“The Revolving World”: verità e vicende del Regno di Thailandia alla Biennale Arte 2019
PADIGLIONE THAILANDIA In Paradiso Art Gallery -Giardini della Biennale, Castello 1260
Artisti: Somsak Chowtadapong, Panya Vijinthanasarn, Krit Ngamsom Titolo: The Revolving World
Biennale Arte 2019
Situato all’inizio dei Giardini della Biennale In Paradiso Art Gallery è lo spazio che ospita il padiglione nazionale della Thailandia alla Biennale 2019.
Tre artisti sono chiamati a rappresentare con tre diverse creazioni storie, verità e vicende del regno di Thailandia.
L’attenzione dei tre artisti è rivolta all’analisi del contesto sociale e culturale del paese nella sua dimensione nazionale ma anche nella dinamica del rapporto con altri paesi.
Curatore: Tawatchai Somkong Commissario: Vimolluck Chuchat, Office of Contemporary Art and Culture, Ministry of Culture, Thailand
All’Arsenale, per la 58^ Edizionde della Biennale Arte, il Padiglione Sudafrica presenta l’opera “The stronger we become”
PADIGLIONE SUDAFRICA Arsenale
Artisti: Dineo Seshee Bopape, Tracey Rose, Mawande Ka Zenzile Titolo: The stronger we become
Biennale Arte 2019
Tre sono gli artisti che, ispirati dal titolo della mostra “più forti diventiamo”, sono chiamati a esplorare la necessità e capacità della società sudafricana contemporanea di sopportare e superare le grandi difficoltà.
Si espongono così i temi sociali, politici ed economici che il mondo di oggi presenta.
Tre modi quindi diversi di narrare questa resilienza sociale.
Opape crea infatti istallazioni che trasformano gli spazi in arene di meditazione ove storie, collettive e individuali si intrecciano.
Ka Zenzile trae invece ispirazione dal pensiero postcoloniale africano.
Infine, Rose, riflette sulle differenze culturali, economiche e politiche del paese, e indaga le questioni di genere e colore, regate all’identità, attraverso immagini del proprio corpo.
Curatori: Nkule Mabaso, Nomusa Makhubu Commissario: Titi Nxumalo, Console Generale
Collezione Guggenheim di Venezia: esposizione su Jean Arp, con focus su sei anni di lavoro
Jean Arp allaPeggy Guggenheim Collection
Dorsoduro 701 – Venice, 30124
13 aprile- 2 settembre 2019
Jean Arp, “Head and Shell (Tête et coquille)”, ca. 1933, Peggy Guggenheim Collection, Venice
Jean Arp alla Peggy Guggenheim Collection con una mostra dedicata a sei anni della sua carriera artistica.
La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più importante d’Italia per l’arte americana del XX secolo, creato dall’ereditiera americana Peggy Guggenheim (1898-1979) unendo il nucleo della sua collezione a Londra, Parigi e New York tra il 1938 e il 1947 con il consiglio di artisti e critici.
Si trova nell’antica casa di Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, unico palazzo sul Canal Grande a Venezia la cui costruzione si è fermata al primo piano, la cui terrazza è oggi una magnifica vista sul Canale.
La mostra presenta un focus su sei anni di lavoro dell’artista Jean Arp (1886-1966).
Nel 1916 fu tra i fondatori di Dada, movimento artistico la cui unica regola era l’imprevisto e la casualità.
Ha prodotto un corpus influente di opere, coprendo un’ampia varietà di materiali e formati.
La sua arte si basa su un vocabolario originale di forme, che varia fluidamente tra l’astrazione e la rappresentazione e ripensa radicalmente l’arte tradizionale e l’approccio al processo creativo.
Le opere in mostra sono oltre settanta.
Si spazia così tra sculture in gesso, pietra, bronzo e legno, a disegni e collage, a tessuti e libri illustrati.
Di queste opere, sette appartengono al Museo veneziano ed altre sono giunte in prestito da istituzioni internazionali e raccolte private.
Orari:
Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Sabato, Domenica Dalle 10:00 Alle 18:00
Chiuso martedì
La sala espositiva del padiglione è organizzata come un lungo rotolo tridimensionale di pittura cinese.
Il punto interessante è che non è possibile visualizzare l’intero scorrimento in una sola volta.
Girovagare nella sala delle esibizioni è come aprire il rotolo, con panorami mutevoli e esperienze diverse che gli spettatori possono percepire con il loro cuore.
Significativo il titolo RE – 睿 insieme rappresentano una pronuncia simile a Saggezza, per cui l’esposizione è quasi un messaggio il cui tono potrebbe essere: di fronte ai problemi di oggi potremmo aver bisogno di sentire Saggezza.
Curatore: Wu Hongliang Commissario: China Arts and Entertainment Group Ltd. (CAEG)
Per celebrare i 500 anni dalla morte, Fondazione Stelline di Milano omaggia Leonardo con una mostra che si pone l’obiettivo di sottolineare come l’opera di Leonardo continui a contaminare l’arte contemporanea.
Sei artisti Kapoor, Guangyi, Longo, Samorì Minjiun e il duo Masbedo dialogano con Leonardo e interpretano il Cenacolo presente nel vicino convento di Santa Maria delle Grazie.
Leonardo da Vinci a Londra, in mostra alla Queen’s Gallery dal 24 maggio al 13 ottobre
LONDRA – Queen’s Gallery – Buckingham Palace
Buckingham Palace Rd, London SW1A 1AA
24 maggio – 13 ottobre 2019
Leonardo da Vinci (Vinci 1452 – Amboise 1519), La Testa di Leda, 1504-1506 circa, Penna e inchiostro su gesso nero su carta, 14.7x 17.7 cm | RCIN 912518
Leonardo da Vinci a Londra in mostra dal 24 maggio, per ricordare i 500 anni dalla sua morte.
Nel 1670 re Carlo II acquisì al patrimonio della famiglia reale inglese oltre 550 fogli contenenti testi e disegni di Leonardo da Vinci.
Nella ricorrenza della scomparsa dell’artista, una selezione di 200 disegni provenienti dal quel corpus, conservati a Buckingham Palace e non esposti al pubblico in modo permanente per ragioni di conservazione legate alla fragilità del supporto cartaceo, potranno essere ammirati all’interno della Queen’s Gallery di Buckingham Palace.
Si tratta della tappa finale del tour che vede coinvolti oltre 12, tra musei e gallerie del Regno Unito, nel corso del 2019.
Il tema della diaspora rumena raccontato al Padiglione Romania per la Biennale Arte 2019
PADIGLIONE ROMANIA Giardini
Artisti: Belu-Simion Făinaru, Dan Mihălțianu, Miklós Onucsán Titolo: Unfinished Conversations on the Weight of Absence
Biennale Arte 2019 Padiglione Romania
Tre artisti rappresentano la Romania alla Biennale Arte di Venezia 2019, Belu-Simon Făinaru (Bucarest 1959) scultore che vive tra Israele e Belgio, Dan Mihălţianu (Bucarest 1954) artista specializzato in video, istallazioni, vive tra Bucarest e Berlino, Miklós Onucsán (Gherla 1952) artista grafico.
Le installazioni proposte dai tre artisti, originariamente concepite negli anni ’80 e ’90, nelle loro storie espositive sono state perciò sottoposte a trasformazioni materiali o concettuali e a Venezia acquisteranno così un significato diverso o cambieranno la loro struttura formale, diventando così opere d’arte nuove e attuali.
Includendo nello specifico il tema della diaspora rumena, la mostra presenta quindi la “mobilità” culturale attraverso lo spazio e il tempo di queste opere ricalibrate come una risposta poetica al crescente appeal politico del nazionalismo e del populismo.
Fondazione Querini Stampalia: Jörg Immendorff con “Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die”
JÖRG IMMENDORFF: Ichich, Ichihr, Ichwir / We All Have to Die Presso Fondazione Querini Stampalia campo Santa Maria Formosa
8 maggio – 24 novembre 2019
Eventi Collaterali Biennale Arte 2019
Jorg Immendorff (1945-2007) è stato uno dei più importanti artisti ad emergere nella Germania del secondo dopoguerra.
Il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali e collettive a partire dalla metà degli anni ’60.
La mostra è un Evento Collaterale della 58^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e rappresenta la prima grande rassegna dell’artista, allievo ribelle di Joseph Beuys in un’istituzione italiana.
La rassegna veneziana sarà la prima a focalizzarsi sul particolare aspetto del rapporto con il suo maestro, nonché sull’aspetto della poetica di Immendorff; sulla sua costante lotta nell’elaborare e superare questo ‘complesso edipico’ attraverso la rappresentazione pittorica.
Per Immendorff la pratica artistica si trasforma così in uno strumento di autoanalisi ed emancipazione.
Massimiliano I° d’Asburgo: committente d’arte e parte attiva nella realizzazione delle opere
TIROLO – Museo storico culturale della Provincia di Bolzano
Via del castello, 24 – 39019 Tirolo (BZ)
27 luglio – 3 novembre 2019
Maximilianus – L’arte dell’imperatore
Massimiliano I° d’Asburgo: in occasione dei 500 anni dalla sua morte, il museo di Castel Tirolo raccoglie e presenta per la prima volta le tracce dell’intervento diretto dell’Imperatore sui suoi progetti artistici.
Egli infatti capì l’importanza dell’utilizzo delle immagini in ambito politico, tanto da essere considerato il padre della propaganda iconografica in età moderna.
La mostra evidenzia il ruolo di Massimiliano come committente d’arte non tanto o non solo per decorare, ma per comunicare.
Una attenta raccolta documentale permette di ricostruire le sue azioni nei confronti degli artisti chiamati: dal primo contatto in cui spiega la sua idea, al controllo dei disegni preliminari e definitivi, fino all’autorizzazione alla realizzazione dell’opera.
Non solo committente quindi ma anche parte attiva del progetto.
Bruno Munari – Negativo-positivo giallo-rosso, 1951 olio su tela 100 x 100 cm. Collezione Intesa San Paolo
Italia moderna: storia raccontata a Pistoia con una esposizione a Palazzo Buontalenti.
La neonata Fondazione Pistoia Musei gestirà quattro sedi in città ed ha avviato il suo programma che, suddiviso in due parti, si concluderà il 17 novembre.
Il progetto completo di mostra prevede quindi oltre 150 opere, tutte selezionate dalle collezioni di Intesa Sanpaolo.
I lavori mostrano le evoluzioni dell’esperienza artistica italiana in uno dei periodi di trasformazione del Paese.
La “Ricostruzione” e la “Contestazione” date che rappresentano al tempo stesso i due poli cronologici entro cui si sviluppa la visione italiana di Modernità e due indicatori culturali dello scenario di idee e di costumi che hanno portato l’Italia alla ribalta internazionale, sia come economia che come cultura.
La mostra fino a Agosto presenta la prima parte relativa alla ricostruzione e va dal 1945 al 1959, mentre una successiva da agosto a 17 novembre presenterà il periodo della “contestazione” 1960 -1975.
Sarà possibile vedere opere di grandi maestri dell’arte contemporanea, tra cui Bruno Munari,Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Piero Manzoni,Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Gillo Dorfles, Alberto Burri.
Orari:
Tutti i giorni 10.00 – 18.00
Mercoledì chiuso
Info:
E-mail: info@fondazionepistoiamusei.it
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