopo passo.

Nessun corpo senza una linea, nessuna linea senza un corpo.

Con il disegno come punto di partenza, sviluppa lavori fotografici sempre più complessi, animazioni digitali, spettacoli, sculture e opere su carta, che comprendono un atto di bilanciamento legato al contenuto tra storia, cultura, mentalità, segni e codici sudafricani.

Superate le pitture murali colorate che sono ancora presenti in Sudafrica, in Germania Robin Rhode esplora quindi approcci in bianco e nero al disegno.

Egli disegna non solo con sapone, carbone, gesso e vernice, ma anche con oggetti di uso quotidiano. Sedie, biciclette e letti diventano infatti strumenti di disegno performativi, una strumentalizzazione del Readymade.

I disegni espressivi risultanti dalle sue esibizioni energetiche sono quindi in contrasto con il perfetto illusionismo e la leggerezza intenzionale dei suoi elaborati pezzi da parete, nei quali Robin Rhode riduce il contenuto complesso, e semplifica il caos con i mezzi dell’arte.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica 11.00 – 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +49 (0) 5361-26690
E-mail: info@kunstmuseum-wolfsburg.de

Sito web: https://www.kunstmuseum-wolfsburg.de/

Bettina Pousttchi: In Recent Years – A Berlino fino al 6 aprile 2020

Una panoramica su scultura e fotografia dell’artista, tra cui l’opera site-specific sulla facciata d’ingresso del museo

 

Bettina Pousttchi: In Recent Years

BERLINO – Berlinische Galerie (BG)
Alte Jakobstraße 124–128
Berlin, 10969 Germany

 

Fino al 6 aprile 2020

 

Bettina Pousttchi a Berlino fino al 6 aprile 2020
[Translate to English:] Bettina Pousttchi, A3, 2019, Leitplanken, Stahl / crash barriers, steel, 221 (h) x 204 x 94 cm / 87 (h) x 80¼ x 37 in, Courtesy Buchmann Galerie und die Künstlerin, Foto: © Michael Schultze

Fondata nel 1975, Berlinische Galerie (BG) ha riaperto nel 2004, trasferendosi in una grande spazio industriale che è stato ricostruito per fornire sedi espositive più adeguate ad ospitare l’arte moderna, l’architettura e la fotografia con un focus non solo locale ma anche internazionale.

Il programma di attività di BG prevede dunque esposizioni temporanee e allestimenti della collezione permanente che comprende Dada Berlin, la Neue Sachlichkeit (New Objectivity) e l’avanguardia dell’Europa orientale.

Fino al 6 aprile 2020 ospita la mostra “In anni recenti” dell’artista tedesco/iraniana Bettina Pousttchi.

Bettina Pousttchi ha trascorso la sua infanzia tra Germania e Iran. Dal 1990 al 1992 ha studiato arte all’Università di Parigi, poi filosofia, storia dell’arte e teoria del cinema a Colonia e Bochum; ha continuato la formazione alla Kunstakademie di Düsseldorf.

Dal 1999 al 2000, ha frequentato il Whitney Independent Studio Program del Whitney Museum of American Art di New York, dove Isaac Julien, Yvonne Rainer, Mary Kelly, Hal Foster, Homi Bhabha e Benjamin Buchloh erano tra i suoi insegnanti.

Dopo un periodo di assistenza ad altri artisti (incluso uno dei primi video artisti Nam June Paik), nel 1997 inizia quindi a esporre le sue opere in Germania e all’estero.

Ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia (2003, 2009).

Le sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche.

La mostra presenta una panoramica della scultura e fotografia, tra cui l’opera site-specific con la quale ha creato una facciata per l’intera zona d’ingresso del museo per la sua mostra alla BG.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Chiuso il martedì

 

Informazioni:
Tel: +49 30 7890 2600
E-mail: bg@berlinischegalerie.de

Sito web: https://berlinischegalerie.de/