Artisti italiani ed esteri in esposizioni mondiali
L’arte nel mondo accomuna tutti i paesi e le persone, sebbene le tecniche siano differenti.
Espressioni artistiche che rappresentano le esperienze e le conoscenze di ogni interprete.
Usanze e tipicità sono poi trasferite nelle opere per renderle uniche.
Grazie a tutti gli eventi presenti in ogni paese del mondo, viaggiare significa anche conoscere le diverse forme d’arte e gli artisti che ne sono l’espressione.
Per celebrare i 500 anni dalla morte, Fondazione Stelline di Milano omaggia Leonardo con una mostra che si pone l’obiettivo di sottolineare come l’opera di Leonardo continui a contaminare l’arte contemporanea.
Sei artisti Kapoor, Guangyi, Longo, Samorì Minjiun e il duo Masbedo dialogano con Leonardo e interpretano il Cenacolo presente nel vicino convento di Santa Maria delle Grazie.
Leonardo da Vinci a Londra, in mostra alla Queen’s Gallery dal 24 maggio al 13 ottobre
LONDRA – Queen’s Gallery – Buckingham Palace
Buckingham Palace Rd, London SW1A 1AA
24 maggio – 13 ottobre 2019
Leonardo da Vinci (Vinci 1452 – Amboise 1519), La Testa di Leda, 1504-1506 circa, Penna e inchiostro su gesso nero su carta, 14.7x 17.7 cm | RCIN 912518
Leonardo da Vinci a Londra in mostra dal 24 maggio, per ricordare i 500 anni dalla sua morte.
Nel 1670 re Carlo II acquisì al patrimonio della famiglia reale inglese oltre 550 fogli contenenti testi e disegni di Leonardo da Vinci.
Nella ricorrenza della scomparsa dell’artista, una selezione di 200 disegni provenienti dal quel corpus, conservati a Buckingham Palace e non esposti al pubblico in modo permanente per ragioni di conservazione legate alla fragilità del supporto cartaceo, potranno essere ammirati all’interno della Queen’s Gallery di Buckingham Palace.
Si tratta della tappa finale del tour che vede coinvolti oltre 12, tra musei e gallerie del Regno Unito, nel corso del 2019.
Il tema della diaspora rumena raccontato al Padiglione Romania per la Biennale Arte 2019
PADIGLIONE ROMANIA Giardini
Artisti: Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu, Miklós Onucsán Titolo: Unfinished Conversations on the Weight of Absence
Biennale Arte 2019 Padiglione Romania
Tre artisti rappresentano la Romania alla Biennale Arte di Venezia 2019, Belu-Simon Făinaru (Bucarest 1959) scultore che vive tra Israele e Belgio, Dan Mihălţianu (Bucarest 1954) artista specializzato in video, istallazioni, vive tra Bucarest e Berlino, Miklós Onucsán (Gherla 1952) artista grafico.
Le installazioni proposte dai tre artisti, originariamente concepite negli anni ’80 e ’90, nelle loro storie espositive sono state perciò sottoposte a trasformazioni materiali o concettuali e a Venezia acquisteranno così un significato diverso o cambieranno la loro struttura formale, diventando così opere d’arte nuove e attuali.
Includendo nello specifico il tema della diaspora rumena, la mostra presenta quindi la “mobilità” culturale attraverso lo spazio e il tempo di queste opere ricalibrate come una risposta poetica al crescente appeal politico del nazionalismo e del populismo.
Fondazione Querini Stampalia: Jörg Immendorff con “Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die”
JÖRG IMMENDORFF: Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die Presso Fondazione Querini Stampalia campo Santa Maria Formosa
8 maggio – 24 novembre 2019
Eventi Collaterali Biennale Arte 2019
Jorg Immendorff (1945-2007) è stato uno dei più importanti artisti ad emergere nella Germania del secondo dopoguerra.
Il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali e collettive a partire dalla metà degli anni ’60.
La mostra è un Evento Collaterale della 58^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e rappresenta la prima grande rassegna dell’artista, allievo ribelle di Joseph Beuys in un’istituzione italiana.
La rassegna veneziana sarà la prima a focalizzarsi sul particolare aspetto del rapporto con il suo maestro, nonché sull’aspetto della poetica di Immendorff; sulla sua costante lotta nell’elaborare e superare questo ‘complesso edipico’ attraverso la rappresentazione pittorica.
Per Immendorff la pratica artistica si trasforma così in uno strumento di autoanalisi ed emancipazione.
Massimiliano I° d’Asburgo: committente d’arte e parte attiva nella realizzazione delle opere
TIROLO – Museo storico culturale della Provincia di Bolzano
Via del castello, 24 – 39019 Tirolo (BZ)
27 luglio – 3 novembre 2019
Maximilianus – L’arte dell’imperatore
Massimiliano I° d’Asburgo: in occasione dei 500 anni dalla sua morte, il museo di Castel Tirolo raccoglie e presenta per la prima volta le tracce dell’intervento diretto dell’Imperatore sui suoi progetti artistici.
Egli infatti capì l’importanza dell’utilizzo delle immagini in ambito politico, tanto da essere considerato il padre della propaganda iconografica in età moderna.
La mostra evidenzia il ruolo di Massimiliano come committente d’arte non tanto o non solo per decorare, ma per comunicare.
Una attenta raccolta documentale permette di ricostruire le sue azioni nei confronti degli artisti chiamati: dal primo contatto in cui spiega la sua idea, al controllo dei disegni preliminari e definitivi, fino all’autorizzazione alla realizzazione dell’opera.
Non solo committente quindi ma anche parte attiva del progetto.
Bruno Munari – Negativo-positivo giallo-rosso, 1951 olio su tela 100 x 100 cm. Collezione Intesa San Paolo
Italia moderna: storia raccontata a Pistoia con una esposizione a Palazzo Buontalenti.
La neonata Fondazione Pistoia Musei gestirà quattro sedi in città ed ha avviato il suo programma che, suddiviso in due parti, si concluderà il 17 novembre.
Il progetto completo di mostra prevede quindi oltre 150 opere, tutte selezionate dalle collezioni di Intesa Sanpaolo.
I lavori mostrano le evoluzioni dell’esperienza artistica italiana in uno dei periodi di trasformazione del Paese.
La “Ricostruzione” e la “Contestazione” date che rappresentano al tempo stesso i due poli cronologici entro cui si sviluppa la visione italiana di Modernità e due indicatori culturali dello scenario di idee e di costumi che hanno portato l’Italia alla ribalta internazionale, sia come economia che come cultura.
La mostra fino a Agosto presenta la prima parte relativa alla ricostruzione e va dal 1945 al 1959, mentre una successiva da agosto a 17 novembre presenterà il periodo della “contestazione” 1960 -1975.
Sarà possibile vedere opere di grandi maestri dell’arte contemporanea, tra cui Bruno Munari,Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Piero Manzoni,Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Gillo Dorfles, Alberto Burri.
Biennale Arte 2019: Padiglione Bulgaria a Palazzo Giustinian Lolin
PADIGLIONE BULGARIA Palazzo Giustinian Lolin – Fondazione Levi – San Marco, 2893
Artisti: Rada Boukova e Lazar Lyutakov Titolo: How we live- Come viviamo
Biennale Arte 2019 Padiglione Bulgaria
Le due artiste, invitate ad allestire il padiglione della Bulgaria a seguito di un bando nazionale del Ministero della cultura, hanno realizzato la propria opera facendo espressamente in riferimento all’antico palazzo Giustinian Lolin che si affaccia sul Canal Grande a due passi dal ponte dell’Accademia e che le ospita.
Come Viviamo è un dialogo, confronto visivo tra due opere individuali che riflettono, con le diverse sensibilità e tecniche espressive della singola artista, sul concetto di tradizioni artigianali secolari giustapposte alla produzione industriale su vasta scala di beni standard e accessibili che si intromettono nel vivere contemporaneo.
Palazzo Giustinian – Lolin, la cui struttura attuale è stata edificata nel XVII secolo da parte dell’architetto veneziano Baldassare Longhena.
L’edificio però nella sua antica fondazione, risale al XIV secolo.
In questo contesto si possono quindi ritrovare le opere individuali di Rada Boukova e Lazar Lyutakov, realizzate per la partecipazione della Bulgaria alla Biennale Arte 2019.
Curatore: Vera Mlechevska Commissario organizzazione: Ministero della cultura
Artisti espositori: Bishwajit Goswami, Nafis Ahmed Gazi, Preema Nazia Andaleeb, Ra Kajol, Uttam Kumar Karmaker, Domenico Pellegrino, Heidi Fosli, Franco Marrocco, Sandro Varagnolo
Titolo: Thirst – sete
Biennale Arte 2019 Padiglione Bangladesh
Al Padiglione Bangladesh, la mostra prevede di concentrarsi su uno dei problemi che più colpiscono il Bangladesh, ossia la crisi dell’acqua dolce.
Molto forte diventa così anche il tema della grande contraddizione di un paese ricco d’acqua ma che soffre di siccità.
Il problema è infatti causato a monte, dalle dighe su tanti fiumi in India che riducono il flusso a valle e, a valle, il cuneo salino che riduce l’acqua potabile in modo rilevante.
Gli artisti partecipanti interpretano quindi individualmente e collettivamente il tema della “Sete” che va oltre il semplice aspetto fisico per espandersi in molti territori: intellettuale, artistico e così via.
Il contributo creativo degli artisti che si occupano di questo difficile argomento riconosce, in termini simbolici o metaforici, le proprietà salvavita e terapeutiche dell’acqua nel suo uso corretto e regolare.
L’acqua, una risorsa naturale e fonte di vita in tutti i paesi, che in molti casi scarseggia anche nei paesi più ricchi di corsi.
Tutto ciò a causa di opere e costruzioni da parte dell’uomo, che a volte si rivelano dannose anziché migliorative per le popolazioni.
Molti quindi gli artisti bengalesi presenti al padiglione, che hanno approfondito ed espresso nelle loro opere questa condizione.
Curatori: Mokhles Rahman, Viviana Vannucci Commissario: Liaquad Ali Lacky
Padiglione Argentina alla 58^ Biennale Arte con l’artista Mariana Telleria
PADIGLIONE ARGENTINA
ARSENALE – SALA d’ARMI
Artisti: Mariana Telleria Titolo: El nombre de un país / The Name of a Country
Biennale Arte 2019 Padiglione Argentina
Il Padiglione ARGENTINA alla Biennale arte 2019, si presenta nel dettaglio come una provocazione che spinge a riflettere.
“El nombre de un país” sintetizza quindi il mondo concettuale e l’azione artistica di Mariana Telleria.
Composto da sette sculture monumentali che fungono da bestiario scandalistico, il progetto spinge l’osservatore immerso tra le sculture a vivere trasformazione intuitiva delle cose tutte parificate, come un archivio di significati desacralizzati in cui l’iconografia religiosa, la spazzatura, la moda, lo spettacolo e la natura condivhttps://trehyus.com/wp-content/uploads/2022/11/Handmade-Kid-Shop-Costumes-archive-1.jpgo la stessa gerarchia orizzontale.
Curatore: Florencia Battiti Commissario: Sergio Alberto Baur Ambasciatore
Ludovica Carbotta con Monowe in mostra a Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
TORINO – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Mondane, 16 – Torino
6 ottobre 2019
Ludovica Carbotta
Ludovica Carbotta e Monowe: suo personale progetto nello specifico proiettato alla costruzione di un modello urbanistico ideale e dà forma a un organismo in divenire, in cui le dimensioni della finzione e della realtà coesistono in un rapporto dialettico.
Per fare ciò si avvale di diversi mezzi espressivi, scultura, installazione, documenti, opere sonore e azioni performative.
Finora questa città ideale era stata presentata per stralci, mentre a Torino Monowe si presenta in una visione d’insieme dove i singoli elementi costitutivi entrano così in gioco mostrando i rapporti tra essi esistenti in termini di ruolo e funzione che occupano della città ideale.
Il lavoro di Carbotta è quindi intriso di forti connotati di analisi e riflessione sull’essere dell’individuo nello spazio assegnatogli dalla contemporaneità e si presenta come un continuo work in progress.
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