FRIEZE ART FAIR LONDON (Frieze London) 2019

Dal 3 al 6 ottobre il meglio dell’arte contemporanea internazionale con oltre 160 delle principali gallerie mondiali d’arte

 

Frieze Art Fair London

LONDRA – Frieze Academy
Regent’s Park LONDRA

 

3-6 ottobre 2019

 

Frieze Art Fair London 2019
Frieze London 2015, photo Graham Carlow, courtesy of Graham Carlow – Frieze

 

Frieze Art Fair London è una delle più importanti fiere di arte contemporanea del mondo, grazie alla quale Londra è diventata in poco più di un decennio uno dei centri vitali del commercio dell’arte .

Ora la Fiera torna a Regent’s Park dal 3 al 6 ottobre per presentare il meglio dell’arte contemporanea internazionale.

Frieze London ospita oltre 160 delle principali gallerie mondiali d’arte che fanno girare oltre 1.000 opere di artisti viventi, con grande vivacità commerciale; nel 2018 dopo 2 giorni di apertura al pubblico Gagosian Gallery aveva già venduto la maggior parte delle opere esposte.

Ma Frieze London è anche un grande evento culturale.

 

Frieze Art Fair London – Il programma 2019:

– Frieze Artist Award, che presenta nuove opere site specific di artisti contemporanei; nel 2019 è stato premiato l’artista di origine indiana Himali Singh Soin, uno scrittore e artista con base tra Londra e Delhi che usa le metafore dello spazio e dell’ambiente naturale per costruire quindi cosmologie immaginarie di interferenze, intrecci, vuoti profondi, detriti, ritardi, alienazione, distanza e intimità;

– Frieze Music, il programma musicale fuori sede della fiera;

– Frieze Talks, una serie dinamica di tavole rotonde, conversazioni e conferenze.

Nelle sezioni curate dalle gallerie ci sono poi: Focus spazio per presentazioni di giovani gallerie attive da non più di 16 anni e Live spazio per opere di esibizione e partecipazione diretta degli artisti;

– Frieze Sculpture, mostra di sculture e istallazioni in Regent’s Park, dal 3 luglio al 6 ottobre 2019, con oltre 23 artisti internazionali.

 

 

Orari:
Anteprima mercoledì 2 ottobre (solo su invito)
Anteprima di giovedì 3 ottobre: dalle 12.00 alle 20.00
Giovedì 3 ottobre: 17.00 – 20.00
Venerdì 4 – Sabato 5 ottobre: dalle 12.00 alle 19.00
Domenica 6 ottobre: dalle 12.00 alle 18.00

 

Informazioni:
Tel: 44 (0) 203 372 6111
Sito web: https://frieze.com/fairs/frieze-london

GUIDO GUIDI, in Sardegna – 1974/2011

In mostra 250 fotografie inedite che testimoniano la relazione di Guidi con il territorio sardo nel 1974 e nel 2011

 

Guido Guidi in Sardegna

NUORO – Museo d’Arte provincia di Nuoro (MAN)
Via Sebastiano Satta, 27 – Nuoro

Fino al 20 ottobre 2019

 

GUIDO GUIDI, in Sardegna – 1974/2011
© Guido Guidi | Guido Guidi, Sardegna, Maggio 1974, stampa ai sali d’argento

 

 

Al Museo d’Arte della Provincia di Nuoro fino al 20 ottobre sono esposte 250 fotografie inedite realizzate da Guido Guidi in Sardegna, che testimoniano la relazione con il territorio sardo, ripreso una prima volta nel 1974 e successivamente nel 2011.

Oltre trentacinque anni di distanza tra le due serie di foto diventano occasione per un racconto antropologico e paesaggistico dei cambiamenti occorsi nell’isola nel corso di quattro decenni.

Ma anche un percorso di ricerca sul medium della fotografia che pone in dialogo immagini in bianco e nero degli anni Settanta e opere a colori degli anni Duemila.

Guido Guidi (Cesena 1941), fotografo e intellettuale di prim’ordine, si forma negli anni mitici dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) quando insegnavano maestri come Bruno Zevi, Giancarlo De Carlo, Luigi Veronesi, Italo Zannier e Carlo Scarpa.

Dalla fine degli anni sessanta realizza importanti ricerche personali, indagando il paesaggio e le sue trasformazioni e sperimentando al contempo il linguaggio fotografico.

Guido Guidi è stato tra i primi, in Italia, a fotografare il paesaggio marginale e antispettacolare della provincia.

Le sue ricerche sull’edilizia spontanea, o quelle successive sulle aree industriali evidenziano una caratteristica del suo lavoro, simile a quello di uno “scavo stratigrafico”.

Senza imporre idee preconcette raccoglie sistematicamente i segni del passato e del presente: le sue fotografie portano alla luce le tracce accumulate dal tempo.

Volti e tracce di presenze umane ma anche abitazioni, strade sterrate e specchi d’acqua, diventano i soggetti di una storia senza protagonisti che si rivela nell’incontro con l’obiettivo fotografico, in un racconto per immagini che testimonia l’evoluzione della cifra stilistica di Guido Guidi.

 

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: www.museoman.it

DAVIDE RIVALTA – My land. Firenze, Forte del Belvedere

Dieci bufale, un’aquila, un rinoceronte e due lupi, ma anche disegni site-specific con grandi figure di volatili

 

Davide Rivalta con My Land

FIRENZE – Forte del Belvedere
Via di San Leonardo

Fino al 20 ottobre 2019

 

Davide Rivalta con My Land a Firenze
Davide Rivalta. My land. Installation view at Forte di Belvedere, Firenze 2019. Photo © Nicola Neri

 

 

Forte Belvedere, nome comune della fortezza di Santa Maria in San Giorgio del Belvedere, è una delle due fortezze di Firenze, oltre a un celebre punto panoramico e pregevole opera architettonica della città sul punto più alto della collina di Boboli.

Fino al 20 ottobre il Forte, con i suoi spazi interni ed esterni, presenta  Davide Rivalta con My Land, personale di un importante artista contemporaneo italiano Davide Rivalta in contemporanea con la mostra “A perfect day” del fotografo Massimo Listri.

Davide Rivalta (Bologna 1974) si serve del linguaggio della pittura, del disegno e della scultura, in resina, bronzo, alluminio, di cui realizza personalmente le fasi della lavorazione e della fusione con l’antichissimo metodo della “cera perduta”.

Un processo con il quale da vita a singolari animali nei quali mette in luce i caratteri propri del mondo animale spesso deviati da una visione antropocentrica della realtà.

Rivalta riesce infatti a rendere i suoi animali presenti e vivi con tutta la loro energia indomita.

In una passeggiata negli spalti esterni di Forte del Belvedere, tra terrazze e aree verdi, ci si imbatte in dieci bufale, un’aquila, un rinoceronte e due lupi.

Presenze indomite, quasi senza tempo, in un’invasione ‘barbara’, ‘selvaggia’ degli spazi trasformati da giardino in spazio libero.

La mostra continua anche nelle nuove sale espositive al piano interrato del Forte.

Luoghi in cui sono quindi esposti i disegni site-specific di Rivalta con grandi figure di volatili abbozzate sui muri che insieme illustrano ed integrano il processo creativo dello scultore.

Si tratta di all drawing, quasi graffiti che trasformano le sale in una grotta preistorica.

L’opera di Rivalta è dunque una riflessione critica sul comportamento verso animali e natura da parte di un Uomo che si sente signore e padrone della natura.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 20.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:

E-mail: info@muse.comune.fi.it
Sito web: https://cultura.comune.fi.it/pagina/musei-civici-fiorentini

FARAH AL QASIMI: List Projects

La prima mostra americana di Farah Al Qasimi che comprende anche la presentazione in anteprima del nuovo video “Um Al Naar”

 

FARAH AL QASIMI: List Projects

CAMBRIDGE – MIT List Visual Arts Center
20 Ames St ,Cambridge, MA , 02142 – Massachusetts USA

Fino al 20 ottobre 2019

 

Farah Al Qasimi in mostra a Cambridge
Um Al Naar (Mother of Fire) (still), 2019
HD video, color, sound, 30:00 min.
Courtesy the artist; Helena Anrather, New York; and The Third Line, Dubai. © Farah Al Qasimi
Exhibition installation view of List Projects: Farah Al Qasimi at MIT List Visual Arts Center, Cambridge, MA (July 30– October 20, 2019)
Photo: Charles Mayer

 

Proprio come il prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Tecology) spinge i confini dell’indagine scientifica, la missione del List Visual Arts Center, situato nel campus del MIT, è quella di esplorare la creazione di arte contemporanea stimolante, intellettualmente curiosa, in tutti i media.

Il Visual Art Center del MIT di Cambridge ospita la prima mostra americana di Farah Al Qasimi: Lists Projects.

Una esposizione che comprende anche la presentazione in anteprima di un nuovo video “Um Al Naar” (Mother of Fire) (2019) e una selezione di fotografie recenti.

Farah Al Qasimi nata nel 1991 ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), vive e lavora tra Dubai e gli Stati Uniti; è artista poliedrica che si applica nella musica, nelle istallazioni audio/video, nella fotografia e nelle performance.

Nella sua pratica, infatti, l’artista combina fotografia, video e performance per esplorare questioni di identità, genere, nazionalità e classe.

La curatrice Henriette Huldisch ha dichiarato: “Siamo lieti di lavorare con Farah in questa presentazione. Le sue fotografie e le immagini in movimento sono visivamente rigogliose come sono controllate, offrendo informazioni su complesse condizioni storiche e contemporanee che influenzano la formazione di genere e identità culturale “.

Il lavoro di Farah nel corso degli anni ha portato l’artista a confrontarsi sia con spazi privati che con spazi pubblici, ma il contenuto è rimasto principalmente focalizzato sulla localizzazione del fantastico nel quotidiano con attenzione particolare nella esplorazione del fenomeno del consumo che seduce e modifica le persone, in particolare la donna, con promesse di bellezza e di auto-miglioramento continuo.

Nonostante la giovane età l’artista può vantare una presenza notevole in mostre e collezioni a livello internazionale.

 

Orari:
Martedì-domenica dalle 12.00 alle 18.00
giovedì dalle 12.00 alle alle 20:00

Informazioni:
Tel: +1 [617] 253-4680
E-mail: listinfo@mit.edu
Sito web: https://listart.mit.edu

Martha Rosler: Si tú vivieras aquí

La mostra riunisce una selezione di opere incentrate su studi di genere, conflitti sociali e temi di spostamento e migrazione

 

Martha Rosler a Santiago del Cile

Museo d’Arte Contemporanea
Parque Forestal venue, 506 Ismael Valdés Vergara Av.
Santiago, 8320061 Cile

 

Fino al 13 ottobre 2019

 

Martha Rosler: Si tú vivieras aquí
Martha Rosler, Semiotics of the kitchen, 1975

 

 

Martha Rosler è un’artista nata nel 1943 a New York.

Utilizza diversi media come la fotografia, la scultura, i video e le installazioni.

Particolarmente interessata alla televisione, che identifica con lo strumento per eccellenza per la propaganda di stereotipi del femminile e miti quotidiani, Martha Rosler utilizza il collage per manipolare le immagini dei media che esprimono il mito americano di benessere e felicità, giustapponendole ad altre immagini crude che esibiscono la guerra, il sangue e donne ritratte come oggetti sessuali.

Tra i suoi lavori più noti c’è il video “Semiotic of the kitchen”, del 1975. Nell’opera si osserva l’artista intenta a spiegare l’utilizzo di diversi utensili allineati di fronte a lei.

Quest’opera rappresenta un atto di ribellione nei confronti della visione comune della cucina come luogo caldo e accogliente destinato al lavoro della donna. Così, utilizzando un lessico e dei gesti colmi di rabbia e frustrazione, Rosler attacca i pregiudizi legati al mondo femminile.

Si tú vivieras aquí” (Se hai vissuto qui), è la prima retrospettiva di Martha Rosler in America Latina e mostra i momenti significativi della sua evoluzione artistica.

Si potranno vedere opere in cui l’artista utilizza un linguaggio ibrido che mescola video, scrittura, installazione e performance attraverso cui esplora la quotidianità con un approccio critico e femminista.

La mostra riunisce una selezione di opere incentrate su studi di genere, conflitti sociali e temi di spostamento e migrazione.

Oltre all’opera classica citata Semiotica della cucina, in mostra anche opere della serie Casa bella: portare a casa la guerra.

 

 

Orari:
Tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Lunedì chiuso

Informazioni:
Tel: +56 2 2977 1741
E-mail: dirmac@uchile.cl

Sito web: http://www.mac.uchile.cl/exhibiciones/e/si-tu-vivieras-aqui

The mysteries of materials. Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff

Una esposizione di circa novanta xilografie, in cinque blocchi tematici, e una serie di sculture

 

The mysteries of materials. Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff

FRANCOFORTE – Städel Museum
Schaumainkai 63
60596 Frankfurt am Main

Fino al 13 ottobre

 

The misteries of materials.  Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff a Francoforte
Erich Heckel (1883–1970)
Colour woodcut from two printing blocks on wove paper
267 × 306 mm (printing block)
Städel Museum, Frankfurt am Main
Estate Erich Heckel, Hemmenhofen
© VG Bild-Kunst, Bonn 2019
Photo: Städel Museum

 

Germania è l’anno delle mostre espressioniste: dopo Emil Nolde all’Hamburger Bahnhof di Berlino, altri tre maestri suoi contemporanei, Ernst L. Kirchner (1880-1938), Erich Heckel (1883-1970) e Karl Schmidt-Rottluff (1884-1976), fino al 13 ottobre ricevono il doveroso tributo dello Städel Museum di Francoforte con l’allestimento della mostra «Il segreto della materia. Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff».

Il titolo si riferisce alla riscoperta del legno, materiale dimenticato nel mondo delle arti, ma prediletto dai tre pittori tedeschi che nell’estate del 1905 diedero vita a Dresda al gruppo «Die Brücke» (il ponte).

Le irregolarità del legno, le sue varietà di durezze e colore, stimolarono a nuove sperimentazioni nell’arte della xilografia.

Si partiva dal rilievo scolpito per poi arrivare al prodotto stampato, o viceversa, in un’intima commistione di tecniche e stili.

Lo Städel mostra “The mysteries of materials”, una esposizione con oltre 100 capolavori, la maggior parte dei quali proviene dalla collezione ereditata (e nascosta negli anni della guerra) da Carl Hagemann, uno dei più grandi collezionisti tedeschi della prima metà del XX secolo.

Sono evidenziate in mostra le reciproche relazioni tra intaglio in legno e scultura in legno nelle opere dei principali esponenti dell’Espressionismo tedesco.

Dopo che Kirchner, Heckel e Schmidt-Rottluff formarono insieme l’associazione di artisti “Brücke” a Dresda nel 1905, la xilografia divenne uno dei loro mezzi artistici più importanti.

Fino agli anni ’20 / ’30, la loro specifica modalità espressiva e il piacere che provavano nella sperimentazione erano particolarmente evidenti nei lavori eseguiti con questa tecnica di stampa.

Saranno esposte quindi circa novanta xilografie in cinque blocchi tematici e una serie di sculture.

 

Orari:
Martedì, mercoledì, sabato, domenica ore 10.00 – 18.00
Giovedì, venerdì ore 10.00 – 21.00
Chiuso il lunedì

 

Informazioni:
Sito web: https://www.staedelmuseum.de/en

OMAR GALLIANI. Il corpo del disegno

Circa cinquanta opere storiche, alcune di grandi dimensioni (matite nere su tavole di cm 400×400)

 

Omar Galliani a Foligno

Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC)
Via del Campanile, 13 – Foligno (Perugia- Umbria)

Fino al 13 ottobre 2019

 

Omar Galliani "Il corpo del disegno"
Cover: Omar Galliani, Berenice (2014). Matita nera e pastello su tavola, cm 400×400 (dettaglio)

 

 

Il Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC) occupa un palazzo costruito nel 1944 nel centro storico di Foligno sulle rovine di un Ufficio Postale.

Attivato per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno per farne sede di conservazione della propria collezione permanente e centro dinamico di cultura il CIAC, ospita così fino al 13 ottobre una mostra di Omar Galliani.

Nato nel 1954 a Montecchio Emilia, dove tutt’ora vive e lavora, Omar Galliani è oggi considerato maestro indiscusso del disegno italiano.

Sono quindi in mostra circa cinquanta opere storiche di Galliani.

Alcune di grandi dimensioni (matite nere su tavole di 400×400 centimetri), presentate e premiate nei principali musei italiani ed internazionali, dal GAM di Torino alla Biennale di Praga, dalla Biennale di Pechino a Seul, Shanghai Xian.

Si tratta nello specifico di anatomie o frammenti di anatomie dai nomi ispirati a costellazioni o personaggi mitici come per esempio Berenice, Cassiopea, Orione, Prometeo e Respiro.

Sarà inoltre presentato in anteprima al CIAC il trittico L’anello di Berenice (2019), composto da tre tavole di grandi dimensioni.

Un’opera che riprende così uno dei soggetti cari all’artista – l’anello – inteso infatti come simbolo di perfezione, elemento di congiunzione e metafora del moto circolare che caratterizza la nostra esistenza.

Il progetto sarà quindi arricchito da un intervento site-specific di Omar Galliani.

Una creazione che, nel corso della mostra, traccerà sulla parete principale del museo un sottile segno di matita che attraverserà quindi le pareti del CIAC, rincorrendosi così per oltre 25 metri fissando un corpo femminile ripetuto più volte sempre uguale.

 

Orari:
Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Sabato e domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Da lunedì a giovedì chiuso

 

Informazioni
Tel: +39 0742 340090
E-mail: info@centroitalianoartecontemporanea.it
Sito web: http://www.centroitalianoartecontemporanea.com

Lisa Jonasson: Act and Meaning

Lisa Jonasson: Act and Meaning. Opere a forma di libri che si ricollegano alle prime opere testuali e ai fumetti, e opere tridimensionali

 

 

Lisa Jonasson: Act and Meaning

STOCCOLMA – Galleri Magnus Karlsson
Fredsgatan 12,
111 52 Stockholm
Stockholm , Sweden

Fino al 19 ottobre 2019

 

 

Lisa Jonasson in mostra a Stoccolma
Lisa Jonasson: Act and Meaning

 

 

Lisa Jonasson (1978) è artista svedese formatasi al Royal Institute of Arts di Stoccolma (1999-2004).

Nel corso di una mostra studentesca a Kulturhuset, Stoccolma fu notata per i suoi manifesti in cui si combinavano umorismo, coinvolgimento della comunità, provocazione e poesia intrigante.

Nell’evoluzione della sua ricerca artistica, l’aspetto linguistico del lavoro di Lisa Jonasson è rimasto, ma la parola scritta si è sviluppata in fumetti e successivamente in collage di parole senza parole ove con immagini brulicanti realizzate in modo intuitivo con piccoli pezzi di carta ritagliata e dipinta montati con grande precisione.

La tecnica e il tema sono stati sviluppati nella prima mostra personale alla prestigiosa galleria di Stoccolma Galleri Magnus Karlsson che ha tenuto nel 2015.

Qui i collage hanno avuto parti tridimensionali e composizioni più distinte.

Nelle nuove opere queste parti tridimensionali trovano maggiore attenzione, sia negli elementi intagliati che negli sfondi che sono arcuati verso l’interno e verso l’esterno.

Lisa Jonasson descrive le opere come una divisione di corpi e superfici. I corpi sono scolpiti in legno di balsa, in una sorta di oggetti anonimi con lo scopo di trasportare la superficie.

Negli ultimi anni ha lavorato per diverse commissioni pubbliche prima di tornare ad esporre in galleria con la mostra personale “Act and Meaning”.

In mostra ci sono anche una serie di opere a forma di libri che si ricollegano alle prime opere testuali e ai fumetti ove si esaltano simboli, segni e informazioni a ricordare murales egiziani e narrativa antica; una creazione di immagini che sono espressione della scrittura.

 

Orari:
Da martedì a venerdì dalla ore 12.00 alle ore 17.00
Sabato dalle ore 12.00 alle ore 16.00

 

Informazioni:
Tel: +46 8 660 43 53

Sito web: https://www.galleriesnow.net/shows/lisa-jonasson-akt-och-mening/

Sergio Scabar – Oscura camera

Quasi 300 fotografie, partendo dal genere del Reportage, fino alla sua dimensione artistica più sperimentale e riflessiva

 

Sergio Scabar – Oscura camera

GORIZIA – Palazzo Attems Petzenstein
Piazza De Amicis, 2
34170 Gorizia (GO)

Fino al 13 ottobre 2019

 

Sergio Scabar a Gorizia
OSCURITÀ SILENTE, 2017. Stampa alchemica ai sali d’argento applicata su cartoncino, in cornice, cm 28,5×39. Foto ©Luca Laureati

 

I Musei Provinciali di Gorizia presentano, presso Palazzo Attems Petzenstein la prima mostra antologica dedicata in Italia a Sergio Scabar, nato a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove vive e lavora.

Sergio Scabar comincia ad interessarsi alla fotografia nel 1964 utilizzandola soprattutto con finalità di racconto e reportage.

Successivamente, negli anni ’80, il suo lavoro prende una svolta sostanziale, la figura umana esce dai suoi lavori ed il suo interesse si concentra sulla natura, sublimando l’aspetto materiale e concettuale.

Egli in particolare è divenuto noto per l’originalità de “Il teatro delle cose del 1996”, serie di foto con cui inizia una stampa alchemica ai sali d’argento “unico esemplare”.

Questo metodo di lavoro ha segnato la sua svolta stilistica votata a una ricerca poetica incentrata sull’essenzialità degli oggetti e delle loro forme.

Sergio Scabar – Oscura camera: una mostra presenta quasi 300 fotografie e si sviluppa seguendo l’andamento cronologico del lavoro di Scabar.

Partendo infatti dalle prime foto en plein air, del genere del Reportage, si arriva alla sua dimensione artistica più sperimentale e riflessiva degli ultimi anni.

Nel Reportage le foto sono contrassegnate da una forte impronta testimoniale, che si coglie nella sala dedicata alle immagini scattate nel 1976 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Gorizia.

In seguito Scabar si concentra soprattutto sull’aspetto materico dei soggetti indagati sia in bianco nero che a colori, in condizione di tenue illuminazione.

Dalla fine degli anni Novanta, la Natura Morta diventa l’asse portante della sua produzione.

Gli oggetti che l’artista dispone con meticolosità di fronte alla fotocamera appartengono alla quotidianità nella vita e nel lavoro.

 

Orari:
Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Tel: +39 0481 547541
E-mail: musei.erpac@regione.fvg.it

Sito web: https://musei.regione.fvg.it/index.php?page=it/mostre/mostre_future_ed_in_corso/sergio_scabar_oscura_camera/

REBECCA BELMORE: di fronte al monumentale

Una raccolta di immagini che esplorano le questioni urgenti del nostro tempo con 28 opere, sculture, installazioni, fotografia e video

 

Rebecca Belmore – “Facing the Monumental”

MONTREAL – Museo d’arte Contemporanea (MAC)
185, rue Sainte-Catherine Ouest (angolo Jeanne-Mance)
Montréal (Québec), H2X 3X5 – Canada

 

Fino al 6 ottobre 2019

 

 

Rebecca Belmore a Montreal MAC
Rebecca Belmore, The Named and the Unnamed, 2002 Video projection, light bulbs, 240 x 316.2 x 31.8 cm
Collection of the National Gallery of Canada, purchased 2009. 42607
© Rebecca Belmore
Photo: Howard Ursuliak/Morris and Helen Belkin Art Gallery

 

Situato nel cuore del Quartier des Spectacles, il Musée d’art contemporain (MAC) de Montréal per oltre cinquant’anni ha riunito artisti locali e internazionali, le loro opere e un pubblico in continua crescita.

Attraverso le sue mostre, il MAC offre una finestra su una miriade di espressioni d’avanguardia che diffondono la portata dell’arte in tutta la città e oltre.

Fino al 9 ottobre il museo Il Musée d’art contemporain de Montréal ospita la più grande mostra dell’artista canadese Rebecca Belmore che vuole offrire una visione d’insieme degli ultimi 30 anni di carriera di un’artista fortemente radicata nella realtà politica e sociale delle comunità indigene del Canada.

Membro della prima nazione del Lac Seul (Anishinaabe), Rebecca Belmore è un’artista multidisciplinare riconosciuta a livello internazionale come una dei più importanti artisti contemporanei.

Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2005 e a Documenta 14 nel 2017 e da trent’anni tiene mostre personali e collettive nel mondo.

Rebecca Belmore ha iniziato a lavorare come artista performativa alla fine degli anni ’80, impiegando un linguaggio che è sia poetico che provocatorio.

L’arte di Belmore ha affrontato argomenti come i diritti dell’acqua e della terra, la vita e la dignità delle donne e la violenza dello stato contro gli indigeni.

Il suo lavoro posiziona lo spettatore come testimone e incoraggia tutti noi ad affrontare ciò che è monumentale.

In “Facing the Monumental”, l’artista presenta una raccolta di immagini viscerali che esplorano le questioni urgenti del nostro tempo con 28 opere, sculture, installazioni, fotografia e video.

 

Orari:
Martedì: dalle 11.00 alle 18.00
Mercoledì, Giovedi, Venerdì: 11.00-21.00
Sabato, domenica: dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì chiuso

 

Informazioni:
Sito web: https://macm.org/en/general-information/